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Trattamento dei dati personali – informativa ex art.13 DLgs. 196/2003

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platea_rm14022012Una platea di oltre 3 milioni di persone, secondo un'indagine del Censis del 2004: tributaristi e grafologi, interpreti e traduttori. Ma anche amministratori immobiliari, periti assicurativi, chinesiologi, osteopati e comunicatori. Senza dimenticare nutrizionisti, bibliotecari, patrocinatori stragiudiziali, archeologi e investigatori privati. Sono i professionisti, raggruppati in oltre 242 associazioni, che non hanno un ordine professionale o un albo. Un "mondo", quello delle professioni non regolamentate, oggi al centro del convegno "Professioni non regolamentate. Un appello alla trasparenza".
E tra queste professioni sono già diverse quelle che hanno deciso di rivolgersi all'UNI per valutare l'iter di definizione di una norma tecnica specialistica, che aiuti gli operatori a migliorare e garantire la qualità della prestazione e che dia adeguate garanzie al cliente. Tra queste, amministratori immobiliari, arteterapeuti, bioingegneri, chinesiologi, chiropratici, clinical monitors, collaboratori politico istituzionali, comunicatori, counselor, fotografi e comunicatori visivi, informatici, installatori audiovideo. E ancora: interpreti e traduttori, naturopati, osteopati, patrocinatori stragiudiziali, periti assicurativi, tecnici di emodialisi, tributaristi.

Definire chi sono e cosa fanno i professionisti non regolamentati, non appartenenti cioè a nessun albo o ordine professionale, garantendo uno standard di qualità permanente, che può anche portare - su base volontaria - alla certificazione del professionista. E' la strada che la normazione tecnica offre agli oltre 3 milioni di professionisti italiani non iscritti ad albi od ordini, attraverso l'autoregolamentazione volontaria, per garantire la loro qualità professionale. Un tema che è stato al centro del convegno che si è svolto alla Camera dei deputati. In particolare, una commissione UNI riunisce tutti i diretti interessati alla specifica professione (i professionisti, i clienti, i fornitori, eventuali autorita' pubbliche interessate) che tramite una discussione democratica e un'approvazione consensuale elaborano un testo che definisce gli aspetti piu' rilevanti della singola professione. Questo testo viene sottoposto in fase di 'inchiesta pubblica' a tutti gli stakeholders, che hanno un periodo di tempo utile per fare osservazioni. Scaduto il termine, la proposta diventa una norma tecnica Uni, e cioe' un testo di autoregolamentazione non obbligatorio ma ufficialmente riconosciuto, al quale pero' tutti i professionisti possono far riferimento per dare contenuti di certezza e qualità alla propria prestazione professionale, per differenziare il proprio posizionamento competitivo sul mercato e sulla base della quale chiedere di essere certificati da un organismo indipendente.

berloffa_rm14022012"Il disegno di legge che è stato approvato dalla X commissione della Camera dei deputati all'unanimità rappresenta una rivoluzione all'interno delle professioni non regolamentate e il nostro obiettivo oggi è di sveltirne il più possibile l'iter facendolo uscire al più presto dalla Camera, per arrivare al Senato". Così Giorgio Berloffa, presidente di CNA Professioni, spiega l'obiettivo del convegno. "Vogliamo che ci sia - spiega Berloffa - finalmente un mercato libero in Italia che possa mettere in condizione l'utente di scegliere il professionista corretto. La proposta di legge in Parlamento prevede il riconoscimento delle professioni non regolamentate attraverso la norma UNI. UNI fa delle norme specifiche sulle singole professioni, il ministero dello Sviluppo economico - rimarca - prende in carico le norme e riconosce la professione in base a quanto ha dichiarato l'UNI". Senza dimenticare, conclude Berloffa, "la certificazione di terza parte non solo per garantire l'utente sulla caratteristiche del professionista, ma anche sulle sue capacità".

