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"La standardizzazione è la chiave di volta della governance del mercato unico": citando il Rapporto Monti del maggio 2010 alla Commissione europea, appare immediatamente chiaro come il tema della normazione sia strettamente collegato a quello della concorrenza e, quindi, a quello dello sviluppo dell'economia e dell'industria. Laddove si svolgono delle transazioni commerciali all'interno di un'economia di libero scambio, la normazione volontaria rappresenta una regolamentazione indispensabile.

La normazione, insieme ad altri fattori, è un processo responsabile dell'infrastruttura tecnologica ed economica di una nazione. Fare politica economica, significa confrontarsi anche con lo scenario tecnico-normativo perché l'uso ripetuto, condiviso e consolidato di una norma tecnica è utile alla società per indirizzare il proprio sviluppo e correggere le distorsioni che si possono generare nel mercato se lasciato solo alle regole dettate dai rapporti di forza tra gli operatori. E questo spiega anche perché le imprese sono disposte ad assumere un ruolo attivo, ad investire tempo e risorse nell'attività normativa.

Gli effetti della normazione sulle imprese e sull'interazione tra queste, i fornitori e i clienti, ovvero sull'ambito delle relazioni commerciali di riferimento, mettono in luce diversi livelli di influenza, di opportunità e di benefici.
Le norme tecniche qualificano: esse rappresentano la "regola" cui si può concedere fiducia perché il loro valore è superiore alle parti in gioco, è precedente allo scambio, è frutto di un sapere oggettivo e condiviso, costituisce una differenza di qualità a cui il mondo dei consumatori è sempre più sensibile.
La partecipazione ai lavori normativi e l'utilizzo delle norme, come si vede, costituiscono un vantaggio lungo tutta la catena d'interesse per le imprese, dall'approvvigionamento alla gestione del processo produttivo, dalla lavorazione alla fine dello scambio, ovvero a valle, quando il prodotto viene immesso sul mercato.

Strategia di mercato

Sprechi, barriere artificiose di mercato, inconvenienti nelle forniture, vincoli imprevisti, incertezze... è questo lo scenario da cui prende avvio l'input normativo. Quando la norma tecnica viene pubblicata, il problema di partenza è stato risolto con il contributo di tutte le parti coinvolte e sottoposto ad ogni momento di verifica della condivisione consensuale ritenuto utile. La norma rappresenta di fatto una soluzione concordata di massimo beneficio comune.
La conoscenza immediata delle soluzioni rappresentanti lo stato dell'arte fornite dalle norme tecniche, offre un vantaggio strategico alle aziende, perché identifica chiaramente cosa fare o come organizzare i processi di gestione aziendale, in modo univoco ed inequivocabile. Le imprese che decidono di conformarsi alle norme si ritrovano così a disposizione ingenti risorse che possono utilmente essere concentrate e investite nella differenziazione dei prodotti, in base a caratteristiche desiderabili aggiuntive, ovvero caratteristiche addizionali rispetto ai requisiti di norma, con una crescita generale del livello di qualità.

Competitività

Il Regolamento UE 1025/2012 affronta anche questo tema, affermando nei considerando che:

Per un'azienda poter contribuire con il proprio know-how alla normazione nazionale e internazionale oggi può risultare determinante per ridurre, o addirittura evitare, i costi di adeguamento dei processi produttivi e per acquisire vantaggi di mercato considerevoli in termini di tempo. Una posizione competitiva si basa anche su fattori di conoscenza delle normative, soprattutto di quelle in via di definizione, dunque anticipando uno scenario che potrebbe diventare vincolante, con costi conseguenti non più evitabili.

Ampliamento del proprio mercato

Il Regolamento UE 1025/2012 affronta anche questo tema, affermando nei considerando che:

Le aziende che operano sui mercati esteri sono spesso ostacolate dalla presenza di norme diverse che fungono da vere e proprie barriere al libero commercio. La strategia di esportazione può essere notevolmente facilitata dall'uso delle norme europee EN, armonizzate o meno, e da quelle internazionali ISO, che sono state redatte proprio per garantire la conformità alle varie esigenze nei diversi Paesi.

Riduzione dei costi

Il Regolamento UE 1025/2012 affronta anche questo tema, affermando nei considerando che:

Chi produce secondo le norme tecniche è già in posizione di vantaggio perché i costi delle transazioni sono più contenuti, gli accordi contrattuali risultano semplificati e, in generale, le aziende accedono a mercati più vasti poiché viene sensibilmente abbattuta la forza delle barriere commerciali. Da questo punto di vista la nascita del mercato europeo, la politica di armonizzazione ed il conseguente sviluppo delle norme EN rappresentano un'eloquente dimostrazione pratica dell'efficienza normativa, che va al di là di ogni possibile contestazione teorica.

