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UNI e CNCU: un cambiamento di stile nei rapporti tra normazione e consumatori Stampa
Venerdì 22 giugno 2012

cncu_uniIl mondo della normazione tecnica volontaria e quello dei consumatori sono da oggi più vicini.
UNI e CNCU (Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti) hanno avviato, il 19 giugno scorso a Roma, un programma di alfabetizzazione e di formazione sulla funzione, le procedure e le attività di normazione, primo frutto del protocollo d’intesa siglato lo scorso 18 novembre.
Quella di Roma è stata una prima sessione, che ha visto una vasta partecipazione di rappresentanti delle associazioni dei consumatori, alla quale ne seguiranno altre nelle principali regioni italiane.

Punto cruciale del progetto, sottolineato da Gianfrancesco Vecchio, direttore generale per il mercato, la concorrenza, il consumatore, la vigilanza e la normativa tecnica del ministero dello sviluppo economico, è il “cambiamento di stile nei rapporti tra normazione e consumatore. L'idea nuova è di coinvolgere i rappresentanti dei consumatori anche nella costruzione delle norme tecniche, passando dunque da un ruolo prettamente critico a uno anche partecipativo”.
Oggi ci sono rappresentanti dei consumatori nelle commissioni “Attività professionali non regolamentate”, “Agroalimentare”, “Imballaggi”, “Responsabilità sociale delle organizzazioni”, "Tessile e abbigliamento" e "Turismo".
La partecipazione dei consumatori ai tavoli della normazione è importante. Piero Torretta, presidente UNI, ha infatti ribadito come “la normazione tecnica abbia nel tempo evoluto la propria funzione da semplice strumento per il controllo dei tempi e dei costi della produzione a strumento  per fornire soluzioni e per facilitare i punti di incontro ed equilibrio tra i produttori di beni e servizi e i consumatori degli stessi beni e servizi”. Ciò sta a significare che tra produttore e utilizzatore “ci deve essere un rapporto collaborativo”.
Uno dei problemi che sinora ha ostacolato un corretto rapporto dialettico tra normazione e mondo consumeristico è stato efficacemente riassunto da Gianni Cavinato, presidente Acu, Associazione consumatori utenti: “sebbene il 50-60% dei prodotti in commercio, oltre alla norma cogente, rispetti anche delle norme volontarieuna persona non sa che sta acquistando un prodotto o usufruendo di un servizio che fa capo ad una norma tecnica. Non lo sa perché non c'è stato qualcuno che lo ha informato prima”.
Da qui l’importanza del corso di alfabetizzazione che ha l’obiettivo di presentare il valore della normazione e delle attività dell'UNI, al fine di mettere in luce il nesso tra le esigenze dei consumatori e degli utenti e la necessità che le loro rappresentanze svolgano un'efficace attività di tutela dei loro diritti anche nei confronti delle norme tecniche nazionali, europee ed internazionali, in una logica di cultura della prevenzione.
Così, secondo le parole di Gianni Cavinato, se il protocollo d’intesa UNI-CNCU “è uno strumento utile per strutturare la partecipazione dei consumatori” alle attività di normazione tecnica, il programma di alfabetizzazione risponde efficacemente al “problema di informazione da parte del consumatore”.Il lavoro è appena cominciato ma “le associazioni di categoria possono essere uno strumento utile per andare in questa direzione”.