Il 14 giugno 2006, presso la sede del CNEL, UNI ha presentato il documento "Applicare la norma UNI EN ISO 9001:2000 all’attività formativa universitaria" realizzato da un gruppo di lavoro composto dagli esperti UNI e da 44 esperti appartenenti a 16 atenei, da rappresentanti della CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane), del CODAU (Convegno permanente dei direttori amministrativi e dirigenti delle università italiane), di società di consulenza e di organismi di certificazione. A questo proposito sul sito web UNI, sotto la sezione Grandi temi, è stata attivata l'area Università e qualità, da cui è possibile richiedere una copia gratuita delle linee guida - per uso individuale e privato - in formato elettronico PDF.
Scopo del documento è quello di fornire uno strumento per la realizzazione di sistemi di gestione per la qualità conformi ai requisiti normativi volti ad innescare processi di miglioramento continuo. Le linee guida forniscono indicazioni per costruire un sistema coerente e trasparente con le politiche strategiche dell’università, senza entrare nel merito della valutazione della qualità della didattica. Il mondo dell’università non è del tutto digiuno dalle logiche della qualità, ma ha affrontato il tema creandosi degli strumenti "su misura" e sistemi autoreferenziali solo parzialmente impostati secondo le logiche ISO 9001. La formazione - che di fatto produce il "capitale umano" necessario a tutte le filiere - è fortemente interrelata ai processi produttivi, allo sviluppo economico e della società che da sempre hanno come riferimento per la qualità le norme della serie ISO 9000; si è quindi sentito il bisogno che venisse creato uno strumento che facilitasse l’adozione dello stesso riferimento anche nel mondo accademico. Ciò è avvenuto con la predisposizione delle linee guida presentate al convegno. Come ha fatto notare il presidente del CNEL Antonio Marzano, "nelle nostre università esistono parametri per misurare la quantità di investimenti nel capitale dell'istruzione, ma non ci sono parametri per misurarne la qualità". "Oggi - ha spiegato Marzano - nei nostri atenei ci sono solo due meccanismi di controllo qualitativo: l'esame, e il riscontro sul mercato. Ci sono persone che dedicano anni allo studio per poi ritrovarsi senza lavoro perché non accettato dal mondo del lavoro né dalla società. Ecco perché bisognerebbe migliorare il controllo della qualità". Il miglioramento qualitativo parte da un buon orientamento al cliente, laddove per cliente si intendono più soggetti di varia natura: lo studente, la famiglia e l'azienda, che ha nel laureato il capitale umano che deve poi rispondere alle esigenze e alle aspettative. Questo à il punto di partenza delle linee guida, perché "il sistema universitario – ha sottolineato Giacomo Elias, del Comitato Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario - non risponde unicamente al pubblico, ma ad un Paese. E quindi risponde all'Europa e al sistema globalizzato".
Angelo Cavallin, Carlo Pennisi e Carlo Corino hanno portato la testimonianza delle rispettive università (Milano Bicocca, Catania, Milano) nell’applicazione dei sistemi di gestione per la qualità, evidenziando i successi raggiunti e gli spazi di crescita che ancora ci sono, una volta abbattuti gli ultimi residui pregiudizi. La ricetta per rispondere a cliente e sistema, viene elencata nella guida dell'UNI, che lascia al centro di tutto lo studente e la formazione che ad esso deve essere impartita: fornire una preparazione che soddisfi le aspettative esplicite ed implicite degli studenti,delle famiglie e del mondo del lavoro; partire da un percorso formativo che venga da una riorganizzazione delle strutture, che sia condivisa in ogni suo livello e in ogni singolo componente, per un tutt'uno solido ed efficiente. Affrontare quindi ogni processo attraverso studi, analisi e verifiche in un sistema coordinato e coerente che non eroghi servizi inutili. Il tutto soddisfacendo le esigenze di un mercato in continuo cambiamento con decisioni basate sui dati riscontrabili sul campo. Il servizio formativo, che rappresenta il prodotto del sistema di gestione per la qualità, comprende, oltre al processo formativo vero e proprio, anche i cosiddetti servizi di contesto, o di supporto, ovvero servizi quali l’orientamento in ingresso, il tutorato, il job placement, ecc... che a essa vanno associati per garantire l’efficacia del servizio formativo. I valori fondamentali derivanti dall’applicazione (e dall’eventuale certificazione) della norma UNI EN ISO 9001:2000 sono la capacità di: - tenere costantemente sotto controllo e di migliorare la qualità del processo di formazione;
- assicurare le parti interessate che il processo di formazione sarà sempre coerente con la politica per la qualità che la struttura formativa ha definito e ha formalizzato in un documento ufficiale.
Inoltre essa garantisce: - che i continui cambiamenti siano correttamente gestiti;
- di rispondere alla crescenti richieste di credibilità e di sicurezza da parte degli studenti e del mondo del lavoro;
- di fornire la necessaria trasparenza dei processi della struttura formativa;
- di consolidare un’etica di gestione conforme alle strategie formative dell'Università.
All’incontro hanno partecipato un centinaio di addetti ai lavori, dei quali tre quarti in rappresentanza del mondo accademico, provenienti dal 40% delle università italiane. Le sedi presenti erano: Bergamo, Bologna, Brescia, Cagliari, Camerino, Cassino, Catania, Ferrara, Firenze,Macerata, Messina, Milano, Padova, Palermo, Perugia, Pescara, Piemonte Orientale, Reggio Calabria, Roma, Sassari, Torino, Urbino, Venezia, Viterbo.
15/06/2006 |