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Rumore nell’ambiente di lavoro, revisione della UNI 9432

Il 9 maggio scorso il GL 3 "Rumore nell’ambiente di lavoro" della Commissione "Acustica", che diventerà gruppo misto Acustica/Sicurezza, si è riattivato per approfondire la necessità di allineare la normativa tecnica al recepimento della Direttiva 2003/10/CE del 6 febbraio 2003 sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (rumore), che potrebbe essere inserita in una nuova versione della legge 626.

L’incontro si è concentrato sulla opportunità di limitare l’attività del gruppo alla determinazione del livello di esposizione personale al rumore nell'ambiente di lavoro, già oggetto della norma UNI 9432:2002 "Acustica - Determinazione del livello di esposizione personale al rumore nell'ambiente di lavoro", oppure allargarla ad altri aspetti della valutazione dell’esposizione al rumore, in particolare quello relativo all’esame audiometrico. Si nota infatti che la materia, precedentemente regolamentata dal decreto legge del 15 agosto 1991 n° 277 "Attuazione delle direttive n.80/1107/CEE, n.82/605/CEE, n.83/477/CEE e n.88/642/CEE, in materia di protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici durante il lavoro" non è stata completamente considerata nel nuovo testo di recepimento. Mancherebbe infatti il contenuto dei precedenti capitoli 6 e 7 riguardanti, rispettivamente, i criteri per la misura del rumore e quello per il controllo per la funzione uditiva dei lavoratori. Mentre il primo potrebbe essere sostituito dalla UNI 9432 opportunamente emendata, mancherebbe un’indicazione sul secondo.

Anche se al momento non risulta chiaro come affrontare temi non direttamente relativi alla esposizione al rumore, i partecipanti alla riunione convergono sulla necessità di definire qualcosa visto le implicazioni sociali che questi argomenti possiedono.
Si nota che la trattazione potrà toccare aspetti quali:

  • efficacia dei protettori auricolari;
  • controlli sanitari;
  • formazione e informazione dei lavoratori;
  • scelta delle apparecchiature rumorose.

Si ipotizza di elaborare un documento normativo, quindi ottenuto con il consenso, ma di carattere informativo rappresentato dal recente Rapporto Tecnico UNI (ovvero UNI TR).
Emerge quindi l'opportunità, eventualmente in un secondo tempo, di allargare la partecipazione del gruppo coinvolgendo:

  • i produttori dei dispositivi di protezione individuale (auricolari);
  • i sindacati,
  • una rappresentanza industriale allargata.

Alla riunione ha partecipato il Ministero del lavoro, il cui rappresentante ha fatto presente che il testo del decreto di recepimento non si scosta dal testo originale della direttiva nella quale sono indicati essenzialmente gli obiettivi da raggiungere, non le modalità da seguire per raggiungerle. Egli ritiene che il contributo UNI potrà essere un notevole riferimento nazionale per l'applicazione della direttiva purché esso raccolga il consenso di tutti su questo specifico problema di grande rilevanza sociale.
Alla fine vengono individuate le aree tematiche sulle quali si ritiene che la norma UNI 9432 abbia maggiormente bisogno di interventi:

  • valutazione della esposizione a rumore a DPI indossati, ovvero della attenuazione fornita dai DPI acustici nelle reali condizioni d’uso;
  • valutazione dell’incertezza, non solo limitata agli aspetti della misura. Su questo punto è emersa la necessità di considerare attentamente altri documenti quali le Linee guida ISPESL - Coordinamento delle Regioni per la valutazione del rischio rumore negli ambienti di lavoro (luglio 2005), la revisione della ISO 9612 "Acoustics - Guidelines for the measurement and assessment of exposure to noise in a working environment", peraltro attualmente in forma di primo Committee Draft e quindi da utilizzare con cautela, e la nascente norma tecnica UNI sull’incertezza in acustica in preparazione proprio nell’ambito della commissione "Acustica" dell’ UNI;
  • aggiornamento dei riferimenti normativi (volontari e cogenti);
  • definizione di modi e tempi delle operazioni di taratura e calibrazione;
  • valutazione della esposizione a rumore di gruppi di lavoratori che svolgono attività simili.



Per informazioni tecniche:
UNI, Roberto Bottio
Comparto Meccanica
e-mail: meccanica@uni.com
Per informazioni commerciali:
Diffusione UNI
Tel. 02 70024.200
e-mail: diffusione@uni.com

26/05/2006




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