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Pronta la prima bozza di norma europea sui dispositivi antisismici

Entro la fine del mese di agosto i Paesi membri del Comitato Tecnico europeo CEN/TC 340 “Anti-seismic devices” si dovranno esprimere circa l’inoltro alla fase di inchiesta pubblica della prima bozza di norma europea sui dispositivi antisismici, ovvero quelle attrezzature che vengono inserite in punti appropriati delle strutture allo scopo di modificare in modo favorevole la loro risposta agli attacchi sismici. Considerate le competenze coinvolte nella messa a punto del testo, il parere del CEN/TC 340, presieduto dall’italiano Renzo Medeot, sarà sicuramente positivo.

Tra tutti i paesi dell’Unione Europea soggetti al rischio sismico, l’Italia è l’unica ad avere una consolidata tradizione di produttori qualificati nel settore dei dispositivi antisismici. Questi produttori, che nell’ultimo quarto di secolo hanno maturato una valida esperienza nel mercato interno, potranno a breve aspirare ad una più massiccia presenza nel mercato internazionale grazie al contributo d’immagine che potrà fornire ai loro prodotti l’attestazione di conformità ad una specifica norma EN.
Come spesso accade, quando la crescita tecnologica in un dato settore dell’ingegneria raggiunge importanti sviluppi accompagnati da un ragionevole grado di maturità, nasce spontanea l’esigenza di stabilire regole comuni che definiscano principi e criteri di generale validità ed accettazione. Un’ulteriore motivazione all’iniziativa deriva dalla necessità di fornire uno strumento che faciliti la pratica applicazione dell’Eurocodice 8 sulla progettazione delle strutture in zona sismica, recentemente approvato come definitiva norma europea.

Ma cosa significa modificare in modo favorevole la loro risposta agli attacchi sismici? Ricorrendo a quello che apparentemente può sembrare un paradosso si potrebbe affermare che “per rinforzare bisogna indebolire”. Infatti, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, nelle moderne strategie progettuali la protezione viene assicurata non tanto aumentando la resistenza delle strutture, quanto e soprattutto mitigando gli effetti (le azioni) del terremoto sulle strutture stesse. Mitigare gli effetti significa essenzialmente limitare la quantità di energia meccanica che il suolo trasmette alla struttura durante un attacco sismico.
Ciò si può ottenere in principio con due diversi meccanismi e precisamente:

  • isolando alla base la struttura, cioè disaccoppiando meccanicamente quest’ultima dalle fondazioni;
  • eliminando l’energia meccanica mediante dissipatori.
È lo stesso principio per cui in un’automobile anziché rinforzare i semiassi si ricorre agli ammortizzatori.
Così come tutte le norme di nuova generazione, in particolare quelle armonizzate a supporto della direttiva 89/106 sui prodotti da costruzione, anche la futura norma europea sui dispositivi antisismici sarà una norma di carattere prestazionale (definizione e controllo delle prestazioni) e non descrittivo (descrizione dettagliata della soluzione tecnologica e dei materiali da utilizzare). Infatti, una norma non deve ostacolare il progresso tecnologico nel suo ambito di applicazione privilegiando l’esistente a sfavore di ciò che si potrebbe vantaggiosamente sviluppare in futuro. Per evitare questa eventualità il CEN ha stabilito alcuni criteri, che sono stati adottati nella stesura della norma in oggetto, i più importanti dei quali sono i due seguenti:
  • le prescrizioni vanno espresse, quando possibile, in termini prestazionali
  • si devono includere solo le caratteristiche verificabili con metodi certi e precisi
La futura norma europea rappresenta senza dubbio quanto di più moderno si possa trovare a livello mondiale sui dispositivi da utilizzare nell’ingegneria sismica, in quanto nella sua redazione si è tenuto in debito conto l’evoluzione delle strategie progettuali intervenute durante gli ultimi anni. Essa fornirà un valido strumento ai progettisti e contribuirà certamente a migliorare la sicurezza delle strutture erette in zona sismica, grazie anche al largo prestigio che il CEN e le sue normative (per esempio gli Eurocodici) godono a livello mondiale, tanto nei Paesi emergenti quanto nei grossi studi internazionali di progettazione, persino americani.
UNI, Alberto Galeotto
Comparto Costruzioni
e-mail: costruzioni@uni.com


Pubblicato su Edilizia e Territorio n. 30/2004 (2-7 agosto 2004)

02/08/2004




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