"E' una grande occasione per affrontare un problema che riguarda più di tre milioni di persone, che svolgono un'attivita' professionale al servizio dell'utenza, del cittadino, delle imprese, spesso in una condizione difficile perche' il loro ruolo, la loro competenza non viene riconosciuta". Così Piero Torretta, presidente dell'UNI, spiega gli obiettivi del convegno. Per Torretta, la proposta di legge sulle professioni non regolamentate che giace in Parlamento, al centro del convegno, deve avere un iter piu' veloce: "La legge rinvia - spiega - dal punto di vista della definizione delle regole, del contenuto, alla normazione tecnica. Per questa ragione, noi come Uni - continua - abbiamo avviato un processo di elaborazione della norma seguendo le procedure standard del sistema".

torretta_rm14022012E il lavoro di UNI per il riconoscimento delle professioni non regolamentate sta andando avanti gia' da tempo: "Attraverso il tavolo - spiega - costituito con Cna Professioni sono state gia' avviate le procedure per sei nuove professioni non regolamentate che hanno concluso la fase della cosiddetta 'inchiesta pubblica' e hanno costituito i gruppi di lavoro per la definizione degli aspetti di tipo normativo che attengono alla qualificazione e al contenuto della prestazione. I tempi sono quelli ordinari della normazione". Una volta "raggiunto lo standard di riferimento, le prestazioni di quelle professioni dovranno attenersi a quegli elementi e cio' sara' una garanzia per il professionista e per gli utenti", conclude.

"Condivido la vostra attesa - ha spiegato Laura Froner, vicepresidente della X commissione della Camera - per l'approvazione del ddl: è da Natale che attendiamo un parere dalla commissione Bilancio, che ha richiesto una valutazione alla Ragioneria di Stato su eventuali spese da coprire con il provvedimento. Spese che noi abbiamo cercato il piu' possibile di evitare, limando il documento. Secondo noi - ribadisce - non ce ne sono, ma se ci sono vorremmo che fossero quantificate, in modo tale da andare avanti con il provvedimento". Una posizione ribadita da Ignazio Abrignani, relatore del ddl nella X commissione della Camera dei deputati: "Il testo è definitivo, aspettiamo soltanto il parere della commissione Bilancio, che attende l'esito della valutazione della Ragioneria, dopo di che noi siamo pronti ad andare in aula".

Il testo della proposta di legge ha trovato il pieno consenso di Giuseppe Tripoli, capo dipartimento per l'impresa e l'internazionalizzazione del ministero dello Sviluppo Economico, che ha anche convocato un tavolo al Mise con le associazioni delle professioni non regolamentate. "Stiamo parlando - ha detto Tripoli - di un 'mondo' che ha una dimensione economica, non solo giuridica. Il testo che lo riguarda ha raggiunto un equilibrio e io lo condivido". E sulla valutazione della Ragioneria su eventuali spese legate al provvedimento Tripoli ha sottolineato: "Mi impegno ad aiutare a chiarire questo problema con i tecnici della Ragioneria". Per Benedetto Della Vedova, componente della VI commissione della Camera dei deputati, che ha partecipato all'incontro, "la battaglia delle professioni non regolamentate è importante perché è liberale e non corporativa in un Paese corporativo e non liberale". E la richiesta dei professionisti di non costituire dei nuovi ordini "è un cambio di paradigma importante", che, secondo Della Vedova, dopo l'approvazione del dl liberalizzazioni, potrà "raggiungere risultati positivi, è un salto di qualità: si passa dalla difesa corporativa dalla concorrenza alla difesa liberale della concorrenza".

E una soluzione positiva per le professioni non regolamentate, dopo l'approvazione del dl liberalizzazioni, e comunque in tempi rapidi, la prospetta anche Roberto Rao, componente della II commissione della Camera: "Dobbiamo salvaguardare gli interessi di quanti lavorano in questo mercato e degli utenti: sicuramente le professioni non regolamentate sono l'esempio più avanzato che abbiamo di flessibilità, e di capacità di aggiornamento nel mondo del lavoro. Non si tratta di 'chiuderli' in un ordine, ma di consentire loro di lavorare al meglio in piena concorrenza". E secondo Anna Rita Fioroni, componente della X Commissione del Senato, non si deve dimenticare che le professioni non regolamentate rappresentano "uno sbocco occupazionale importante, proprio adesso che il tema lavoro è all'ordine del giorno".

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