Sigle, codici e numeri delle norme
Abbiamo precedentemente illustrato i rapporti tra la normazione internazionale, europea e nazionale prendendo in considerazione i canali “ufficiali“. In questo numero cercheremo di allargare le vedute e fare un po’ di ordine tra tutte le sigle di norme che si possono incon-trare ai diversi livelli. Tale presenta-zione viene poi ripresa nella rubrica Norme e leggi, per fornire alcuni esempi.
È stato illustrato in precedenza che in Italia l’utente si può trovare di fronte ad una situazione apparentemente complessa, con numerose sigle legate a numerazioni varie: - norme ISO non adottate a livello nazionale (ISO);
- norme ISO adottate a livello nazionale (UNI ISO);
- norme ISO adottate dal CEN (EN ISO) e conseguentemente adottate a livello nazionale (UNI EN ISO);
- norme CEN (UNI EN);
- norme UNI.
A livello internazionale, l’ISO rappresenta la normazione riconosciuta da oltre 140 paesi che, per mezzo dei propri organismi di normazione, partecipano al processo di definizione delle norme a supporto delle attività tecniche e commerciali. È, quindi, naturale che la stessa Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) faccia spesso riferimento all’ISO quale partner ideale per sviluppare gli accordi tra i paesi su scala mondiale. Oltre a tutti i paesi dell’Unione Europea, sono membri ISO i principali paesi degli altri continenti, dal Canada (SCC) all’Argentina (IRAM), dal Giappone (JISC) all'Australia (SAI), ma anche, ad esempio, il Botswana (BOBS), l’Iraq (COSQC), Trinidad e Tobago (TTBS) e le Filippine (BPS). Gli Stati Uniti, che presentano una situazione particolare, molto decentralizzata e settorializzata, sono presenti in ISO con l’ANSI (American National Standards Institute), che amministra e coordina mediante l’accreditamento delle cosiddette SDO (Standards Developing Organizations), ovvero le organizzazioni americane che sviluppano norme. Tutti questi organismi di normazione, che svolgono attività normativa nazionali e/o adottano norme internazionali ISO, operano sulla base della consensualità e della trasparenza. Molto spesso accade che le norme elaborate dagli SDO vengano prese quale riferimento sui mercati internazionali, in virtù della presenza di multinazionali americane, conferendo a tali norme di fatto un riconoscimento in regime di concorrenza con l’ISO. È il caso delle norme ASTM (American Society for Testing and Mate-rials), organismo che si presenta sul proprio sito Web quale "ASTM International Standards wordlwide", o NFPA (National Fire Protection Association) che si definisce un associazione "international non profit". Così accade spesso che in diversi paesi del mondo si richieda la conformità a norme americane, esterne, o addirittura, in contrasto al Sistema ISO, anche per mezzo di disposizioni legislative. Per allineare le pratiche in uso, in certi casi l’ISO ha deciso per l’adozione senza modifiche di norme americane, e citiamo ad esempio le norme dell’API (American Petroleum Institute), oppure modificandone in parte i contenuti, e citiamo ad esempio la serie ISO 14520 che corrisponde alle NFPA 2001. A livello europeo, il CEN svolge l’attività di normazione per supportare le attività commerciali tra la maggioranza dei paesi dell’Europa, compresi numerosi paesi dell’Est, quali Estonia (EVS), Slovacchia (SUTN) e Polonia (PKN), che devono sottostare alla regola di obbligatorietà di recepimento delle norme europee EN con il ritiro delle norme nazionali in contrasto. Inoltre, nell’Unione Europea, la Direttiva sulla Procedura d’Informazione conferisce agli organismi di normazione nazionali notificati dagli Stati Membri, il mutuo riconoscimento di unico organismo preposto all’attività normativa a livello nazionale. Si genera in tal modo una rete di conoscenza che consente di unificare con coerenza i processi di elaborazione delle norme e delle regole tecniche nel mercato unico dell’Unione. Ma ciò significa anche che a livello CEN ci sono paesi quali la Svizzera (SNV) che, pur riconoscendo le regole del CEN e partecipando al processo di armonizzazione delle norme, non attuano la politica comunitaria con riferimento alle direttive europee. Concludendo, nella sola Europa ci sono tre livelli: - i paesi dell’Unione Europea, dove, per esempio, la conformità alla norme EN conferisce presunzione di conformità alle direttive europee e consente l’applicazione del marchio CE sui prodotti;
- i paesi esterni all’Unione Europea, ma interni al CEN, dove sono in vigore tutte le norme EN, ma non sono recepite le direttive emanate in conformità ai principi del nuovo approccio;
- i paesi esterni al CEN, dove non vige l’obbligo di recepimento delle norme europee.
È chiaro, quindi, che in una tale complessità del quadro normativo internazionale ed europeo, l’utente trova difficoltà nel conoscere esattamente quale norma gli conviene seguire e quali siano le relazioni in una tale selva di codici e di numeri. Inoltre, non sempre l’accessibilità dei documenti è semplice, anche se in tal senso lo sviluppo di Internet ha migliorato la disponibilità dei testi. Le cosiddette “relazioni internazionali“, spesso riportate in copertina o in premessa delle norme del Sistema ISO, diventano, quindi, un’informazione fondamentale per poter confrontare le norme ed operare con sicurezza sul mercato globale. In aggiunta a quanto illustrato esiste una miriade di organismi, associazioni ed istituzioni che elaborano documenti tecnici strutturati sotto forma di norme, anche a sostegno di attività di attestazione della conformità (certificazione), spesso erro-neamente denominati "standard". Si citano ad esempio: - la SA 8000 sulla responsabilità sociale elaborata da un organismo privato americano rispetto alla quale vengono certificate aziende in tutto il mondo;
- le pubblicazioni CIE, emanate dalla Commissione Internazionale dell’Illuminotecnica, e riconosciute dall’ISO quali documenti tecnici ai quali fare riferimento;
- le pubblicazioni CEA, elaborate dal Comitato europeo delle assicurazioni, in modo particolare per la sicurezza antincendio ed antintrusione, e spesso considerate a livello CEN.
Su tali forme di documenti, e ce ne sono moltissime altre, che non nascono nei ca-nali ufficiali della normazione, non si ha la garanzia della consensualità di elaborazione, della trasparenza di processo e della democraticità della partecipazione ai lavori di elaborazione.
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