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Il 19 ottobre scorso a Bruxelles, l’UNI ha partecipato alla prima conferenza europea “Cities Set Standards to be Smarter and more Sustainable” organizzata dagli enti di normazione CEN, CENELEC ed ETSI in collaborazione con la Commissione Europea (vd. Mercato interno, industria, imprenditoria e PMI), l’ISO, gli enti rappresentativi delle città, comunità locali e società civile (EUROCITIES, ICLEI, ANEC, ECOS), nonché i rappresentanti di città tedesche, spagnole, svedesi e olandesi.
smart city2In un contesto che vede il 75% della popolazione europea vivere in aree urbane e rileva tendenze future di rapida urbanizzazione, alta densità nelle città, invecchiamento progressivo della popolazione, peggioramento delle condizioni ambientali e scarsità delle risorse, le città risultano essere “attori chiave” per una crescita economica intelligente e sostenibile.

un goals 2030In risposta al raggiungimento dell’obiettivo 11 dell’Agenda ONU 2030 per lo Sviluppo Sostenibile (“rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili”), le norme tecniche possono essere uno strumento importante e cruciale per la pianificazione strategica, il monitoraggio, la gestione intelligente e sostenibile delle città. Le norme, inoltre, si rivelano sempre più efficaci nell’accelerare lo sviluppo tecnologico dell’ICT come fattore abilitante e nel contribuire ad un approccio integrato e condiviso nelle varie aree settoriali di contesto urbano (mobilità, ambiente, sicurezza, energia, gestione dei dati, accessibilità..).

Dal dibattito internazionale sono emerse considerazioni sulla scarsa conoscenza da parte della governance delle città delle norme tecniche volontarie e dei benefici da esse derivanti, quali - per citarne alcuni - l’interoperabilità e l’integrazione tra i diversi e complessi sistemi in cui le città si articolano, la capacità di prevenire il vendor lock-in (rapporto di dipendenza tra cliente e fornitore, n.d.r.) di soluzioni proprietarie, l’abbattimento del rischio e dei costi, lo stimolo all’impiego di soluzioni competitive e innovative, la scalabilità, replicabilità e sicurezza delle soluzioni proposte e lo scambio di buone pratiche.
In questo contesto, è emersa chiaramente l’importanza del ruolo che gli enti di normazione nazionali possono giocare quali punti di riferimento e di raccolta dei bisogni reali delle città e degli attori locali, cui si collega la forte necessità di coinvolgere le realtà urbane nello sviluppo delle norme e nel tracciare una tabella di marcia europea puntuale che specifici nel dettaglio le azioni da intraprendere nel futuro.

Sempre su questo argomento, e sempre in ottobre, UNI ha avuto modo di partecipare anche all’evento nazionale “Dalla smart city alla città sostenibile: il digitale come fattore abilitante per conoscere, collaborare e realizzare le città del futuro”, in cui è stato presentato da Forum PA (FPA) il rapporto “ICity Rate 2017”: un documento che fotografa attraverso 113 indicatori la situazione delle città italiane nel percorso verso città più intelligenti e sostenibili. Milano è risultata essere anche in questa edizione del 2017 la capofila, insieme a Bologna, Firenze, Venezia , Trento, Bergamo, Torino, Ravenna, Parma, Modena.
Ma l’ICity Rate mette in luce anche le debolezze italiane .... quelle di sempre: carenza di strategie a lungo termine e assenza di visione sistemica.

smart cities scritteResta comunque consolidato il fatto che le città siano al centro dell’agenda politica europea e internazionale e che la dimensione di molte sfide della sostenibilità sia intrinsecamente e inevitabilmente urbana. La novità del rapporto ICity Rate 2017 sta proprio in questo aspetto: che gli obiettivi di sostenibilità sono stati introdotti per la prima volta a livello urbano.

Sempre per la prima volta, UNI ha partecipato ai tavoli di lavoro del Forum mondiale delle Smart Cities a Barcellona (vd. "Smart cities: porre al centro i bisogni delle persone"). Si tratta del secondo di una serie di eventi annuali iniziati nel 2016 a Singapore che vedono riuniti intorno al tavolo tutti e tre gli organismi di normazione internazionali (ISO-IEC-ITU) ed europei (CEN-CENELEC-ETSI), autorità pubbliche che rappresentano realtà urbane, industria e fornitori di servizi.
Unanime l’invito a continuare nello sviluppo di norme nel proprio settore di competenza, ma anche a collaborare maggiormente e sinergicamente per fornire un quadro di insieme congiunto e coerente che permetterà di soddisfare meglio i bisogni delle città, con un maggior coinvolgimento nello sviluppo di norme. Evitare quindi la duplicazione degli sforzi e la proliferazione di norme da parte degli enti di normazione e aiutare a fare chiarezza attraverso norme tecniche, soluzioni condivise, linee guida semplici e di facile comprensione per le città, che possano valorizzare - e non omologare - i diversi contesti urbani.

Per il futuro UNI si propone di prendere parte al Forum settoriale europeo CEN-CENELEC-ETSI su questo tema, al fine di identificare e veicolare a livello europeo i possibili bisogni nazionali.
La strada da percorrere è ancora lunga, ma i primi passi per un percorso coerente e coordinato tra i diversi attori sono già stati fatti.

Per informazioni:
Ufficio Sviluppo Progetti e Innovazione
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