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Un modo nuovo di fare turismo?
Esiste. Ed è anche sostenibile. Si tratta di una strada ancora poco battuta ma che ha grandi potenzialità di crescita, e che passa attraverso… le ferrovie storico-turistiche e l’uso dei cosiddetti ferrocicli.

Ma facciamo un passo indietro.
L’Unione europea si è spesa molto negli ultimi anni per sviluppare le greenways (le “strade verdi”), cioè quei percorsi chiusi al traffico motorizzato e pensati esplicitamente per pedoni, ciclisti e altre tipologie di escursionisti attenti agli aspetti “ecologici”. Un turismo sostenibile, dunque, studiato per riscoprire tesori paesaggistici spesso nascosti, viaggiando senza fretta.
Anche in Italia qualcosa si sta finalmente muovendo, sia dal punto di vista legislativo che da quello della normazione tecnica volontaria.

video ferrocicliE’ dei mesi scorsi la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge 128/2017 che reca “Disposizioni per l'istituzione di ferrovie turistiche mediante il reimpiego di linee in disuso o in corso di dismissione situate in aree di particolare pregio naturalistico o archeologico”.
La legge ha l’obiettivo di salvaguardare e valorizzare le tratte ferroviarie di particolare pregio turistico, culturale e paesaggistico, nonché di disciplinare l’utilizzo dei ferrocicli.
La legge individua ben 18 tratte ferroviarie ad uso turistico, per un totale di circa 1.100 km. Un potenziale interessante, che andrebbe adeguatamente sfruttato.
Per questo, a completare il quadro c’è dallo scorso settembre la norma UNI 11685 “Ferrociclo - Requisiti tecnici e costruttivi”. La norma, sviluppata dal Gruppo di lavoro “Ferrociclo” che opera in seno alla Commissione tecnica “Trasporto guidato su ferro”, definisce i requisiti tecnici e costruttivi di questi particolari veicoli, tecnicamente definiti "velocipedi ferroviari mossi a propulsione muscolare eventualmente integrata da assistenza elettrica". Questi mezzi sono autorizzati a circolare su quelle infrastrutture ferroviarie che non vengono più utilizzate per il trasporto pubblico.
Obiettivo principale della UNI 11685 è stato quello di definire dei requisiti di sicurezza assolutamente stringenti, attraverso delle specifiche tecniche che dispongano per i ferrocicli delle dotazioni precise che vanno dal freno di stazionamento agli assorbitori d’urto, dalle luci agli avvisatori acustici.

Le potenzialità del ferrociclo come strumento per una modalità nuova di vivere l’ambiente e il territorio sono ancor più rafforzate dalla dichiarazione Dario Franceschini, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, che ha dichiarato di volerne fare “un mezzo turistico”.
Ma che cosa sia il ferrociclo – anche conosciuto fuori dai confini nazionali con il nome di per sé sufficientemente esplicativo di “rail bike” – lo mostra bene un video registrato lo scorso agosto in Sardegna, sulla linea ferroviaria Macomer-Bosa.
Che dire? C’è da augurarsi che questo mezzo di trasporto, insieme allo sviluppo delle linee ferroviarie turistiche e ferrociclabili, possa veramente diffondersi anche nel nostro Paese come già da anni avviene in Francia.

Per saperne di più, segnaliamo sul numero di Marzo di U&C (n.3/2018) l’articolo “Ferrocicli e ferrovie turistiche: si viaggia ‘slow’”, a firma di Gianfranco Damiani, esperto del GL UNI “Ferrociclo” e relatore della norma UNI 11685.

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