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Il consumatore conosce che cosa acquista? La commercializzazione di prodotti contraffatti supera ogni anno i 500 miliardi di dollari: le norme internazionali sono in grado di fornire delle soluzioni? Per rispondere a queste domande, lo scorso maggio il comitato ISO/COPOLCO - che si occupa di politiche per i consumatori - ha organizzato un workshop a Nadi (Repubblica delle Isole Fiji) al quale hanno partecipato oltre 115 rappresentanti di organizzazioni di consumatori, autorità pubbliche e industria, provenienti da 26 paesi.
Aiyaz Sayed-Khaiyum, Procuratore generale e Ministro per l’Industria e il commercio del paese ospitante, ha sottolineato l’importanza dell’evento per Fiji che, come altri paesi insulari del Pacifico, sono particolarmente vulnerabili in questo senso: doppia etichettatura, imitazioni, informazioni non complete, packaging ingannevoli, false dichiarazioni ne sono degli esempi. Queste attività sono alimentate da diversi aspetti: i crescenti scambi globali e il commercio elettronico, la mancanza di consapevolezza e di informazione da parte dei consumatori, il crescente coinvolgimento del crimine organizzato, l’inconsistenza delle sanzioni, la domanda sul mercato e le pressioni economiche guidate dagli alti costi e dalla povertà.
I consumatori danno spesso fiducia alle indicazioni fornite sui prodotti stessi e dagli addetti alle vendite, presumendo un buon lavoro da parte degli organismi addetti ai controlli. Malgrado ciò i prodotti contraffatti - che vanno dai medicinali alle macchine industriali – rappresentano il 5-7% del commercio mondiale, con numeri in crescita ogni anno. I risultati sono sotto i nostri occhi: guasti prematuri, prodotti non sicuri, aumento dei costi dei prodotti “regolari”, perdita di fiducia dei consumatori. Dal workshop è emersa la convinzione che le norme internazionali, unite ad un programma di sorveglianza sul mercato, possono proteggere la salute e la sicurezza del consumatore, combattere le frodi e prevenire le false dichiarazioni di prodotto. Secondo i partecipanti al workshop, la cooperazione internazionale è essenziale per combattere questi fenomeni: si chiedono migliori pratiche nella protezione delle frontiere, la condivisione di informazioni all’interno e attraverso i Paesi (per esempio in caso di richiami o sequestri di prodotti), un aumento della consapevolezza tra i cittadini (inclusi i rischi e informazioni sui ricorsi), una maggiore trasparenza e tracciabilità lungo la catena di fornitura.
Le norme internazionali possono armonizzare gli sforzi, diffondere le migliori pratiche e promuovere la fiducia nel consumatore. Con quali strumenti? La sorveglianza sul mercato, le prove comparative, la segnalazione e la condivisione dei dati relativi agli incidenti su scala globale. Due i comitati ISO già al lavoro: il Project Committee ISO/TC 246 “Anti-counterfeiting tools”, che ha già pubblicato la ISO 12931:2012 “Performance criteria for authentication solutions used to combat counterfeiting of material goods” e l’ISO/TC 247 “Fraud countermeasures and controls”. |