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E’ noto che la crescita del consumismo e dei prodotti monouso sta soffocando e consumando il nostro pianeta.
Nella società dell’“usa e getta”, la catena produco-utilizzo-butto sta erodendo rapidamente le risorse del pianeta. E anche le nostre tasche…
La soluzione? Si chiama “economia circolare”: un sistema economico in cui niente viene buttato ma piuttosto riutilizzato o trasformato.

circular economy 300Ovviamente, se in tema di riciclo le iniziative e le attività di normazione sono numerose, manca tuttavia ancora una visione complessiva su come un’organizzazione possa rendere virtuoso tutto il ciclo produttivo, rendendolo più sostenibile.
Proprio per riempire questo vuoto, l’ISO ha deciso di istituire un nuovo Comitato tecnico: l’ISO/TC 323 “Circular economy”.

Insomma: prima che arrivi il giorno in cui nei nostri mari ci sarà più plastica che pesci, dobbiamo fare qualcosa di concreto per invertire il flusso.. E secondo il Forum economico mondiale - la fondazione internazionale nata per discutere delle questioni più urgenti che il mondo deve affrontare, soprattutto in materia di salute e di ambiente - questo qualcosa è per l’appunto l’economia circolare.
Invece di comprare, usare e gettare l’idea è quella di cambiare paradigma: nulla – o poco – si deve buttare, piuttosto riutilizzare o rigenerare. Questo riduce lo spreco così come il consumo delle risorse del Pianeta.

Senza dubbio molte organizzazioni fanno la loro parte in termini di riciclo o di approvvigionamenti a corta filiera, ma siamo ancora ben lontani da una economia che possa realmente dirsi circolare”, dice il presidente dell’ISO/TC 323 “Circular economy”, Catherine Chevauche. “Per avere un nuovo modello economico, deve affermarsi un nuovo modello di business. Quello che è mancato sinora è una autentica visione globale di ciò che una economia circolare può essere realmente e, di conseguenza, un modello di riferimento che qualsiasi organizzazione possa adottare”.

Il Comitato ISO sull’economia circolare, la cui segreteria è affidata all’AFNOR, si pone questo obiettivo. E ha i numeri per farlo, essendo attualmente composto da esperti provenienti già da oltre 65 differenti Paesi.
L’attività dell’ISO/TC 323 si sta già delineando con l’articolazione in quattro gruppi ad hoc:

  • Principles, Framework, Terminology, Management System Standards (AHG 1)
  • Guidance for implementation and sectoral applications (AHG 2)
  • Measuring Circularity (AHG 3)
  • Specific issues (AHG 4)

Anche in ambito nazionale si sta strutturando una adeguata attività di interfacciamento. La neo-costituita Commissione UNI/CT 057 “Economia circolare” ha infatti già tenuto un paio di riunioni e sta per procedere alla nomina del proprio presidente. L’obiettivo è quello di partecipare attivamente ai lavori internazionali in questo settore e di portare in quella sede il punto di vista italiano, che fondamentalmente si riassume in questi punti:

  • adesione alla logica dell’approccio per processi;
  • opportunità di declinare la futura norma generale in linee guida di prodotto;
  • necessità di stabilire degli “indicatori” attraverso i quali misurare la “circolarità” dell’economia in modo oggettivo;
  • seguire le potenzialità di sviluppo di nuove figure professionali.

Il 3 luglio, a Milano, si terrà una nuova riunione della Commissione tecnica UNI.

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