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Beni culturali: due progetti di norma in inchiesta pubblica preliminare Stampa
Martedì 10 maggio 2011

Sono attualmente in fase di inchiesta pubblica preliminare due nuovi progetti di norma che intendono essere elaborati dalla commissione “Beni culturali - NORMAL”. (consulta la banca dati online).
I due progetti hanno rispettivamente per titolo “Beni culturali - Valutazione della pozzolanicità di un materiale - Metodo chimico (saggio di pozzolanicità)” e “Beni culturali - Linee guida per la classificazione, la definizione della composizione e la valutazione delle caratteristiche prestazionali delle malte da restauro”.

Il primo progetto di norma ha per oggetto i materiali pozzolanici,  sia naturali sia artificiali. Essi sono da sempre largamente utilizzati nell’intero settore delle costruzioni, e dunque nello specifico anche nell’ambito dei beni culturali, in particolare nelle attività di restauro.
Ciononostante, a tutt’oggi, non è ancora presente una norma che tratti un metodo chimico per valutare la pozzolanicità di un materiale, cioè la capacità dello stesso di fissare idrossido di calcio (in senso tecnico si parla di “saggio di pozzolanicità”). La norma che si vuole sviluppare intende riempire questo vuoto.
Essa potrebbe essere di grande utilità nel settore dei beni culturali soprattutto per restauratori, ricercatori, progettisti impegnati nella scelta di malte, intonaci, stucchi, data l’importanza in questo specifico ambito dei materiali pozzolanici.

Il secondo progetto di norma tratta le malte da restauro. Esso vuole svilupparsi come linea guida per la classificazione, la definizione della composizione e la valutazione delle caratteristiche prestazionali delle malte che devono essere impiegate negli interventi di restauro di manufatti e opere di interesse storico-artistico-architettonico-archeologico.
Si potrà fare così ordine tra le diverse caratteristiche delle malte esistenti, mancando a tutt’oggi una normativa del genere, a beneficio soprattutto dei  produttori di malte (in particolare da restauro), dei progettisti degli interventi di restauro, delle direzioni dei lavori, delle soprintendenze (sia archeologiche che architettoniche), degli uffici tecnici comunali preposti alla gestione del patrimonio immobiliare storico, delle ditte di restauro, delle università.