Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha recentemente espresso il proprio parere in merito ad una Comunicazione della Commissione relativa all'integrazione degli aspetti ambientali nella normazione europea, parere che è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale C 74 del 23 marzo scorso (pag. 57). Con la sua Comunicazione (COM 2004 130 def.) la Commissione intendeva essenzialmente sottolineare la necessità di una integrazione sistematica degli aspetti ambientali nel processo di normazione europea attraverso un processo volontario e sostanzialmente gestito dalle parti interessate ed aprire un dibattito costante con tutti i soggetti del settore della normazione per formulare un piano d'azione completo. Il Comitato economico e sociale riconosce che il processo di normazione tecnica è in grado di fornire un apporto concreto alla realizzazione di un mercato interno europeo pienamente integrato in una prospettiva di progresso rispettoso dell'ambiente. Infatti la normazione tecnica -basandosi sul consenso volontario di tutte le parti interessate- è un elemento fondamentale nel processo di attuazione delle politiche comunitarie ed in particolare della politica integrata dei prodotti. E' quindi pienamente approvata l'iniziativa della Commissione di avviare una riflessione approfondita sulle possibilità e sulle modalità per integrare nella definizione di norme tecniche europee delle considerazioni ispirate non solo alla protezione ambientale ma anche all'uso sostenibile delle risorse naturali e delle materie prime necessarie alla fabbricazione, al confezionamento, alla distribuzione, alla manutenzione e al trattamento di fine ciclo dei prodotti. A tale riguardo, il CESE sottolinea l'importanza di creare una vera e propria cultura europea della normazione tecnica, per garantire un funzionamento efficace ed equilibrato del mercato interno dell'Unione europea e per assicurare, specie in campo ambientale, misure per la formazione di esperti e per la creazione di banche dati adeguate. Il CESE sottolinea come già attualmente siano numerose le norme tecniche europee che trattano direttamente questioni ambientali, facendo in particolare riferimento alla norma UNI EN ISO 14001. Secondo il Comitato gli organismi di normazione europei dispongono di un bagaglio adeguato di strumenti per ottimizzare l'integrazione degli aspetti ambientali nei lavori di normazione tecnica: dalla Guida IEC 109 per quanto concerne le normative tecniche dei prodotti elettrotecnici ed elettronici, alla ISO/TR 14062 per quanto concerne la concezione e lo sviluppo dei prodotti, sino al Codice di condotta ISO/64 promosso dall'Environment Help Desk del CEN. Per ottimizzare le prestazioni delle imprese, occorre migliorare l'expertise in materia ambientale di tutti gli attori, che devono assicurare una partecipazione attiva delle parti interessate, sin dall'inizio del processo di elaborazione delle norme. Oltre agli aspetti tecnici, economici e sociali, secondo il Comitato bisogna tenere inconsiderazione anche quelli che si riferiscono alla salute, alla sicurezza e alla soddisfazione del cliente/cittadino. Infatti -in particolare negli ultimi anni- è emersa la necessità di prestare una grande attenzione alla razionalizzazione del consumo di risorse naturali e di energia, alla riduzione dei rifiuti e delle emissioni e soprattutto alla qualità del processo stesso di formazione delle nuove norme tecniche volontarie, in modo da assicurare una loro agevole trasposizione a livello internazionale. L'elevata qualità delle norme tecniche volontarie costituisce l'elemento essenziale del loro valore aggiunto a livello europeo e può essere assicurata, a parere del Comitato, solo da una attiva partecipazione al processo normativo di tutte le parti interessate, e cioè degli esperti e dei rappresentanti industriali di settore, come anche delle PMI, dei lavoratori, dei consumatori e delle ONG. Infine la trasposizione delle norme tecniche europee a livello internazionale riveste, secondo il Comitato, un'importanza essenziale per garantire la piena presenza e concorrenzialità dei nostri prodotti nel mercato globale (attualmente più dell'83 % delle norme Cenelec e circa il 40 % delle norme CEN derivano dalle norme degli organismi internazionali di normazione ISO, IEC ed ITU). Occorre quindi evitare che i requisiti di normazione ambientale vengano assunti come barriere commerciali nell'ambito dell'Accordo TBT dell'Organizzazione mondiale del commercio ed è necessario sviluppare il Dialogo transatlantico (TABD), sia quello con il Giappone (EJBD) e con il Mercosur (MEBF) per non allargare il divario esistente tra norme europee e internazionali. Nelle sue considerazioni conclusive il Comitato suggerisce di: - promuovere una cultura europea della normazione tecnica per l'UE,
- prevedere misure di formazione per esperti e potenziare banche dati adeguate di largo utilizzo,
- integrare sempre più il sistema di normazione europea e la protezione dell'ambiente,
- promuovere le azioni di sensibilizzazione della domanda per indurre sempre più il mercato a mirare ad un uso sostenibile delle risorse naturali a livello sia delle materie prime che dei prodotti finiti,
- realizzare un adeguato equilibrio tra la tutela degli aspetti prioritari di sicurezza, igiene e salute e quella degli aspetti ambientali globali, tenendo in considerazione il Protocollo di Kyoto,
- applicare pienamente i principi di sussidiarietà, promuovendo la partecipazione di tutte le parti interessate a livello nazionale/regionale,
- promuovere codici di condotta più flessibili in grado di agevolare le imprese, e soprattutto le PMI, ad adottare processi tecnici ecologici, che siano anche economicamente validi, per la realizzazione di nuovi prodotti, nuovi processi, o nuovi servizi,
- sviluppare una piattaforma di interscambio tra la strategia di Lisbona per il mercato interno e il piano d'azione 2004-2010 per l'ambiente e la salute, con lo scopo di ampliare il dialogo tra tutte le parti interessate al processo di normazione: CEN, CENELEC, ETSI, PMI, ANEC (consumatori), TUTB (sindacati lavoratori), ECOS (istanze ambientali), industria, distribuzione e servizi
- sostenere lo sviluppo della normazione tecnica di base per le normative di qualità di prodotto e di processo, nel campo della produzione agricola e alimentare.
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