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Trattamento dei dati personali – informativa ex art.13 DLgs. 196/2003

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La normazione tecnica è uno strumento che aumenta, migliora e semplifica il business di tutte le imprese, anche di quelle di micro, piccole e medie dimensioni: lo hanno confermato in modo convincente i quattro “testimoni” di piccole e microimprese che venerdì 28 settembre hanno descritto le proprie esperienze nel mondo della normazione italiana, europea ed internazionale.

L’occasione di queste presentazioni è stato il seminario “Le norme tecniche: al servizio delle PMI per migliorare il business” - organizzato da UNI e CEI - nell’ambito del progetto “SMEST SME Standardization Toolkit” promosso dalla Commissione Europea - Direzione Generale Imprese e Industria, con la partecipazione degli enti europei di normazione CEN e CENELEC e dell’organizzazione Europea di rappresentanza delle PMI, NORMAPME.

Le presentazioni dei rappresentanti delle PMI hanno affrontato i seguenti temi:

  • agevolare la conformità a leggi e regolamenti (pdf scarica presentazione)
    (Ivano Pelosin, Coordinatore GL “Piscine” e Delegato CEN/TC 136/WG “Swimming pools”),
  • migliorare la sicurezza dei prodotti (pdf scarica presentazione)
    (Gianluigi Mazzolari, Delegato CEN/BT/TF 164 “Candle safety”),
  • diffondere e promuovere l’innovazione (pdf scarica presentazione)
    (Gianosvaldo Fadin, Presidente del CT “Sistemi e componenti elettrici ed elettronici per trazione” CEI e Coordinatore GL IEC e CENELEC nel settore dei componenti elettrici per applicazioni ferroviarie),
  • apertura verso nuovi mercati (pdf scarica presentazione)
    (Marcello Celentano, Membro del CT 20 “Cavi per energia” CEI).

Pur non negando l’impegno – soprattutto in termini di tempo/uomo - necessario (che si basa prioritariamente sulla passione e successivamente sulla valutazione costi/benefici) i principali benefici per le micro e le piccole imprese (le aziende rappresentate avevano da un minimo di 2 a un massimo di 80 addetti) che partecipano ai lavori di normazione e – naturalmente – usano le norme condivisi pressoché da tutti sono stati:

  • riferimenti certi per l’assolvimento di obblighi di legge,
  • sicurezza per prodotti/processi particolarmente delicati,
  • chiarezza nei rapporti contrattuali,
  • vantaggio competitivo sui concorrenti non coinvolti nella normazione o con prodotti non a norma,
  • miglioramento professionale (e riduzione dei costi e dei rischi della ricerca e sviluppo) dovuto agli scambi di informazioni nelle commissioni tecniche,
  • riduzione del “time to market” grazie alle informazioni acquisite nelle commissioni tecniche.

Le difficoltà che la normazione pone a chi vi si avvicina, invece sono state riassunte così:

  • il linguaggio tecnico ostico per i non addetti ai lavori;
  • l’insufficiente armonizzazione con normazione extraeuropea;
  • la mancanza di conoscenza del valore della norma e dei prodotti a norma a valle nella filiera distributiva e presso l’utilizzatore finale;
  • la necessità di essere sempre aggiornati su tante, forse troppe, norme;
  • il costo delle norme estere;
  • il rischio che i prodotti a norma e/o certificati vengano banalizzati dal mercato, anziché essere percepiti come di maggior valore.

