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Governare le nanotecnologie in Italia

Si è svolto lo scorso 3 luglio a Roma il convegno "Governare le nanotecnologie in Italia", organizzato da AIRI (Associazione italiana per la ricerca industriale) e dal suo centro Nanotec IT - Centro Italiano per le nanotecnologie.
Numerose le istituzioni e gli enti patrocinatori: il Ministero Università e Ricerca, il Ministero Sviluppo Economico, il Comitato nazionale per la biosicurezza e biotecnologie della Presidenza del Consiglio dei Ministri, CNR, ISPESL, UNI, Istituto Superiore di Sanità.

Tra gli obiettivi della giornata quello di mettere a punto anche in Italia -coinvolgendo ricerca pubblica e imprese- una Iniziativa Nazionale per le Nanotecnologie, allo scopo di mobilitare risorse economiche adeguate, razionalizzare l’uso di tali risorse e orientare l’attività verso obiettivi prioritari condivisi.
Come mostrato dal "2° Censimento Nanotec IT delle nanotecnologie in Italia", presentato nell’ambito del convegno, le nanotecnologie sono una realtà importante anche in Italia: gli investimenti pubblici in questo settore nel 2005 possono essere stimati intorno a 60 milioni di euro, più di 160 le organizzazioni coinvolte, circa 7000 le pubblicazioni scientifiche, più di 4000 le persone attive nella ricerca e sviluppo sulle nanotecnologie.

Accanto ad un consistente impegno che coinvolge gli enti di ricerca e le università nazionali, il convegno ha mostrato chiaramente l'importanza che questo settore riveste per l'industria italiana, non solo per l’enorme potenziale di innovazione e sviluppo di queste tecnologie, ma anche per gli importanti risultati già raggiunti. Basta ricordare le numerose ricerche ed applicazioni citate durante la giornata: una nuova generazione di laser a lunghezza d'onda variabile; nuovi chip (per decoder digitali) basati su tecnologie sotto i 100nm; nuovi microscopi a sonda capaci non solo di osservare ma anche di manipolare la materia a livello molecolare; DNA chip, veri e propri laboratori in miniatura per analisi biologiche; nuovi materiali piu robusti e leggeri e con migliori proprietà termiche per i settori trasporti, sicurezza e difesa; sensori (per esempio per gli airbag delle automobili); sensori biochimici per migliorare la sicurezza e per il controllo ambientale; micro sistemi di combustione; nuovi sistemi di illuminazione a basso consumo/alta efficienza; addittivi per aumentare l'efficienza di carburanti; nuovi catalizzatori per l'industria chimica e altro ancora.

Nel quotidiano, le nanotecnologie vengono utilizzate anche nel settore dei cosmetici e delle creme solari ad altissima protezione UV (ottenuta grazie all'uso di nanoparticelle di ossido di titanio e zinco), nei coloranti e lacche per il settore automobilistico (contenenti nanoparticelle come addittivi antigraffio), nel settore dell'abbigliamento in tessuti con proprietà antibatteriche e funghicide realizzati grazie all'uso di nanofibre d'argento e nanoparticelle ottenute da materiali naturali, in biciclette ultraleggere e resistenti con nanocompositi a base di nanotubi di carbonio...

La cooperazione ed il coordinamento a livello nazionale ed internazionale, un dibattito equilibrato e bilanciato tra tutti gli attori dello sviluppo tecnologico e con la società, il sostegno delle attività di ricerca nel campo della sicurezza sono tra gli elementi fondamentali per realizzare una governance credibile ed efficace dello sviluppo delle nanotecnologie.

Anche in Italia è fondamentale una azione di coordinamento. Il punto di partenza è quello di individuare da una parte i settori industriali prioritari (per i quali cioè tali tecnologie sono o saranno un fattore determinante di competizione e sviluppo sotto il profilo di mercato e occupazione) e le loro prospettive di crescita ed evoluzione in funzione dell’utilizzo delle nanotecnologie, dall’altra una idonea strategia e organizzazione a livello nazionale, che va dalla programmazione al finanziamento, dalle direttrici alle potenzialità della ricerca...).
Fondamentale sarà anche la messa a punto di una strategia volta ad assicurare uno sviluppo delle nanotecnologie che tenga nel dovuto conto le problematiche di sicurezza per l’uomo e per l’ambiente.


07/07/2006



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