La tracciabilità dei prodotti agroalimentari sta assumendo una rilevanza sempre maggiore per l'economia Europea, soprattutto per la pressione che i consumatori esercitano per conoscere sempre meglio non solo il valore nutritivo dei cibi ma anche la provenienza e l'autenticità delle materie prime impiegate per il loro ottenimento. Da una rintracciabilità fatta principalmente di documentazione si sta passando sempre più frequentemente alla rintracciabilità “scientifica” dei componenti degli alimenti. Per alcuni di questi, quali vino, olio, pane, pasta, la protezione della autenticità e della genuinità delle materie prime impiegate è un aspetto fondamentale per la tutela del consumatore. La genuinità dell'olio d'oliva, alimento fondamentale della dieta mediterranea, è garantita dal rispetto delle normative comunitarie e nazionali; anche per la sua provenienza geografica ci sono strumenti legislativi che consentono di certificare le produzioni interamente nazionali e quelle provenienti da specifiche aree europee a vocazione olivicola (Denominazioni di Origine Protetta). Queste ultime, inoltre, garantiscono il rispetto di precisi disciplinari di qualità. In tutti gli altri casi, non sussistendo tra l'altro l'obbligo di indicare l'origine del prodotto, la normativa non garantisce la provenienza delle olive utilizzate per l'estrazione dell'olio. Chi tutela quindi il consumatore dalle frodi commerciali? Di questi argomenti si parlerà a Milano il 18 e 19 dicembre, presso la sede dell'UNI, in occasione della riunione dei partecipanti al progetto di ricerca finanziato dalla Commissione Europea per lo sviluppo di metodi innovativi per la tracciabilità dell'olio d'oliva, progetto OLIV-TRACK, che coinvolge ricercatori da diversi paesi Europei coordinati dal Prof. Nelson Marmiroli dell'Università di Parma. Il progetto ha l'obiettivo di mettere a punto metodologie di genetica molecolare e di chimica analitica che consentano di riconoscere l'origine delle olive usate per produrre un olio, consentendo quindi di verificarne l'aderenza alle normative o l'eventuale presenza di materiale estraneo. La protezione del consumatore è quindi l'obiettivo finale di queste ricerche. Per informazioni: Elena Maestri Sezione Genetica e Biotecnologie Ambientali Dipartimento Scienze Ambientali Università di Parma fax: 052 1906123 e-mail: elena.maestri@unipr.it 16/12/2003 |