Partire con il piede giusto
E’ stato scritto che per avviare un lavoro normativo, è necessario elaborare uno studio di fattibilità che metta in relazione la situazione del mercato con le necessità normative, valuti le risorse e le competenze da coinvolgere, nonché i benefici. Solo se il risultato dell'analisi è positivo si dà inizio alla stesura del progetto di norma. Illustriamo che cosa deve essere tenuto in considerazione. Le esperienze negative raccolte negli ultimi hanno visto, da una parte, diversi lavori normativi procedere con difficoltà per la mancanza di un’analisi preventiva adeguata, e dall’altra, un limitato riscontro di applicazione della norma quale segnale di basso interesse al documento da parte del mercato. La normazione può fornire un elevato valore aggiunto al sistema economico e sociale, ma può anche risultare un costo per la collettività, se non opportunamente gestita in termini di costi/benefici. Negli ultimi anni si sono allora tenute diverse discussioni negli organismi di normazioni nazionali, europei ed internazionali, al fine di aiutare le parti ad effettuare correttamente le proprie valutazioni sull’opportunità di mettere allo studio nuovi lavori, ricordando il principio che la normazione è un processo di condivisione che deve garantire l’interesse di tutti e non solo di alcuni. In particolare, la Commissione Centrale Tecnica UNI, con il supporto delle analisi della Direzione Tecnica, ha riformulato la scheda di messa allo studio delle norme nazionali in modo da indirizzare le analisi necessarie a garantire il successo dell’intervento normativo, individuando alcuni criteri da soddisfare per giustificare l’avvio dei lavori. Inizialmente è importante registrare chi sia stato l’iniziatore della proposta, ovvero da chi sia partita la richiesta di messa allo studio: è la fonte alla quale si può richiedere di razionalizzare le ragioni, sotto forma di esigenze proprie che dovranno trasformarsi in requisiti nella norma, che hanno indotto a cercare una soluzione nella normazione. Da qui si costruiscono le necessità di un mercato, che deve essere individuato, partendo dal presupposto che la necessità evidenziata da una parte può avere riscontro anche da altre componenti della filiera. E’ quindi opportuno che l’analisi evidenzi, oltre alle necessità, anche i benefici attesi dall’intervento normativo, in termini di problemi risolti e di vantaggi economici e sociali introdotti. Il modulo realizzato da UNI individua una casistica di situazioni che possono aiutare a quantificare l’interesse del mercato ai lavori. Il supporto ad una attività legislativa, nel quadro di un processo di co-regolamentazione nazionale, registra spesso un grande seguito delle parti ai lavori in quanto, come è stato descritto nella rubrica “Norme e leggi”, un insieme coerente di disposizioni cogenti e volontarie consente interventi razionali e limita le possibilità di interpretazioni errate. Sono molteplici gli esempi di norme UNI pubblicate a supporto di regole tecniche, soprattutto in materia di sicurezza di prodotti e sistemi, e queste norme hanno una grande diffusione sul mercato. La valutazione delle dimensioni del mercato interessate all’applicazione diretta del documento normativo fornisce un’indicazione del potenziale utilizzo della norma futura e del numero dei beneficiari. Per esempio una norma che interessasse i gestori delle edicole ha un bacino di utenti potenziali molto elevato, mentre una metodologia di prova che richiede attrezzature disponibili in un solo laboratorio a livello nazionale avrà una bassissima diffusione. In questo ultimo caso, ciò non toglie che la norma possa essere utile per il mercato, se per esempio tale metodologia consentisse la taratura delle TAC di tutti gli ospedali d’Italia. E così si introduce il concetto di documenti normativi con utilità sociale. Sono spesso norme utilizzate da pochi, ma a vantaggio di molti. Accade spesso nella normazione che i cittadini siano i maggiori beneficiari dell’esistenza di un norma, magari in modo inconsapevole, anche se non hanno la necessità di utilizzare direttamente la norma. Da qui si capisce la necessità sempre maggiore del coinvolgimento dei consumatori ai lavori normativi. In certi casi, invece, partendo da un’idea innovativa su settori nuovi che non conoscono ancora il mondo della normazione, non si riesce a coinvolgere le diverse parti del mercato. Per potenziare nuove aree di sviluppo può allora essere utile procedere con documenti di avvio, quali norme terminologiche o specifiche tecniche a carattere sperimentale, che consentano di intervenire gradualmente. E’ il caso, attuale, della responsabilità sociale delle imprese, della gestione del rischio e del turismo. Ma possono essere anche altri gli esempi di necessità di avviare i lavori, quali l’unificazione a livello nazionale per armonizzare diverse pratiche esistenti a livello regionale, e si registrano già esempi in tal senso nel momento in cui le Regioni si rivolgono ad UNI su argomenti di loro competenza, quali la sanità. Ancora una volta la normazione volontaria può operare quale collante unificatore di diverse realtà. L’analisi deve anche cercare di individuare le possibili criticità che si potranno incontrare sul percorso, gli ostacoli che impediranno di far svolgere i lavori senza intoppi: difficoltà di raggiungere il consenso per posizioni radicalmente contrapposte tra le parti, deviazione della discussione dall’ambito tecnico al livello commerciale, mancanza di conoscenza dei fenomeni, necessità di disporre di maggiori supporti sperimentali, interventi a carattere politico, modificazione degli scenari al contorno, assenza di risorse disponibili a lavorare attivamente, ecc. In questi mesi si sta conducendo un’indagine a livello CEN, richiesta dagli uffici della Commissione UE, proprio per evidenziare le difficoltà che si possono incontrare nella fase di elaborazione delle norme nei Gruppi di lavoro europei, prima dell’inchiesta pubblica; questi lavori sono condotti dal Ruggero Lensi, Direttore Tecnico UNI. Ed è proprio l’ultimo caso elencato, quello della disponibilità di risorse pronte a lavorare attivamente e con costanza, la questione più spinosa da esaminare con attenzione prima di mettere allo studio un lavoro. La normazione è frutto della conoscenza dei soggetti operanti sul mercato. Se non si trova il tempo di far diventare patrimonio di tutti questa conoscenze è inutile provare a partire. |