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Il 7 febbraio, in concomitanza con la Giornata Nazionale contro il Bullismo e il Cyberbullismo, sono partiti in UNI i lavori di una Prassi di riferimento che ha per oggetto proprio questo fenomeno, che non è retorico definire di scottante attualità.

intervista montemarano kaladich grisoliaCon la collaborazione di Accredia (l'Ente italiano di Accreditamento), i lavori di elaborazione di questo documento para-normativo – “Prevenzione e contrasto del bullismo nelle scuole” - vedono la presenza allo stesso tavolo di FIDAE (Federazione delle scuole cattoliche primarie e secondarie), del MOIGE (Movimento italiano genitori), dell'ISRE (Istituto Superiore Internazionale Salesiano di Ricerca Educativa) e di CSQA (Società di certificazione), oltre che di altre figure di rilievo come il magistrato Filippo Grisolia (già Capo Gabinetto presso il Ministero della Giustizia) e l'avvocato Emanuele Montemarano (dello Studio legale Montemarano) in qualità di project leader.

Ed è proprio Emanuele Montemarano a spiegare i motivi che spingono all'elaborazione di questo documento: "la prassi di riferimento nasce da un bisogno sociale. Si avverte infatti la necessità di affrontare un fenomeno di cui si parla molto e su cui, nel maggio scorso, è stata emanata una apposita legge (la legge 71/2017, n.d.r.). Manca tuttora un punto di riferimento certo per tutti gli operatori del settore su che cosa si intenda per bullismo e su quali misure le scuole debbano adottare per essere conformi a quanto richiesto in termini di attività di contrasto e prevenzione del fenomeno".
Anche a questo servirà dunque la prassi di riferimento: "a creare un patrimonio di regole condivise", sottolinea Montemarano.
Un tema così delicato e complesso non può non prevedere una visione ad ampio raggio dei soggetti da coinvolgere. "Il nostro", prosegue Emanuele Montemarano, "vuole essere un approccio multidisciplinare che metta insieme la parte didattica, quella medica, quella psicologica, quella legale... Insomma, tutte quelle componenti che possano consentire una efficace declinazione di tutte quelle misure utili alla prevenzione del fenomeno".

L'attenzione al tema è senza dubbio elevata e il nostro Paese si sta dotando degli strumenti necessari di contrasto e prevenzione, come confermato dal magistrato Filippo Grisolia, che siede al Tavolo dei lavori: "la legge 71/2017 è piuttosto innovativa e dà senza dubbio la positiva impressione che l'ordinamento abbia voluto affrontare con tempismo il fenomeno. Ora la prassi di cui ci occuperemo vuole essere un aiuto pratico in grado di rispondere alla domanda che chi è vittima di fatti di bullismo o cyberbullismo si fa, e cioè: che fare? Che cosa fare in concreto?"

I due poli sui quali si concentrano tutte le attività di prevenzione non possono che essere la scuola e la famiglia.
"E' fondamentale l'interazione tra scuola e famiglia", ricorda Virginia Kaladich, presidente di FIDAE. "Esse svolgono ruoli diversi ma complementari. In particolare la scuola può avere un ruolo fondamentale se al centro del progetto educativo pone il ragazzo. Costruire percorsi di formazione e informazione sul tema può sicuramente aiutare a prevenire il fenomeno del bullismo. Quel che è certo", conclude Virginia Kaladich, "è che dobbiamo essere pronti ad affrontare l'oggi".
E' a questo bisogno che intende rispondere il progetto di prassi di riferimento in via di elaborazione.

Guarda l’intervista a Emanuele Montemarano, Filippo Grisolia e Virginia Kaladich sul canale UNI di YouTube.

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