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Parlando di normazione con il Commissario europeo Günter Verheugen

Il CEN Networking -la newsletter bimestrale del Comitato europeo di normazione- ha condotto un'intervista esclusiva con Günter Verheugen, vice-presidente della Commissione europea - Direzione Generale Imprese e Industria, circa l'impatto della normazione, i risultati raggiunti e le sfide future. La riportiamo di seguito, integralmente.

Quale è la politica della Commissione nei confronti della normazione europea?
Ritengo che la normazione sia una grande forza europea. Essa è parte essenziale nelle politiche della Commissione volte alla crescita della competitività delle imprese, alla rimozione degli ostacoli tecnici al commercio e dedicate al miglioramento legislativo. La normazione ha il potenziale per fornire un contributo concreto al rilancio della "Strategia di Lisbona", per fare dell'Europa una economia più competitiva e dinamica, capace di una crescita sostenibile accompagnata da un miglioramento dell'occupazione nel rispetto dell'ambiente.
Come risultato dell'esperienza positiva del "Nuovo Approccio", vediamo un numero considerevole di documenti legislativi rimandare alle norme europee. Si tratta di un esempio eccellente di miglioramento legislativo, una delle mie priorità politiche. Dobbiamo evitare però che la legislazione si sovraccarichi di dettagli tecnici e garantire la giusta flessibilità in modo che le norme europee -stando al passo con l'evoluzione tecnologica- possano facilmente essere adattate e revisionate. Visto il carattere consensuale che sta alla base delle norme, il nostro compito è quello di fornire riferimenti validi che vengano comunemente accettati. La Commissione Europea è impegnata nell'incrementare l'uso delle norme in supporto alla legislazione e alle politiche europee.

A suo parere, quale è il più grande risultato attribuibile alla normazione europea?
Non vedo il successo dell'attività di normazione limitato ad una sola area, i successi sono molteplici. Questo è secondo me il risultato più grande, in parallelo con la legislazione del "Nuovo Approccio": dalla normazione a livello nazionale a quella europea molte cose sono cambiate.
Solo 15 anni fa, circa l'80% delle norme tecniche venivano elaborate a livello nazionale. Oggi il 90% delle norme sono elaborate a livello europeo o internazionale. Per fare un esempio concreto, il Global System for Mobile Communications (GSM) è diventato un successo internazionale al servizio di più di un miliardo di persone in più di 200 Paesi in tutto il mondo. Ciò dimostra che per introdurre nuove tecnologie, per favorire le innovazioni e -non ultimo- per offrire straordinarie possibilità di miglioramento alla nostra vita quotidiana, la normazione europea gioca un ruolo fondamentale.

Come vede la collaborazione tra la Commissione Europea e gli Organismi europei di normazione, oggi e in futuro?
I rapporti tra la Commissione e i tre organismi europei di normazione CEN, CENELEC e ETSI sono caratterizzati dalla parola partnership -associazione- che viaggia in due direzioni: la Commissione Europea sostiene le attività di normazione a livello europeo e gli organismi europei di normazione appoggiano gli obiettivi della politica UE.
E in futuro questi rapporti non potranno che intensificarsi, integrando i principi che stanno alla base della normazione nella legislazione europea.

Secondo lei, in quali settori si svilupperà maggiormente la normazione?
L'attività normativa può ottimizzare sempre più il funzionamento del mercato interno europeo, che oggi comprende 25 Paesi e 450 milioni di persone. Anche la normazione nel settore spaziale ha un enorme potenziale. Nel campo della sicurezza -strettamente collegata anche alla difesa- vanno date priorità alla protezione delle infrastrutture, agli strumenti di segnalazione immediata di allarme, alla decontaminazione, senza dimenticare la lotta a livello internazionale al crimine organizzato. Non ultimo il settore delle nanotecnologie, nel quale la normazione può contribuire ad incoraggiarne l'introduzione su vasta scala e stimolarne l'innovazione.

Come vede la normazione europea nei prossimi cinque anni?
CEN, CENELEC ed ETSI hanno creato le necessarie sinergie di cooperazione e coordinamento delle loro numerose attività. A nome della Commissione, do il benvenuto al loro progetto di definire una strategia comune di normazione, che comprende la promozione della visibilità delle norme europee all'interno e all'esterno dell'Unione Europea!
Vedo anche necessario un incremento e una effettiva cooperazione tra la normazione europea e internazionale: il commercio mondiale crescerà sempre più e le norme comuni e valide a livello internazionale contribuiranno alla rimozione di tutte le barriere al commercio. Abbiamo quindi bisogno di incrementare la cooperazione tra gli organismi europei di normazione e le loro controparti a livello internazionale.
Concluderei con un altro punto: la veloce convergenza delle tecnologie -il settore ICT (Information and Communication Technology) ne è un esempio- dovrà anche riflettersi nell'attività di normazione, eliminando gli ostacoli organizzativi o procedurali.

Quali saranno -a suo parere- le maggiori sfide/ostacoli per la normazione nei prossimi anni?
La normazione segue un approccio "bottom-up", ascendente. È una materia che comporta una auto-regolazione da parte degli stakeholders, ossia tutti coloro che manifestano attese e interesse nei suoi confronti. Sembra, comunque, che un numero di stakeholders -le piccole e medie imprese in particolare- non sempre abbiano familiarità con i benefici portati dalla normazione. Una migliore comprensione delle attività di normazione applicate alle nuove tecnologie è quindi necessaria per diffonderne la conoscenza e coinvolgerne le parti interessate.
L'espansione dell'attività normativa ad aree che vanno al di là di quelle tradizionali richiede il buon funzionamento dell'intero sistema normativo europeo. Dobbiamo convincere le parti interessate dell'industria e del commercio -PMI incluse- del vantaggio strategico della normazione per la competitività dell'economia europea.
Io credo che gli enti normatori europei debbano intensificare i loro sforzi per accrescere la visibilità e mettere in rilievo i vantaggi della normazione non solo entro i confini europei ma anche a livello internazionale.


Lo scorso marzo i responsabili dei tre Organismi europei di normazione hanno incontrato il Commissario europeo, Günter Verheugen, per discutere del contributo che CEN, CENELEC ed ETSI possono fornire nel promuovere lo sviluppo, la competitività e l'occupazione nell'Unione Europea.
Nel corso dell'incontro, i rappresentanti degli enti di normazione hanno espresso la loro visione comune sulle norme tecniche, definendole strumento strategico per l'industria e per il settore pubblico e chiave di crescita di mercati nuovi ed esistenti. Verheugen ha confermato che la Commissione europea continuerà a far uso delle norme per portare a termine gli obiettivi dell' "Agenda di Lisbona" e il completamento del mercato interno.
Li troviamo intorno a noi gli esempi del successo delle norme europee: affrontano il problema dell'emissione dei gas a effetto serra così come la sicurezza degli alimenti, assicurano la comparabilità dei servizi postali e di quelli turistici....
Un altro messaggio scaturito dall'incontro vede la Commissione europea spronare gli organismi europei di normazione affinché continuino ad incoraggiare la partecipazione delle PMI ai lavori normativi. E altro passo fondamentale -secondo Verheugen- stabilire un autentico dialogo tra la Commissione e i tre organismi europei di normazione, portando avanti la relationship costruita dal suo predecessore, Erkki Liikanen.

Del legame tra normazione e Strategia di Lisbona si discuterà nel corso della 1ª Assemblea Generale congiunta CEN-CENELEC che si tiene a Budapest domani, 8 giugno 2005.


07/06/2005




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