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ABC della Normazione

L’accordo di Vienna tra ISO e CEN

La normazione internazionale considera l’Europa quale partner prioritario nella definizione di norme per il mercato globale. Al fine di evitare che i due principali Enti di normazione sopranazionali percorrano strade divergenti è in atto un lungo processo di avvicinamento tra ISO e CEN, a supporto del cosiddetto “sogno di Cortopassi”: una norma, una prova, un certificato in tutto il Mondo.

Sono passati ormai 15 anni dall’approvazione del primo approccio allo scambio di informazioni tecniche tra CEN e ISO (Accordo di Lisbona). Da allora una serie di iniziative hanno avvicinato sempre più i due organismi.
Inizialmente è stato posto il problema della contemporaneità e duplicazione dei lavori normativi, che vedeva spesso riuniti ai tavoli europei ed internazionali esperti che dibattevano argomenti già trattati. Così si trovavano nelle riunioni plenarie di CEN e ISO le medesime delegazioni rappresentanti gli Enti di Normazione europei a dover ripetere discussioni già avvenute ai diversi livelli.
Dal 1991, il Vienna Agreement riconosce all’ISO la priorità delle norme internazionali, in linea con le indicazioni della World Trade Organization e della più recente politica ISO della rilevanza mondiale delle norme, ed individua due meccanismi di intervento che conferiscono la conduzione dei lavori a Segreterie di Comitati ISO oppure di Comitati CEN, nelle quali, comunque, i documenti sviluppati in un ambito sono sottoposti all’approvazione dell’altro. I benefici risultati dall’accordo sono stati i seguenti:

  • l’aumento della trasparenza dei lavori tra Membri ISO e CEN; in particolare USA e Giappone possono avere una maggiore visibilità delle problematiche del mercato europeo;
  • la diminuzione della duplicazione dei lavori e delle strutture tecniche, focalizzando il contributo degli esperti europei ad un solo livello, beneficiando maggiormente del contributo internazionale;
  • l’aumento la velocità di elaborazione, la disponibilità e la manutenzione delle norme in un processo consensuale unico.
Per ottenere questi risultati CEN e ISO hanno lavorato molto in questi anni per armonizzare le regole e gli strumenti in uso presso le Segreterie, a beneficio degli Enti di Normazione e degli esperti che non devono più “girare l’interruttore” ogni volta che passano dal processo CEN a quello ISO. In particolare si cita la rivisitazione delle Direttive ISO e delle Regole Interne CEN, soprattutto nelle regole di stesura delle norme, oggi completamente unificate. Sono anche state allineate nella sostanza le procedure di lavoro, mediante la creazione a livello ISO di una fase di voto simile al CEN, individuata con i documenti di tipo ISO/FDIS (Final Draft International Standard).

È un lungo costante minuzioso lavoro di scambio di proposte e opinioni tra il management tecnico e amministrativo di Ginevra (ISO) e di Bruxelles (CEN), anche per mezzo del Joint Coordination Group, al quale partecipa Ruggero Lensi, Direttore Tecnico UNI.

L’accordo si basa sui principi seguenti, in modo da garantire l’autonomia amministrativa dei due enti, ma legandoli per mezzo di un allineamento delle procedure tecniche:

  • la cooperazione tecnica viene espletata nel quadro dei rispettivi regolamenti, politiche e procedure;
  • l’ISO rispetta il fondamento del CEN che si basa su un processo decisionale tecnico che coinvolge tutti i suoi Membri e che prevede la regola di ritiro delle norme nazionali in contrasto a livello nazionale;
  • l’elaborazione dei progetti di norma deve essere sostenuta da un doppio processo parallelo di approvazione consensuale che in contemporanea porti alla pubblicazione sincronizzata delle norme ISO e EN ISO, mediante la scelta di operare su un unico tavolo di discussione, preferibilmente a conduzione ISO;
  • l’adozione a livello europeo di norme ISO già pubblicate è definita da un’apposita procedura che consente l’approvazione veloce da parte CEN, nota quale Questionario Preliminare (PQ);

I lavori di cooperazione si svolgono mediante un regolare scambio di informazioni, in particolare da parte dagli uffici centrali CMC e ISO/CS per quanto riguarda elenchi di norme pubblicate e progetti allo studio, adottando a livello europeo le norme ISO pubblicate, oppure mediante la gestione di rappresentanze incrociate nelle riunioni plenarie di TC (i cosiddetti Membri liaison) e, soprattutto, mediante il trasferimento dei lavori (Work Item) preferibilmente da CEN a ISO. Si osserva quindi che l’accordo presenta un approccio molto puntuale, in quanto non si ferma alle alte strategie o a livello di Comitato Tecnico, ma si sviluppa nell’ambito dell’analisi dei programmi di lavoro e dei singoli progetti allo studio che, caso per caso, vengono analizzati in parallelo.

Il Business Plan si rivela allora un documento prezioso per la conoscenza dell’inquadramento della normazione europea in ambito internazionale, essendo appositamente prevista una sezione dedicata a tale scopo. Esso costituisce uno strumento indispensabile per la programmazione dell’attività e la gestione delle Segreterie Tecniche. Ideato dal CEN, l’idea del Business Plan è stata adottata anche dall’ISO, a dimostrazione della sempre più stretta collaborazione tra le due Organizzazioni.
Il risultato di questo accordo si vede tutti i giorni: 40% delle norme europee ratificate sono adozioni senza modifiche di norme ISO. Ci sono però due aspetti ancora critici. Il primo riguarda il problema dell’aggiunta in CEN della versione tedesca quale terza lingua ufficiale a fianco di inglese e francese, già previste dall’ISO. Il secondo riguarda le norme candidate armonizzate, i cui requisiti rispondono a Direttive Europee, per cui il CEN deve predisporre un’apposita appendice, denominata ZA, non presente nella versione ISO. Tale processo talvolta ritarda la pubblicazione delle norme europee rispetto a quelle internazionali con conseguente ritardo nel recepimento nazionale.

Infine si fa presente che nel frattempo CEN e ISO hanno anche unificato le tipologie di documenti normativi (norme, specifiche tecniche, rapporti tecnici e Workshop Agreement) e hanno definito le regole di migrazione di questi dal livello internazionale a quello europeo, e viceversa. Il futuro guarda alla possibilità di estendere l’attività di discussione delle norme dai tavoli fisici ad unici ambienti telematici: il cosiddetto Comitato Elettronico sta diventando una realtà a seguito del grosso contributo dato dal CEN con il progetto INES e dall’ISO al progetto ISOTC che, tra gli altri, ha visto l’UNI impegnato in prima linea.




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