Una norma per tutti
Dopo aver illustrato il processo di elaborazione della norma, con un approccio concettuale che allinea il funzionamento di UNI, CEN e ISO, esaminiamo le relazioni tra le norme nazionali, europee ed internazionali, contestualizzandole alle dimensioni dei mercati regionali e globali. Dalla definizione stessa di norma, quale “documento tecnico frutto del consenso di tutte le parti interessate ad un prodotto (o servizio) in un determinato contesto”, si evidenzia che il “contesto”, ovvero il mercato, è un’importante variabile da stabilire. Prodotti e mercati sono strettamente collegati e ad una molteplicità di prodotti corri-sponde una molteplicità di mercati. Le mappe dei flussi delle transazioni commerciali ci mostrano un intricato sistema di scambi di prodotti, ciascuno potenzialmente accompagnato da un documento tecnico caratterizzante il prodotto: la norma, appunto. Storicamente i mercati sono stati delimitati dalle frontiere politiche degli Stati ed è così che, negli anni successivi alla fine del primo conflitto mondiale, sono stati fondati gli enti di normazione nazionali dei paesi industrialmente più attivi. Le norme avevano quindi validità nazionale e, inevitabilmente, ogni Stato aveva le proprie, generalmente diverse da quelle degli altri paesi. Successivamente è nato l’ISO quale organismo internazionale di norma-zione. Non bisogna però pensare che tutte le norme ISO sono state elaborate per riferirsi ad un unico mercato globale. Esse si propongono di regolamentare le transazioni commerciali a livello mondiale, ma tra ben determinati paesi che individuano i mercati interessati dal processo normativo. L’ISO è composto da 140 membri in rappresentanza di altrettanti paesi del mondo, ma diversi paesi non sono ancora rappresentati in ISO. Inoltre, per ogni famiglia di argomenti trattati, individuata dai Comitati tecnici (ISO/TC), ogni paese deve comunicare il proprio interesse o meno ai lavori e, in caso affermativo, può registrarsi quale membro osservatore (O) con il solo diritto alla visibilità dei lavori o partecipante (P) con l’obbligo di esprimere la propria opinione e contribuire all’elaborazione normativa. In questo contesto, quindi, per ogni argomento i mercati coinvolti vengono individuati dalla totalità dei membri registrati P. Gli enti di normazione membri ISO, indipendentemente dal loro stato O oppure P, hanno la possibilità di adottare la norma ISO a livello nazionale, per esempio per mezzo di una loro pubblicazione nella lingua nazionale, oppure di utilizzare la norma ISO quale base per l’elaborazione di una norma nazionale, concordante parzialmente con quella originale. In UNI, le Commissioni tecniche e gli enti federati operano in in-terfacciamento ai lavori dei Comitati tecnici ISO, scegliendo il livello di partecipazione, nominando gli esperti e i delegati, esaminando i progetti di norma allo studio e tenendo in considerazione le norme ISO pubblicate nella costruzione del parco normativo nazionale. Una norma ISO, in inglese e francese, può essere adottata a livello nazionale quale norma UNI ISO, in italiano, diventando così un documento di riferimento anche per le transazioni che si svolgono all’interno delle frontiere dell’Italia. Dai primi anni 60, gli equilibri sopra descritti sono cambiati con l’avvento del mercato comune e poi del mercato unico tra i principali paesi dell’Europa occidentale, riuniti nella CEE (poi UE). E’ naturale, quindi, che in questa nuova conformazione di politica economica sovranazionale, il mondo della normazione abbia intrapreso a sua volta una nuova esperienza comune: è nato il CEN. L’attività europea di normazione, avviata in sordina, è esplosa con l’emanazione delle direttive di “nuovo approccio” e della marcatura CE per la circolazione di prodotti sicuri sul territorio europeo. Si sono allora aperti migliaia di progetti normativi che avrebbero portato alla pubblicazione esponenziale di norme EN. Al pari di quanto è accaduto per le norme nazionali, anche il mercato unico europeo valuta la validità di quanto già esistente in ISO per, eventualmente, adottarlo senza modifiche con la sigla EN ISO. Il CEN si presenta sulla scena internazionale come un super ente “nazionale” di normazione. Come nella maggioranza delle istituzioni europee, la sua difficoltà risiede nella velleità di rappresentare un unico la necessità di rispettare le singole realtà nazionali. Si inventa quindi una forma di consenso ibrida, dove le rap-presentanze non sono individuate nell’ambito di un mercato unico, ma provengono dai singoli Stati membri con un meccanismo di ponderazione dipendente dall’importanza industriale degli stessi. In pratica, confrontando il CEN con l’ISO, è come se ci fossero solo membri P, come per l’ISO, UNI partecipa ai lavori CEN, con l’attività di interfacciamento garantita dalle commissioni tecniche e dagli enti federati compe-tenti. La differenza importante rispetto al-l’ISO risiede nella regola che obbliga al recepimento nazionale delle norme EN ed al ritiro delle norme nazionali in contrasto. In questo quadro, il funzionamento degli organi tecnici UNI si struttura, quindi, nei seguenti tre processi principali:
- l’elaborazione e l’approvazione di progetti di norma nazionali, nel rispetto della regola dello standstill europeo, ovvero per i soli argomenti non trattati da CEN/TC;
- l’interfacciamento all’attività CEN mediante la partecipazione di rappresentanti UNI ai lavori dei Comitati tecnici CEN ed il recepimento obbligatorio delle norme EN nel parco normativo nazionale, con ritiro delle norme UNI in contrasto;
- l’interfacciamento all’attività ISO mediante la partecipazione di rappresentanti UNI ai lavori di selezionati Comitati tecnici ISO e l’eventuale adozione delle norme ISO nel parco normativo nazionale.
La situazione descritta porta, quindi, inevitabilmente ad una graduale sostituzione delle norme nazionali a favore di quelle europee e della presenza di norme ISO in particolari situazioni dove vi è interesse per il mercato su scala internazionale, per argomenti non trattati in sede europea. All’utente nazionale si presenta quindi la seguente situazione:- norme ISO non adottate a livello nazionale (ISO);
- norme ISO adottate a livello nazionale (UNI ISO);
- norme ISO adottate dal CEN e, conseguentemente, a livello nazionale (UNI EN ISO);
- norme CEN (UNI EN);
- norme UNI.
A queste si aggiungono i documenti diversi dalle norme, quali le Specifiche tecniche, i Rapporti tecnici e le Guide, ma anche le norme di altri paesi UE o membri ISO, le specifiche di organizzazioni esterne ad ISO o di istituzioni non normative, ma di impiego corrente. Ne parliamo un'altra volta. |