Il logo per un’organizzazione è come la firma per un individuo, è il segno sintetico distintivo che riassume la personalità e comunica l’immagine. Proprio come una firma, può cambiare nel tempo, evolvendosi progressivamente senza rotture con il passato - pena la perdita dell’identità - per rispecchiare nuove situazioni, ruoli, esperienze. Gli individui lo fanno inconsciamente, le organizzazioni lo decidono in seguito a un processo formale di verifica dell’allineamento e della coerenza tra ciò che si è e ciò che si fa da una parte, e il come si appare dall’altra. Negli ultimi anni l’attività di normazione è cambiata, le finalità sono più ampie, la missione è diventata più complessa e questi cambiamenti si rispecchiamo negli enti di normazione, sicuramente nell’UNI.
Per tredici anni il logo - che adesso possiamo iniziare a chiamare "vecchio" - ha ben rappresentato la nostra organizzazione: estremamente pulito e rigoroso, riconoscibile nella sua semplicità e nei colori. Pur essendo un logo ampiamente apprezzato e giudicato ancora attuale nella sua grafica essenziale, la crescente attività di comunicazione dell’Ente sta dando maggiore visibilità allo stesso e quindi abbiamo ritenuto necessario procedere a una ristilizzazione che - mantenendo inalterata la riconoscibilità data dall’elemento grafico - si evolvesse verso nuove aree concettuali senza perdere continuità ma aggiungendo nuovi significati, ed inoltre esprimesse in modo più chiaro i valori che caratterizzano la nostra attuale attività e che vogliamo che siano più facilmente percepiti. Abbiamo quindi introdotto delle modifiche di colore, di forma, di consistenza e abbiamo riportato il logo alla sola dimensione di "immagine" senza la descrizione puntuale della ragione sociale (precedentemente riportata in un riquadro nella parte inferiore del logo), puntando molto sulla conoscenza della sigla che dà luogo alla riconoscibilità del segno grafico. Nel definire i limiti entro i quali riposizionare l’immagine, siamo stati particolarmente attenti a non spingerci troppo verso l’idea di una organizzazione di servizi (con il rischio di perdere la nostra caratteristica istituzionale e di omogeneizzare la nostra immagine a quella delle innumerevoli realtà operanti nel settore della consulenza tecnico-economica) così come a non trincerarci su posizioni eccessivamente istituzionali che sono facilmente confondibili con l’idea di burocrazia, rigidità e scarsa efficienza. L’area logica nella quale abbiamo operato il riposizionamento si basa sui concetti di affidabilità, correttezza, autorità ed indipendenza, di solidità e valore ma è integrata da elementi di novità che danno l’idea di un’organizzazione dinamica, che segue l’attualità, che è presente sui problemi della vita quotidiana e non solo su quelli strettamente tecnici. Il fatto che in queste settimane un altro grande cambiamento stia avvenendo nella nostra organizzazione - il trasferimento in una nuova sede di proprietà, tutta riservata a noi e strutturata su misura per le nostre esigenze in modo da creare una vera e propria "casa della normazione" - ha sicuramente facilitato la decisione di cambiare la nostra immagine, ma il tempo e la cura dedicata anche ai dettagli non è stato poco. Il risultato - riportato qui nella versione originale a colori - esprime l’autorevolezza tramite il nuovo tono di blu (non più ciano bensì navy). La forma del logo - che è una rappresentazione del percorso complesso e a volte difficoltoso necessario per raggiungere il consenso - è stata lievemente ingentilita smussando l’angolo in alto a destra della lettera "U" e quello in basso a sinistra della lettera "I", per evitare di comunicare un’eccessiva rigidità dell’Ente e le sensazioni di ansia e timore che le forme fortemente spigolose possono dare in chi le osserva, pur non eccedendo negli arrotondamenti che avrebbero corso il rischio di comunicare un’eccessiva arrendevolezza. Il pallino della lettera "I" - simbolo del risultato unico al quale perviene l’attività di normazione - è stato riproporzionato per renderlo più armonico con il tratto che disegna le lettere "U" e "N", così come la curvatura della parte superiore della "I", sulla quale poggia il pallino stesso. Infine, il logo è stato dotato di un "corpo": si tratta di uno spessore e di un rilievo tondeggiante che comunicano il valore, la sostanza e la concretezza della nostra organizzazione e dell’attività da essa svolta. La tridimensionalità è stata evidenziata grazie a un gioco di luci - non di ombre! - che aggiunge valore all’immagine, generato da un fascio di luce concentrata che taglia il logo dall’angolo in alto a destra a quello in basso a sinistra, con una ridotta inclinazione rispetto al piano sul quale il logo è riportato. Nelle prossime settimane si perfezionerà tutta l’azione di coordinamento dell’immagine: dalla cartoleria al sito internet, al materiale pubblicitario, UNI si proporrà con la sua nuova "firma".
20/04/2006
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