Si è svolto il 30 novembre scorso il primo incontro strategico -organizzato da UNI e riservato esclusivamente ai propri associati- sul tema "Qualificazione delle professioni. Quale ruolo per le norme UNI?" Gli incontri strategici sono una nuova iniziativa UNI che si colloca nell’ambito dell’evoluzione della politica associativa e di servizio ai soci, al fine di aumentarne la soddisfazione e di creare e sviluppare il senso di appartenenza al sistema UNI. “Questo” - ha dichiarato il presidente UNI Paolo Scolari- “è il primo di una serie di incontri periodici dedicati alla presentazione delle tendenze e alla discussione delle strategie di attività di normazione su temi di attualità, dibattuti anche a livello sovranazionale e di grande impatto per le imprese. L’obiettivo è quindi quello di conoscere le opinioni e le esigenze della base associativa per meglio orientare l'attività UNI”.
I soci UNI hanno risposto con entusiasmo a questa iniziativa: più di 70 persone sono intervenute anche in rappresentanza di moltissime associazioni (Aias, Aici, Aida Anasta, Ania, Aicq, Apce, Associazione consumatori utenti, Fita…) nonostante i notevoli disagi nei trasporti, resi difficoltosi dalla giornata di sciopero generale.
Con questo incontro, dedicato al tema della qualificazione e del riconoscimento delle professioni, l’UNI intendeva fissare una base comune di conoscenza, focalizzando l’attenzione sulle professioni a supporto delle attività imprenditoriali (quali i consulenti aziendali) e le attività tecniche che aiutano il cittadino nella società civile. L’obiettivo era quello di raccogliere esperienze ed opinioni da parte della base associativa UNI al fine di indirizzare le future attività di normazione, evidenziando nuove tematiche da mettere allo studio, instaurando nuovi contatti con le associazioni di riferimento, e impostando l’intervento UNI presso le competenti istituzioni.
Il direttore tecnico UNI, Ruggero Lensi, ha presentato il quadro europeo di riferimento soffermandosi in particolare sui nuovi provvedimenti comunitari che per la prima volta introducono i concetti di qualificazione delle professioni e ha inoltre ricordato che il CNEL ha istituito una banca dati per monitorare queste attività sul territorio nazionale e ha attualmente allo studio un disegno di legge sulle professioni non regolamentate, al fine di tutelare i cittadini con una garanzia delle prestazioni. “Fino ad ora” -ha dichiarato Lensi- “il mondo della normazione si è orientato verso la qualificazione di prodotti, processi e servizi, soprattutto a supporto del mercato unico europeo. La qualificazione delle attività professionali costituisce un ulteriore passo verso una società auto-regolamentata da disposizioni volontarie su base consensuale tra le parti”.
L’interesse su questo argomento è testimoniato dalle numerosissime richieste che UNI ha ricevuto negli ultimi tempi e che dimostrano l’esigenza del mercato di disporre di norme relative alla qualificazione dei professionisti operanti nei settori più diversi: dai posatori di pavimentazioni in legno sino ad arrivare agli istruttori di acquaticità per bambini. A queste richieste la Commissione Centrale Tecnica ha risposto mediante la costituzione del gruppo di studio “Norme aventi per oggetto figure professionali” con il compito di stabilire quali fossero le condizioni necessarie e sufficienti perché un progetto di norma avente per oggetto la qualificazione delle figure professionali potesse diventare una norma tecnica. I due relatori dell’incontro, Dario Vangi, professore associato di “Principi di progettazione meccanica” alla Facoltà di Ingegneria, Università degli Studi di Firenze, e Riccardo Tartaglia, Presidente SIE -Società Italiana di Ergonomia- hanno portato la propria testimonianza rispettivamente sulla professione di “Tecnico per la ricostruzione di incidenti stradali” e sulla figura di “Ergonomo”.
Entrambi hanno sottolineato come in settori fortemente professionalizzati -e nei quali vengono richieste competenze di carattere interdisciplinare- sia indispensabile poter disporre di norme tecniche che stabiliscano i requisiti di qualificazione di tali professioni, a garanzia sia del “committente” (cittadino o impresa) sia del professionista stesso. L’ampio dibattito che ha fatto seguito alle relazioni ha permesso di far emergere le problematiche specifiche di alcuni settori nonché la richiesta generalizzata di un coinvolgimento UNI nel percorso di qualificazione delle professioni. E’ altresì emersa la necessità di fare una chiara distinzione tra le professioni interne ed esterne all’azienda (proprio su quest’ultime è stata data la priorità) ed è stata evidenziata l’assoluta indipendenza dell’attività di normazione da quella di certificazione. Un intervento di Gianni Cavinato (Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti) ha sottolineato l’importanza sia di arrivare a norme settoriali specifiche sia di disporre di una norma trasversale che fornisca le basi per tutte le professioni. Sulla base di quanto emerso UNI avvierà un processo di condivisione con le istituzioni (CNEL, associazioni imprenditoriali, associazioni professionali…) delle esigenze espresse dalla base associativa e delle iniziative che UNI intende intraprendere. Il dibattito proseguirà su internet in un forum di discussione -riservato esclusivamente ai soci UNI e accessibile tramite password- dove saranno messi a disposizione tutti i documenti presentati dai relatori e al quale i soci potranno intervenire per confrontarsi e per dare il proprio feed-back su questo tema.
02/12/2004
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