Nell'ottobre scorso la Commissione europea aveva adottato una Comunicazione (COM -2004- 674) sul ruolo della normazione a sostegno della legislazione e delle politiche comunitarie. Tale comunicazione esortava l'adozione -da parte degli Stati membri- delle norme tecniche volontarie, al fine di stimolare la competitività delle imprese ed eliminare gli ostacoli al commercio. Tuttavia suggeriva che il processo di normazione -al fine di rispondere alle nuove sfide- avrebbe dovuto puntare a misure in grado di rilanciare l'economia, ed individuava inoltre i principali settori in cui il sistema di normazione europeo e gli strumenti esistenti per la politica di normazione europea avrebbero dovuto essere migliorati. Sulla base di tale Comunicazione - e riconoscendo tra l'altro che la normazione può fornire un sostanziale contributo all'attuazione degli obiettivi di Lisbona, in particolare migliorando la competitivià delle impresee europee- lo scorso dicembre il Consiglio dell'Unione ha adottato alcune importanti conclusioni i cui punti essenziali possono essere così riassunti. Alle parti interessate alla normazione europea viene richiesto di rafforzare il loro impegno nell'attività di normazione, di contribuire all'elaborazione delle norme europee ed internazionali e di farne il più ampio utilizzo possibile. Il Consiglio sottolinea inoltre la necessità che la normazione europea svolga un ruolo importante non soltanto per ciò che riguarda il mercato unico delle merci e quindi la competitività delle imprese europee, ma che sia estesa a tutti i settori importanti per il buon funzionamento del mercato interno, come i servizi, le tecnologie dell'informazione e della comunicazione e la tutela dei consumatori e dell'ambiente. La Commissione europea e gli Stati membri sono quindi inviatati a ricorrere ad un ampio utilizzo delle norme europee (CEN, CENELEC ed ETSI) ed internazionali nel contesto delle rispettive politiche; particolare attenzione dovrebbe essere riconosciuta al ruolo della normazione nel semplificare la legislazione europea esistente, in modo da incontrare le esigenze degli stakeholder e, in particolare, delle PMI. Per quanto riguarda il miglioramento dell'efficienza, della visibilità e della coerenza della normazione europea e dei rispettivi ambiti istituzionali, il Consiglio Ue sottolinea -nelle sue conclusioni- che attualmente non vi è un'adegata partecipazione di tutte le parti interessate (parti sociali, organizzazioni non governative, consumatori, PMI, autorità ecc.). La normazione europea dovrebbe essere riconosciuta come strumento strategico di competitività e come mezzo per garantire un'applicazione uniforme della legislazione tecnica nel mercato interno. Sempre nell'ottica di aumentare la visibilità della normazione europea, il Consiglio ha inoltre esortato la Commissione affinché contribuisca a rafforzare il ruolo delle norme tecniche europee e a mostrarne i benefici nel contesto internazionale. In conclusione il Consiglio -confermando che il tema della normazione sarà tenuto sotto costante osservazione- ha invitato la Commissione europea ad elaborare un piano d'azione allo scopo di assicurare che vengano ulteriormente attuate le raccomandazioni dalla Comunicazione e di monitorare -insieme agli stakeholder- i progressi in questo settore. Per approfondimenti: 01/02/2005 |