Oltre ad un possibile aggiornamento in tempo reale dei processi produttivi e ad una condizione di mercato immediatamente favorevole all'esportazione, le norme aumentano le possibilità di collaborazione tra le imprese: innanzitutto la gamma dei fornitori si amplia e consente un benchmarking di tutto vantaggio per il mercato nel suo complesso. Ma in secondo luogo va osservato quanto questa collaborazione vada incontro alla crescente richiesta di interoperabilità tra prodotti: la convergenza tra le tecnologie sta portando, ad esempio, in più di un settore alla richiesta di prodotti che abbiano la capacità di "mettersi in rete". E le norme tecniche risultano davvero facilitanti rispetto alla necessità di cooperare o di interagire.

Il ricorso alla normazione riduce i costi relativi ai diversi momenti della transazione commerciale poiché viene a ridurre le spese per l'acquisizione delle informazioni, per lo svolgimento delle trattative e per il posizionamento di mercato ed è in grado di esercitare un effetto positivo anche sulla comunicazione tra diversi reparti di una stessa azienda, eliminando gli sprechi, ottimizzando i processi e contribuendo a diffondere una cultura produttiva certa e condivisa.

Migliori rapporti con i fornitori

Sul fronte del rapporto fornitore-cliente, l'applicazione delle norme e la partecipazione ai lavori di normazione offre più di un vantaggio: le imprese possono sicuramente esercitare una maggiore pressione commerciale, il che riduce la dipendenza da un unico fornitore e genera risparmio, perché stimola la competitività a pari condizioni di affidabilità. E, ancor prima, è proprio l'utilizzo delle norme che aiuta l'azienda a definire con chiarezza e precisione le caratteristiche delle merci o dei servizi richiesti, semplificando i processi di acquisto, il cui costo rappresenta una voce importante nel budget aziendale, a prescindere dal loro volume.

Maggiore cooperazione tra imprese

La normazione rappresenta un codice condiviso di conoscenze che può facilitare la cooperazione e le alleanze strategiche tra aziende di settore, calmierando una concorrenza artificiosa e stimolando sinergie tese al contenimento dei costi. Si deve anzi osservare che una competizione focalizzata sull'efficienza non può che contribuire ad un innalzamento generale della qualità, delle prestazioni e della sicurezza dei prodotti, con benefici per tutti.

Tempestività sul mercato

Il processo normativo prevede la costruzione di un sapere comune a partire dal fatto che le aziende che partecipano all'attività di normazione imparano le une dalle altre e godono, rispetto alle imprese concorrenti, della possibilità di migliorare la qualità della produzione. Non meno importante è l'accesso precoce alle informazioni privilegiate, sia che queste si riferiscano ai metodi produttivi sia che riguardino altri momenti del processo di mercato. E ciò è vero anche in riferimento all'iter normativo: avere accesso alle informazioni in fase di dibattimento può consentire di abbattere i costi e i tempi di adattamento al futuro "stato dell'arte", elemento tanto più importante quanto è lungo il ciclo di vita del prodotto in rapporto alla durata del processo di elaborazione della norma. In sintesi, chi "fa la norma" può dire di "avere il mercato" e di minimizzare i rischi tecnologici e di business. Questo aspetto tuttavia potrebbe rappresentare anche un fattore ostacolante, ad esempio, rispetto a ricerca e sviluppo, un settore strategico della competitività che comporta una necessaria tutela delle innovazioni sul fronte tecnologico e di processo. Ma a questo proposito va ricordato che le norme non sono brevetti (le prime definiscono un prodotto o processo per rendere chiare e disponibili a tutti tali conoscenze mentre i secondi per riservarne l'uso esclusivo a un solo soggetto) e se si guarda ai costi e ai rischi economici delle attività di ricerca e sviluppo, la partecipazione ai lavori di normazione appare estremamente conveniente, poiché i risultati delle prove sono a disposizione di tutti e non è necessario ripeterli in proprio.

Riduzione dei fattori di rischio

Poiché le norme tecniche esprimono con chiarezza lo "stato dell'arte" relativamente a un prodotto, un servizio o un processo, e dunque riflettono lo stato della tecnologia nel momento considerato, il loro utilizzo permette di ridurre il fattore di rischio, anche nel campo della prevenzione e della tutela della sicurezza e della salute. Qui la normazione trova da sempre uno dei banchi di prova d'efficacia e di utilità più solidi, con riconoscimenti unanimi, a partire dalle associazioni di consumatori sino alle compagnie di assicurazione, particolarmente attente ai requisiti di sicurezza dei prodotti. E anche questo va annoverato tra i vantaggi economici della normazione per le imprese, poiché una posizione competitiva oggi si costruisce anche sulla dichiarazione di conformità alle norme volontarie di riferimento.

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