Nei giorni 21 ed il 22 giugno si è svolta a Stoccolma la Conferenza ISO sul tema della Responsabilità Sociale, magistralmente organizzata dal SIS (Istituto Svedese di Normazione). Presenti le delegazioni provenienti da molti Paesi, delle quali una trentina provenienti da Paesi dell Terzo Mondo, ed altre rappresentanze di istituzioni storicamente esterne al sistema ISO, per un totale di oltre 300 partecipanti. L’Italia era rappresentata da una delegazione ben bilanciata tra le diverse parti interessate: oltre ad UNI erano presenti ABI (sistema bancario), CGIL (sindacati), Confindustria (mondo industriale), Inail (Ente pubblico), Regione Toscana (Pubblica Amministrazione), Sodalitas (ONG), Università di Castellanza (mondo accademico).
La Conferenza è stata aperta dalla Principessa Vittoria, erede diretto al Trono del Regno di Svezia, mentre i saluti di benvenuto e l’introduzione ai lavori sono stati condotti dal Vice Segretario Generale ISO McKinley, dal Presidente ISO/TMB Patir e dal Direttore del SIS Flink. Abu Osebh, in rappresentanza del Global Compact (ONU), ha poi illustrato alla platea quale sarebbe stato il compito centrale della manifestazione: la definizione delle possibilità dell’ISO di fornire un valore aggiunto alle molteplici iniziative inter-governative, nella costituzione di uno schema unico e globale sulla responsabilità sociale. L’obiettivo ISO era quello di dar voce alle cinque categorie principali di interesse per la Responsabilità sociale: Lavoratori, Industria, Consumatori, Governi e Organizzazioni Non Governative.
Gagnier, Coordinatore del gruppo ad-hoc ISO TMB-AG sulla Responsabilità sociale, nonché Presidente dell’ISO/TC 207 “Gestione Ambientale”, ha dichiarato che ci sono centinaia di aziende che chiedono degli strumenti per introdursi ai concetti della conduzione etica del business. Carderas, dell’Istituto Messicano di Normazione, ha poi illustrato i risultati della riunione dei Paesi in via di sviluppo, svoltasi a Stoccolma nei giorni precedenti. La loro posizione è molto chiara: si chiede a gran voce che l’ISO si occupi di responsabilità sociale, in quanto la normazione garantisce la voce bilanciata di tutti gli stakeholders, mediante la costituzione di una nuova struttura tecnica il cui coordinamento/segreteria possa essere affidato proprio ad un rappresentante dei Paesi in via di sviluppo. La discussione si è incentrata sui contenuti del Working Report elaborato dal TMB-AG, reso disponibile liberamente su Internet un mese prima della Conferenza. Secondo il documento, l’intervento ISO dovrebbe fornire uno strumento di assistenza alle aziende nell’approccio alla responsabilità sociale, enfatizzando le possibilità di risultati positivi ottenibili, anche in termini di miglioramento delle prestazioni. Riguardo alle 5 categorie di interesse individuate: (1) I Lavoratori (per l’Italia ha partecipato CGIL) non sono favorevoli ad una norma tecnica, ma sono orientati sulla realizzazione di una Guida che illustri la materia facendo riferimento all’ILO, al fine di aiutare le imprese medio-piccole e quelle dei Paesi in via di sviluppo, illustrando tutti gli elementi che costituiscono la responsabilità sociale ed i diversi strumenti già esistenti, con riferimento alle esperienze già condotte in materia. (2) L’Industria (per l’Italia hanno partecipato CONFINDUSTRIA e ABI) si chiede quali aspetti della responsabilità sociale dovrebbero essere oggetto di attività di normazione, ritenendo che la tematica rientri nella sfera di competenza dei governi che devono assicurare il rispetto delle leggi fondamentali del rispetto della vita umana. Le imprese possono comunque avere un ruolo nella catena di fornitura e l’ISO potrebbe elaborare un Technical Report per illustrare ed analizzare con chiarezza che cosa si intende con responsabilità sociale. (3) I Consumatori (per l’Italia ha partecipato UNI quale osservatore) sono favorevoli ad un documento guida che faccia da ponte tra le leggi e le convenzioni internazionali. Si chiede un livello minimo di riferimento basato sulle Convenzioni ILO, quale requisito da rispettare, ed altri strumenti più flessibili sul modello delle ISO 14000, da realizzarsi in un apposito nuovo Comitato Tecnico. (4) I Governi (per l’Italia hanno partecipato INAIL e REGIONE TOSCANA) considerano l’attività ISO quale possibile integrazione di quella legislativa, a garanzia di un mercato più trasparente tra business e consumo. Inoltre l’intervento della normazione può aiutare il legislatore nella gestione multi-stakeholder della consensualità di intervento. (5) Le Organizzazioni Non Governative (per l’Italia ha partecipato SODALITAS) chiedono di coinvolgere maggiormente i Paesi in via di sviluppo e la società civile e registrano molte difficoltà da parte delle numerose ONG internazionali per partecipare con costanza alle attività tecniche dell’ISO. L’esito della Conferenza deve ora essere valutato dal TMB, rimasto a Stoccolma per riunirsi in questi giorni. E’ sicuro, come ha dichiarato Patir in chiusura, che il processo in corso non può più essere fermato: i 2 anni di dibattiti nel TMB e nel Consiglio ISO, i mesi di lavoro di numerosi esperti del gruppo AG e la stessa Conferenza devono essere valorizzati in un’attività ben definita. L’impressione finale che si ricava è che l’approccio UNI alla tematica, delineato grazie all’apposito Gruppo di Lavoro recentemente costituito per volontà dal Presidente Scolari, presenta molte similitudini alle argomentazioni sollevate nel corso della Conferenza (esigenza di strumenti per le PMI, approccio modulare, rapporto tecnico, partecipazione di tutti gli stakeholders, ecc.), a dimostrazione del livello raggiunto in Italia e della nostra potenzialità di intervenire anche a livello internazionale con una buone base di esperienza. Anche la struttura ISO è uscita rafforzata dall’esperienza della Conferenza, a vantaggio di tutto il sistema mondiale della normazione volontaria, che può ora aprirsi a tematiche nuove e delicate quali la responsabilità sociale. Ruggero Lensi - Direttore Tecnico UNI
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