La sicurezza di quanto arriva sulle nostre tavole (argomento quanto mai di attualità in questi giorni alla luce della minaccia della pandemia dell’influenza aviaria) è stata al centro dell’attenzione dei due convegni inaugurali, rispettivamente, di Expoqualità - la Mostra convegno sulla qualità e la certificazione, e di Cibus Tec, che si sono tenuti ieri nel quartiere fieristico di Parma. Organizzato da UNI, FIDEA, Fiere di Parma e Università di Parma il convegno di Expoqualità, intitolato “ISO 22000, sistemi per la gestione della sicurezza alimentare”, al di là della tempestività, è stato di grande interesse per tutti gli operatori professionali: infatti, la pubblicazione della nuova norma ISO 22000 "Food safety management systems - Requirements for any organization in the food chain” è avvenuta solo ai primi di settembre e solo fra qualche settimana sarà disponibile la traduzione ufficiale in italiano. Quella di ieri a Parma, quindi, è stata una vera e propria anteprima nazionale. Dopo il saluto del Presidente di Fiere di Parma S.p.A., Franco Boni - che ha anche letto il messaggio augurale inviato dal ministro per le attività produttive, Claudio Scaiola, nel quale egli ha riconosciuto a Cibus Tec il merito di rappresentare il meglio della tecnologia dell’industria alimentare italiana, autentico fiore all’occhiello della nostra economia - la moderatrice del convegno, la giornalista di Agrisole-Il Sole 24 Ore Rosanna Magnano, ha fatto una breve introduzione spiegando come la nuova norma abbia come principale obiettivo quello di diventare una sorta di “ombrello” destinato a sostituire o ad integrare tutta una serie di regolamenti nazionali, leggi europee e norme volontarie sulla sicurezza alimentare. Sono seguiti, quindi, gli interventi dei relatori. Franco Taccani, vicepresidente della Commissione Tecnica Alimenti e bevande UNI ha ripercorso l’iter seguito a livello internazionale dalla ISO 22000 ed ha anticipato la creazione di un gruppo di lavoro con lo scopo di valutare l’impatto che la nuova norma avrà sulle imprese che già si attengono ai regolamenti della HCCP o che sono già certificate in base alla norma ISO 9001 sui sistemi di gestione della qualità. Maurizio Ceci, rappresentante del CNSA - Comitato Nazionale per la Sicurezza Alimentare dopo aver sottolineato che il suo intervento era, di fatto, la prima uscita pubblica dell’authority nazionale costituita di recente come interfaccia dell’EFSA europea, ha messo l’accento su quelli che dovranno essere i regolamenti di applicazione e quali potranno essere gli strumenti di controllo da utilizzare a livello nazionale, europeo ed internazionale. Un concetto ripreso e sviluppato anche da Silvio Borrello, direttore dell’Ufficio di Igiene degli alimenti di origine animale - Direzione Generale sanità veterinaria ed alimenti - Ministero della salute, che ha posto l’ISO 22000 in relazione con le norme vigenti e, soprattutto, con le recentissime direttive comunitarie. Maria Severina Liberati, Direzione Generale per la qualità dei prodotti agroalimentari e la tutela del consumatore - Ministero delle politiche agricole e forestali ha ribadito la necessità di poter disporre di regole certe, ed ha illustrato di strumenti già elaborati dal Ministrero (o in fase di emissione), per garantire la rintracciabilità degli alimenti e, quindi, la sicurezza di quanto finisce sulla nostra tavola. Lorenzo Thione, segretario generale della Federazione Italiana degli Enti di Accreditamento ha anticipato che saranno messi a punto, quanto prima, per le aziende, gli strumenti per facilitare la certificazione secondo la ISO 22000. Roberto Massini, presidente del Master in Tecnologie per la qualità e la sicurezza degli alimenti dell’Università di Parma ha messo a confronto le norme sulla sicurezza alimentare attualmente in vigore, rispettivamente, in Europa e negli Stati Uniti, evidenziandone i punti di contatto e di contrasto ed ha auspicato che l’introduzione della nuova norma internazionale porti ad una integrazione di quelli che d’ora in poi dovranno essere i pre-requisiti igienici di base per garantire nel tempo la qualità della gestione dei macchinari e degli impianti usati per la produzione degli alimenti, lungo tutta la filiera. Dopo le relazioni -seguite da un pubblico che ha occupato in ogni ordine di posti la grande sala convegni della Fiere di Parma- si è svolta una tavola rotonda nel corso della quale sono state messe a confronto le posizioni di tre dei principali destinatari della nuova norma ISO 22000: le aziende alimentari, la distribuizione e i consumatori. Vi hanno preso parte Dario Dongo, responsabile Politiche Regolative Federalimentare, Gianni Di Falco, rappresentante Federdistribuzione e Mara Colla, rappresentante del Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti e Presidente di Confconsumatori. Hanno espresso un parere decisamente favorevole alla introudzione e all’adozione di nuove regole internazionali che dovrebbero essere in grado di facilitare i rapporti fra la le grandi catene distributive e i propri fornitori, compresi quelli che non fanno capo a grandi gruppi internazionali o a grandi marchi, e di rassicurare i consumatori sulla salubrità di ciò che si portano in tavola. 19/10/2005 |