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Trattamento dei dati personali – informativa ex art.13 DLgs. 196/2003

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rossi torrettaManca meno di un anno per adeguare le attuali certificazioni dei sistemi di gestione per la qualità (UNI EN ISO 9001) e di gestione ambientale (UNI EN ISO 14001) ai requisiti delle edizioni più recenti delle norme pubblicate nel 2015.

Il 15 settembre 2018 scadrà il termine per la transizione alle nuove edizioni delle due norme tecniche più diffuse al mondo, in base alle quali circa un milione e mezzo di aziende si sono fatte certificare, di cui quasi 200 mila solo in Italia.

In realtà, già dal 15 marzo del prossimo anno gli organismi di certificazione dovrebbero svolgere tutte le verifiche per la prima certificazione, le sorveglianze o i rinnovi sulla base delle nuove edizioni.
Le aziende che non hanno ancora adeguato i propri sistemi di gestione in conformità alle edizioni più recenti delle norme UNI hanno quindi poco tempo per mettersi al passo. Trascorsi tre anni dalla pubblicazione dell’ultima edizione, le certificazioni basate sulle edizioni precedenti delle norme saranno infatti revocate. E chi nel frattempo effettuerà l’audit di sorveglianza o di rinnovo senza fare anche la transizione dovrà sostenere maggiori impegni perché si troverà a fare un audit specifico di passaggio alle norme in vigore. Insomma, maggiori costi per l’azienda!

L’International Organization for Standardization (ISO) e l’International Accreditation Forum (IAF) - che rispettivamente presiedono alla stesura delle norme internazionali e alle verifiche di conformità in base alle stesse - non prevedono proroghe rispetto al termine del prossimo settembre; è stato proprio lo IAF nell’ultima Assemblea internazionale, tenuta a Vancouver e conclusa il 30 ottobre scorso, a deliberare sulla data del 15 marzo 2018.

Per questo motivo UNI e ACCREDIA, che in Italia svolgono rispettivamente i medesimi ruoli di ISO e IAF, ritengono importante sensibilizzare le aziende sull’opportunità di non aspettare altro tempo!

Le “nuove” norme peraltro presentano importanti novità che intervengono nella gestione della strategia aziendale in un momento di rilancio dell’economia, a supporto delle imprese per un posizionamento sul mercato globale sempre più complesso. In entrambi i casi è previsto infatti un coinvolgimento maggiore dell’imprenditore che ora è chiamato a identificare punti di forza e di debolezza del mercato di riferimento, dei suoi concorrenti e di tutte le parti interessate (analisi del contesto), oltre a individuare e comprendere gli aspetti che potrebbero mettere a repentaglio il suo business (analisi del rischio).
Senza dimenticare la novità introdotta con la revisione della UNI EN ISO 14001 che pone l’accento sui concetti relativi all’analisi del ciclo di vita per la certificazione ambientale, considerando le conseguenze economiche, ambientali e sociali di un prodotto o processo, nell’arco del suo intero ciclo di vita (lifecycle thinking).

“Si tratta – afferma Giuseppe Rossi, presidente ACCREDIA – delle norme alle quali le imprese fanno maggiormente ricorso, per certificarsi. Essere in possesso di una certificazione valida diventa strategico per l’azienda che vuole competere sul mercato italiano e internazionale, senza contare che, se si vuole partecipare a bandi di gara pubblici, in alcuni casi, diventa addirittura un requisito obbligatorio. Il suggerimento che do alle imprese non ancora allineate alle nuove norme – continua Rossi – è di rivolgersi quanto prima a un organismo accreditato per evitare ingolfamenti dell’ultim’ora che potrebbero pregiudicare la loro competitività.”

Secondo Piero Torretta, presidente UNI “l’applicazione delle norme UNI EN ISO 9001 e UNI EN ISO 14001 serve alle imprese per garantire la soddisfazione dei clienti, il miglioramento continuo, la crescita e il successo nel tempo, una consapevole tutela dell’ambiente. Solo applicando le versioni più aggiornate dello stato dell’arte – definito dalle norme tecniche – i risultati ottenuti possono fare la differenza sul mercato in termini di competitività responsabile e sostenibile.”

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