Il Presidente UNI – Piero Torretta – ha ricordato che le piccole e medie imprese sono il fulcro del tessuto economico e sociale del nostro Paese e su di esse si è basato lo sviluppo e la crescita negli ultimi 60 anni. “Il fatto di essere qui a discutere di normazione tecnica, esprime la sentita necessità del mondo delle PMI di un quadro di regole e di certezze utile per costruire un nuovo e diverso modello di competitività, dove la flessibilità data dalle piccole dimensioni – un tempo fattore di successo - non corrisponda necessariamente a una debolezza strutturale, una ridotta capacità di credito, una limitata disponibilità ad investire in Ricerca Sviluppo e Innovazione, in una condizione in cui la competizione è verso il basso, nella compressione dei costi e spesso nella elusione di obblighi e nella negazione dei diritti. Una condizione che non fa più per noi”.
In questo quadro la normazione tecnica può essere uno strumento per meglio attrezzarsi alla competizione, per meglio rispondere ai problemi della crisi. Secondo Torretta “E’ uno strumento per offrire soluzioni, per consolidare lo stato dell’arte dei prodotti e dei processi, per elevare la competizione sui livelli di garanzia delle performance dei prodotti e dei servizi e delle tutele dei diritti delle persone. La normazione tecnica è lo strumento per stimolare l’innovazione, per garantire la professionalità ed il merito, per aprire un dialogo col mercato basato non più solo sul prezzo, ma sul rapporto equilibrato prezzo/qualità. La normazione infatti è uno strumento al servizio della efficienza ed efficacia del sistema Paese”.

La limitata disponibilità di tempo delle PMI e l’onerosità della partecipazione alla attività normativa, rende – però - indispensabile un processo di delega ai sistemi associativi il cui ruolo è fondamentale per la rappresentanza degli interessi delle PMI ai tavoli della normazione. Per tale ragione UNI intrattiene da tempo rapporti ormai consolidati con le associazioni di rappresentanza della PMI (CNA, Confartigianato, Confapi, Confcommercio, Confindustria, ecc.), rapporti che però come tutte le relazioni di successo, devono essere continuamente rinnovate e calibrate. È per questo motivo che il rapporto con le associazioni delle PMI ha un posto centrale nelle linee politiche del triennio 2011-2013, approvate dal Consiglio direttivo UNI lo scorso inverno. “Per questo – afferma Torretta - abbiamo dato vita ad un tavolo informale di consultazione che deve servire come dialogo permanente con le associazioni di rappresentanza delle PMI al fine di ideare e realizzare una serie di attività che abbiano il comune denominatore: coinvolgere maggiormente le PMI nella normazione tecnica”.

Questa non è comunque l’unica linea d’azione a beneficio e sostegno delle PMI. Infatti ricordiamo:

  • lo studio sui benefici economici della normazione sulla base di una metodologia messa a punto dall’ISO. Un case study è stato presentato all’assemblea ISO della scorsa settimana su una realtà imprenditoriale italiana;
  • la partecipazione UNI all’attività normativa CEN e ISO per il rafforzamento e la tutela a livello europeo ed internazionale degli interessi e delle specificità del sistema Italia;
  • la rivisitazione della attività di comunicazione con l’obiettivo di meglio far conoscere al mercato ed agli stakeholder le opportunità che la normazione volontaria offre.

Inoltre, un forte invito al mondo della normazione a sostenere e facilitare l’accesso delle PMI è contenuto nell’emanando Regolamento Europeo sulla normazione tecnica che, dopo l’esame del Parlamento sarà prossimamente all’esame della Commissione Europea.
Il Regolamento costituirà la nuova base legale per la normazione europea e per il suo utilizzo ai fini delle politiche e della legislazione dell’Unione Europea. L’inclusione delle PMI nel processo normativo (pdf depliant "Coinvolgere le PMI nella normazione tecnica"), come affermato anche nello Small Business Act del 2008, è uno degli obiettivi prioritari del Regolamento, per migliorare ulteriormente quello strumento che supporta e sostiene l’innovazione e la competitività del nostro prodotto e delle nostre imprese con un impatto quantitativamente definito in Germania e nei Paesi europei nella misura dallo 0,3 al 1% del PIL (Francia, Germania, Regno Unito) con valori assoluti nell’ordine dei 17 miliardi di Euro all’anno (in Germania): quasi quanto una “manovra di bilancio” nazionale.

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