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Sono state due giornate di lavoro intenso il 15 e 16 maggio, due giornate in cui i massimi esperti europei e internazionali del settore mobile/arredamento si sono riuniti a Milano, presso l’UNI, per parlare di norme per la sicurezza e la qualità di questi prodotti. I due comitati tecnici che a livello europeo e internazionale seguono l’attività normativa in questo settore (rispettivamente il CEN/TC 207 e l’ISO/TC 136) hanno segreteria e presidenza gestite dall’Italia. L’Italia, Infatti, è uno dei paesi leader nel mondo nella produzione di mobili, il settore rappresenta un punto di eccellenza per il nostro Paese ed è per questo motivo che l’UNI –grazie anche alla collaborazione di FederlegnoArredo – ha ottenuto la leadership di entrambi i comitati. “In questi 10 anni di presidenza italiana - ha dichiarato Marco Fossi, presidente del CEN/TC 207 - l’Italia ha dato una spinta notevole ai lavori del comitato facendo sì che dopo un lungo periodo di sostanziale inattività venissero finalmente pubblicate una grande quantità di norme (circa 70) condivise a livello europeo. Il risultato è che ora disponiamo di un parco norme, utilizzabile in tutti i paesi aderenti al CEN, che coprono gli aspetti più rilevanti della sicurezza dei prodotti e che costituiscono una base ormai condivisa e consolidata”.
Alla riunione del comitato CEN erano presenti gli esperti europei del settore mobili - provenienti da 12 differenti paesi - che si sono trovati per fare il punto sull’attività normativa in corso e sulle prospettive future. “Un tema di rilevanza strategica di cui si sta discutendo in questo momento - ha dichiarato Fossi - è che, disponendo già di una base di norme consolidate che riguardano i requisiti di sicurezza meccanica dei mobili (requisiti di per sé non particolarmente difficili da sviluppare ma in grado di garantire un buon livello di sicurezza per il consumatore), stiamo ora valutando la possibilità di arrivare alla definizione di quegli aspetti in grado di differenziare i mobili di qualità e di maggior pregio rispetto a quelli di minor costo e di qualità inferiore. Stiamo pertanto decidendo di affrontare l’attività normativa sotto il profilo dei requisiti di idoneità all’uso definendo tutte quelle caratteristiche qualitative che sempre di più vengono richieste dai consumatori e che - in alcuni paesi europei - vengono già trattate da norme di carattere nazionale”.
Le norme tecniche europee elaborate dal comitato sono utilizzabili da tutti gli operatori del settore, in particolare dai produttori che hanno fornito le loro competenze e il supporto tecnico necessario per far progredire l’attività normativa ma anche - indirettamente - dai consumatori, che sono automaticamente tutelati quando utilizzano prodotti ‘a norma’. E’ il caso, per esempio, di un ambiente domestico in cui siano presenti dei bambini per i quali i mobili possono rappresentare un’eventuale fonte di pericolo: i mobili che rispettano le caratteristiche stabilite dalle norme tecniche europee garantiscono un buon livello di sicurezza a tutto vantaggio della tranquillità di educatori e genitori. Anche la direttiva europea sulla sicurezza generale dei prodotti (2001/95/CE) pur non citando espressamente le norme sviluppate dal CEN/TC 207, fa un richiamo di carattere generale affermando che i prodotti per essere giudicati sicuri possono essere valutati utilizzando le norme europee di riferimento. “Quindi – ha concluso Fossi - possiamo dire che le norme elaborate dal nostro comitato svolgono anche questo importante compito di supporto legislativo a livello europeo”.
“Anche a livello internazionale – ha dichiarato Cristian Tumiotto, presidente dell’ISO/TC 136 - stiamo cercando di portare avanti una politica strategica che si ispiri a quelli che sono i principi sui quali si basa il made in Italy: quindi il far bene le cose, pensarle secondo criteri di design e di qualità, con lo stile che da sempre contraddistingue il settore dei mobili in Italia. La crisi degli ultimi anni non ha risparmiato il nostro settore e la tendenza in questo momento non è sicuramente positiva, a prescindere da qualsiasi fascia di prezzo o segmentazione di prodotto, sia esso dedicato all’ambiente domestico piuttosto che all’ufficio. Stiamo assistendo a una contrazione della domanda a livello generale e le aziende si stanno impegnando, per quanto possibile, a razionalizzare i costi perché purtroppo dal punto di vista dei ricavi non si può fare molto in questo momento“.
Dati positivi si registrano invece per quanto riguarda l’export. “A livello generale i dati sulle esportazioni sono confortanti - ha continuato Tumiotto - anche se vanno fatti dei distinguo a livello europeo e internazionale: sicuramente le esportazioni verso il mercato russo sono quelle che stanno dando maggiori soddisfazioni, ma anche verso quello americano e quello francese, per nulla invece verso il mercato spagnolo o inglese”. Insomma, la creatività, le competenze e il design delle aziende italiane sono sempre molto apprezzati e queste capacità vanno mantenute e valorizzate. "Le norme tecniche - ha dichiarato il presidente del comitato ISO - possono essere uno strumento di supporto e tutela del made in Italy! E’ vero che l’applicazione di una norma può rappresentare un costo, ma si tratta più di un investimento di tipo mentale, secondo me, che di tipo economico. Credo infatti che la volontà culturale insita in ogni azienda determini sicuramente il successo o l’insuccesso dell’applicazione delle norme. Questo, a mio modo di vedere, farà anche la differenza in futuro perché le aziende che vorranno adottare gli standard tecnici, siano essi ISO o CEN, potranno far parte a pieno titolo della competizione internazionale”.
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