Normiamo la normaAnche le norme devono seguire delle regole normative per la loro stesura, tanto che il British Standards Institution (BSI), l’Ente di normazione del Regno Unito, pubblica quale norma “zero”, la BS 0, una norma dal titolo “A standard for standards”. Ma quali sono gli elementi principali e la loro sequenza che l’utilizzatore delle norme deve aspettarsi di trovare nelle norme? La norme vengono redatte secondo precise regole che garantiscono l’omogeneità strutturale e formale dei loro contenuti, al fine di agevolare l’utente alla loro lettura. ISO, CEN e UNI dispongono di documenti “normativi” che consentono ai professionisti della normazione, in particolare le Segreterie dei Comitati Tecnici (ISO/TC e CEN/TC), dette Commissioni Tecniche in UNI, di dare forma ai contenuti tecnici definiti su base consensuale delle parti interessate. Semplificando il concetto, “al contenuto pensate voi, al contenitore pensiamo noi!”. E’ importante distinguere nell’articolazione delle norme le parti “normative”, ovvero che devono essere rispettate al fine di garantire la conformità alla norma, dalle parti “informative” che costituiscono elementi di supporto al fine di avere una maggiore compressione della stessa o per fornire esemplificazioni. Infatti, sono elementi normativi tecnici quelli che fissano le disposizioni essenziali di una norma e, a seconda del contesto della norma, vengono stabiliti i termini, le definizioni, i requisiti, le raccomandazioni, i metodi di prova, i codici di calcolo e di installazione. In particolare, gli aspetti di un prodotto che sono di interesse delle parti coinvolte nell’utilizzo della norma possono contenere requisiti di sicurezza, di prestazione, di manutenzione, di installazione, di qualità, di dimensione, di ergonomia, di terminologia, ecc. Gli elementi informativi preliminari sono costituiti dalla copertina, la premessa, l’indice e l’introduzione, e riportano una serie di informazioni importanti prima di entrare nel merito della norma (vedere quanto già scritto in questa rubrica nel numero di Gennaio 2005). In particolare, l’introduzione è un punto facoltativo che può essere utilizzato per dare spiegazioni o concetti introduttivi relativi al contenuto tecnico della norma ed alle ragioni che ne hanno richiesto lo studio. L’introduzione non deve dare prescrizioni, ma solo informazioni. E’ spesso considerata il punto “0”. Il punto 1 è sempre il cosiddetto Scopo e campo di applicazione, che è sempre previsto all’inizio di ciascuna norma e deve indicare, in forma chiara, sintetica e senza ambiguità, l’oggetto della norma ed i limiti di applicazione della stessa. Si può considerare uno sviluppo del titolo e deve consentire all’utilizzatore della norma di individuare se il documento corrisponde allo strumento atteso, alle esigenze espresse. Si consiglia pertanto sempre di esaminare con attenzione tale punto prima di procedere all’utilizzo della norma, anche leggendo il sommario riportato in copertina della stessa, oppure effettuando una ricerca sul catalogo UNI in Internet. Nel punto 2 sui Riferimenti normativi sono elencate le norme citate nel testo e necessarie per l’applicazione della norma stessa; sono le norme emesse da organismi ufficialmente riconosciuti (UNI/CEI, ISO/IEC, CEN/CENELEC/ETSI) la cui conoscenza è necessaria al fine di applicare correttamente e completamente la norma in esame. Talvolta si fa riferimento a norme estere (DIN, BSI, NF), ma non è invece consentito fare riferimento a Direttive UE o a disposizioni legislative nazionali. I documenti di utile consultazione per l’applicazione della norma sono invece elencati in appendice, alla voce “Bibliografia”. Un punto con i Termini e definizioni viene molto spesso previsto per avere una univoca interpretazione dei termini utilizzati. Il termine è riportato al singolare e la definizione deve essere quanto più chiara e concisa possibile e non deve contenere requisiti. L’unificazione della terminologia costituisce un’attività normativa istituzionale che conferisce agli enti di normazione la capacità di realizzare e mantenere la terminologia tecnica di riferimento che dovrebbe essere utilizzata anche in documenti ufficiali, quali contratti e capitolati. I termini elencati sono sempre impiegati nel testo della norma. Nella maggioranza delle norme, in particolare quelle che qualificano prodotti, vengono riportati i Requisiti come segue: - tutte le caratteristiche corrispondenti agli aspetti dei prodotti (ma anche processi o servizi) oggetto del documento, o in modo esplicito o mediante riferimenti normativi;
- i valori limite richiesti o caratteristiche quantificabili;
- per ciascun requisito deve essere presente il riferimento al metodo di prova per verificare o determinare il suo valore.
I requisiti normativi devono essere chiaramente distinti dalle raccomandazioni. I Metodi di prova forniscono il procedimento che si deve seguire per determinare i valori delle caratteristiche o per verificare la conformità ai requisiti specificati e per garantire la riproducibilità dei risultati. Se appropriato le prove devono essere identificate al fine di indicare se sono prove di tipo, prove correnti, prove di campionamento, ecc.. I metodi di prova sono spesso articolati come segue:- principio;
- reagenti e/o materiali, e apparecchiatura;
- preparazione e conservazione dei campioni e dei provini;
- procedimento di prova;
- espressione dei risultati, con relativi metodi di calcolo e grado di incertezza;
- rapporto (resoconto) di prova.
E’ importante osservare che anche le appendici possono costituire elementi normativi. Infatti, le Appendici normative sono parti integranti della norma che, per ragioni di praticità e di strutturazione del documento sono posizionate dopo tutti gli altri elementi normativi. Il carattere normativo dell’appendice è chiaramente indicato nel testo della norma e nell’intestazione dell’appendice stessa. Le Appendici informative invece forniscono un complemento d’informazione e non riportano disposizioni normative. |