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Una norma CEN per i servizi di traduzione: come fare chiarezza in un settore deregolamentato

L’ampliamento dell’Unione Europea e del numero delle lingue ufficiali e la globalizzazione in atto in tutto il pianeta mettono ancora più in risalto o acutizzano i problemi legati alla comunicazione multilingue.
I servizi di traduzione sono diventati un fattore determinante dello stesso sviluppo economico, ma la mancanza di regolamentazione delle professionalità coinvolte nell’erogazione dei servizi di traduzione e la mancanza di trasparenza per l’utente su ciò che può o deve aspettarsi sul servizio richiesto, hanno spinto i vari stakeholders ad elaborare una norma europea sui servizi di traduzione.
Il CEN ha quindi costituito un gruppo di lavoro con rappresentanze di 16 paesi europei per l’elaborazione di una norma il cui scopo è quello di stabilire e di definire i requisiti per la fornitura di servizi di traduzione di alta qualità (CEN BTTF 138 Translation services).
Nei giorni 7 e 8 giugno scorsi si è tenuta -presso UNI- l’ultima riunione del gruppo di lavoro europeo prima della fase di inchiesta pubblica della bozza di norma. Si prevede che già da quest’estate il documento potrà essere a disposizione per eventuali commenti o proposte di modifica.
Tale norma riguarda il processo di traduzione in tutte le sue varie e possibili fasi, offrendo sia ai fornitori dei servizi di traduzione, sia ai clienti, una descrizione e una definizione trasparente dell’intero processo, dalla richiesta iniziale del cliente alla consegna del prodotto finale. Ovviamente, la norma si prefigge di assicurare la qualità dei servizi di traduzione offerti e di aumentare sia il livello qualitativo delle traduzioni sul mercato sia la maggiore conoscenza e consapevolezza delle funzioni coinvolte e dell’utente finale.
Una volta raccolte le osservazioni a seguito dell’indagine pubblica, il gruppo di lavoro CEN valuterà ed elaborerà il testo finale, che si prevede possa essere pubblicato verso la fine del 2005.
Questa norma potrà, in seguito, essere usata come base per la certificazione dei fornitori di servizi di traduzione che soddisfino i requisiti indicati.
Ricordiamo che, in Italia esiste già la norma UNI 10574 “Definizione dei servizi e delle attività delle imprese di traduzione ed interpretariato”, che serve già come ottimo riferimento in questo settore, anche se è ovviamente specifica per le società di traduzione e interpretariato.


Per informazioni:

UNI, Barbara Pignataro
Comparto Impresa e Società
e-mail: servizi@uni.com

18/06/2004




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