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Più sicuri sulle due ruote: pubblicate le prime norme europee sulle biciclette

Sono diventate realtà le prime quattro norme europee sulle biciclette pubblicate recentemente dall’UNI e riguardanti i requisiti di sicurezza e prestazione per la progettazione, l'assemblaggio e le prove delle biciclette.
Segno tangibile dell'attenzione che il mondo della normazione tecnica ha per questo mezzo di trasporto - che nonostante la carenza di vere politiche di supporto alla mobilità sostenibile non accenna a perdere la sua popolarità - le nuove norme rappresentano una grande innovazione per il settore, che porterà non pochi cambiamenti in Europa dove, finora, non esistevano regole comuni in materia.
Le quattro norme sono:

  • UNI EN 14764 "Biciclette da città e da trekking - Requisiti di sicurezza e metodi di prova"
  • UNI EN 14765 "Biciclette da ragazzo - Requisiti di sicurezza e metodi di prova"
  • UNI EN 14766 "Mountain bike - Requisiti di sicurezza e metodi di prova"
  • UNI EN 14781 "Biciclette da corsa - Requisiti di sicurezza e metodi di prova"
Queste norme specificano i requisiti per progettare biciclette più sicure - aumentando il livello qualitativo medio di questi prodotti - e definiscono le prove da applicare ai singoli componenti e alla bicicletta completa al fine di valutarne la resistenza e la durabilità.

Tutti i Paesi europei che aderiscono al CEN (Comitato Europeo di Normazione) - 27 in totale - hanno l’obbligo di recepire le norme sulle biciclette entro il prossimo mese di maggio, ma le norme possono essere applicate dai produttori già da oggi. Infatti qualsiasi operatore del settore (produttore, distributore, ecc.) può già basarsi sulle nuove norme per dichiarare la conformità dei propri prodotti o per ottenere una certificazione di conformità da parte di un laboratorio specializzato.

L’Italia - leader di mercato per le biciclette di alta gamma - è stata in prima linea durante tutto l’iter che ha portato alla definizione delle norme tecniche europee.
L’attività normativa europea ha infatti visto il coinvolgimento dell’UNI che - tramite ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) e con il supporto di FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) - ha gestito la segreteria del comitato tecnico europeo (CEN/TC 333 "Cycles") che ha elaborato le norme, coordinandone i lavori, portando le esperienze e le esigenze dei produttori nazionali e influendo sulla definizione dei contenuti tecnici senza dover subire i requisiti stabiliti da altri Paesi.
Schierando una delegazione di esperti italiani tecnicamente molto preparati è stato infatti possibile superare le iniziali difficoltà poste da alcuni Paesi europei (come ad esempio Francia e Germania che, disponendo già di norme tecniche nazionali, intendevano difendere le proprie posizioni) e pervenire alla definizione di un pacchetto di norme compatto e condiviso.

L’obiettivo del comitato tecnico europeo è stato quello di esprimere lo stato dell’arte dei vari tipi di bicicletta in tema di sicurezza, intesa come la capacità del mezzo di garantire - nell’arco di un ragionevole periodo di utilizzo - la sua completa funzionalità.

Le nuove norme rappresentano una vera e propria rivoluzione per il settore in quanto sono destinate a sostituire tutte le vecchie norme tecniche nazionali in materia di biciclette, esistenti nei vari Paesi europei (ad esempio in Francia e in Germania, ma anche in Italia) e forniscono un valido supporto alla protezione dei consumatori poiché contengono una serie di requisiti e metodi di prova che valutano le caratteristiche di sicurezza e di prestazione delle biciclette, ponendo quindi dei limiti al di sotto dei quali non sarà più possibile andare.
Alcuni esempi.

  • Attraverso studi e prove di laboratorio sono state fissate le nuove prestazioni frenanti delle biciclette: ad esempio una bici da corsa che viaggia alla velocità di 25 km/h su terreno asciutto, dovrà avere uno spazio di frenata massimo di 6 metri, mentre sul bagnato, a una velocità di 16 km/h, lo spazio di frenata dovrà essere massimo di 5 metri.
  • Le norme fissano alcuni parametri per determinare l’integrità strutturale di telai e forcelle mediante rilevamenti su strada e fuori strada ed effettuando poi numerose prove di laboratorio.
  • Un criterio che ha guidato i lavori di preparazione delle norme è stato quello di scegliere metodi di prova ripetibili e ragionevolmente eseguibili da tutte le realtà produttive. Sono state quindi stabilite prove di resistenza:
    • di tipo statico, cioè mediante l’applicazione di un peso su una certa parte del telaio/forcella al fine di osservare la flessione generata;
    • di tipo dinamico, cioè mediante l’osservazione degli effetti causati dalla caduta di un peso da una certa altezza (ad esempio per verificare la robustezza del telaio di una bici da città, la norma UNI EN 14764 prevede che questo non si pieghi o non presenti incrinature dopo che gli è stato fatto cadere sopra un peso di 22,5 kg da un’altezza di 18 cm);
    • di resistenza a fatica, mediante una simulazione in laboratorio di un uso prolungato della bicicletta: (ad esempio una delle prove previste per le bici da corsa prevede che applicando una forza di 280 Newton su ogni punto del manubrio - per 100.000 volte - non si debbano presentare fratture o incrinature).


Gli Italiani, leader nella fascia di mercato delle biciclette da corsa, hanno studiato con particolare attenzione i parametri di sicurezza di questa particolare tipologia di bici - dove le esigenze di leggerezza non sempre vanno d’accordo con le caratteristiche di sicurezza - individuando i valori limite da applicare alle prove su questi prodotti.

Un’altra scelta importante, fatta a livello europeo, riguarda la marcatura del prodotto. Infatti le biciclette "a norma" devono riprodurre - in punti visibili e in modo indelebile - il numero della norma europea di riferimento, il nome del fabbricante o del responsabile della distribuzione, il numero di fabbricazione del telaio e, ai fini della compatibilità dei componenti, la misura dei cerchi e dei pneumatici oltre alla pressione di gonfiamento e le caratteristiche del cerchio stesso.
Con le nuove norme i consumatori potranno quindi disporre di un valido strumento per identificare, scegliere e acquistare biciclette sicure.

Per agevolare l’introduzione della normativa tecnica in Europa e ridurre i problemi di distribuzione è stato concordato un periodo transitorio, cioè un lasso di tempo entro il quale sarà possibile utilizzare sia le norme tecniche pre-esistenti sia le nuove norme europee.
Questo periodo transitorio inizierà a maggio 2006 (giugno per le bici da città e da trekking) e terminerà a novembre 2006 (dicembre per le bici da città e da trekking).
Tuttavia la conformità delle biciclette alle nuove norme europee permette già da oggi l’accesso al mercato di tutti i Paesi membri dell’UE.

Perciò, quando acquistiamo una bicicletta non facciamolo "a scatola chiusa", ma assicuriamoci di scegliere un prodotto di qualità, perché la bicicletta a norma ci farà divertire sicuramente!


Per informazioni:
Gian Luca Salerio
Comparto Beni di consumo e materiali
e-mail: beniconsumo@uni.com
Per informazioni commerciali:
Diffusione UNI
tel. 02 70024.200, fax 02 70105992
e-mail: diffusione@uni.com


07/04/2006




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