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Il pieno, per favore

Viaggiando in auto attraverso l'Europa troviamo senza problemi i carburanti per fare il pieno e proseguire, ma non siamo pienamente consapevoli del fatto che questo è possibile grazie alla "standardizzazione" dei carburanti da autotrazione. Nelle stazioni di servizio -più precisamente sulle pompe di benzina- sono spesso applicate delle piccole etichette che indicano le norme tecniche di riferimento. Un esempio:

  • EN 228:2004 "Automotive fuels - Unleaded petrol - Requirements and test methods" (pubblicata come norma nazionale UNI EN 228:2004 "Combustibili per autotrazione - Benzina senza piombo - Requisiti e metodi di prova")
  • EN 589:2004 "Automotive fuels - LPG - Requirements and test methods" (pubblicata come norma nazionale UNI EN 589:2004 "Combustibili per autotrazione - GPL - Requisiti e metodi di prova")
  • EN 590:2004 "Automotive fuels - Diesel - Requirements and test methods" (pubblicata come norma nazionale UNI EN 590:2004 "Combustibili per autotrazione - Gasolio per motori diesel - Requisiti e metodi di prova").

Le prime edizioni delle norme europee furono pubblicate nel 1993 e -da allora- revisionate in più occasioni. Successivamente adottate da Paesi non europei, tali norme furono inserite nella direttiva 2003/17/CE che definisce la qualità e le caratteristiche di impatto ambientale della benzina e del combustibile diesel.

La tendenza più recente è quella di ricercare combustibili alternativi e -in particolare- biocarburanti. Come regola generale, i costi di produzione dei biocarburanti sono più elevati rispetto a quelli dei carburanti fossili (carbone, petrolio, gas naturale), ma il recente innalzamento dei prezzi di questi ultimi ha rinnovato l'attenzione nei confronti dei carburanti alternativi. Allo scopo di incentivare l'utilizzo dei biocarburanti, le autorità stanno anche esaminando l'attuale sistema di tassazione dei carburanti per autotrazione. Oltre a ciò, altre importanti considerazioni stanno facendo crescere l'attenzione su questi temi:

  • la direttiva 2003/30/CE all'articolo 3 indica che gli Stati membri dovrebbero provvedere affinché una percentuale minima di biocarburanti e di altri carburanti rinnovabili sia immessa sui loro mercati e a tal fine stabiliscono obiettivi indicativi nazionali (il valore di riferimento per questi obiettivi è pari al 2% di tutta la benzina e del diesel per trasporti immessi sul mercato entro il 31 dicembre 2005 e pari al 5,75% entro il 31 dicembre 2010);
  • il Protocollo di Kyoto. Entrato in vigore nel 2005, è un accordo internazionale sull'ambiente siglato nella città giapponese nel dicembre 1997 da oltre 160 paesi durante la Conferenza COP3 della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici ed il riscaldamento globale. L'accordo prevede, per i paesi industrializzati, una riduzione delle emissioni inquinanti (biossido di carbonio e altri cinque gas serra) del 5,2% rispetto a quelle del 1990, nell'arco temporale 2008-2012. È anche previsto lo scambio (acquisto e vendita) di quote di emissione di questi gas;
  • la sicurezza nella fornitura energetica.

Anche il CEN -Comitato europeo di normazione- sta contribuendo al raggiungimento di questi obiettivi con la messa a punto di norme tecniche sui combustibili alternativi. In seno al comitato tecnico CEN/TC 19 "Gaseous and liquid fuels, lubricants and related products of petroleum, synthetic and biological origin" le parti interessate (fabbricanti di automobili, compagnie petrolifere e produttori di biocarburanti) hanno elaborato due norme europee sul biodiesel degne di nota, recepite dall'UNI come UNI EN 14213:2004 "Combustibili per riscaldamento - Esteri metilici di acidi grassi (FAME) - Requisiti e metodi di prova" e UNI EN 14214:2004 "Combustibili per autotrazione - Esteri metilici di acidi grassi (FAME) per motori diesel - Requisiti e metodi di prova".
Oltre a facilitazioni commerciali e all'abbassamento dei costi di produzione, con le nuove norme il mercato del biodiesel ha visto un incremento della produzione del 65% nel periodo 2004-2005.

Allo stesso tempo sono partiti i lavori per lo sviluppo di specifiche sul bioetanolo: il progetto di norma europea prEN 15376 "Automotive fuels - Ethanol as a blending component for petrol - Requirements and test methods" fornisce le caratteristiche dell'etanolo come un componente da miscelare al carburante. Oggi l'uso dell'E85 -un carburante approssimativamente composto per l'85% da etanolo- rimane una nicchia di mercato che sta però crescendo progressivamente: in alcuni Paesi UE come Spagna e Svezia questo tipo di carburante può essere utilizzato da automobili adattate. Il CEN Workshop Agreement CWA 15293:2005 "Automotive fuels - Ethanol E85 - Requirements and test methods" pubblicato dal Comitato europeo di normazione tratta le specifiche tecniche per questo tipo di carburante.

Un'altra nicchia di mercato è quella degli emulsion fuels. Questo carburante diesel tipicamente usato da categorie specifiche di veicoli pesanti (come ad esempio gli autobus urbani) aiuta a ridurre l'inquinamento atmosferico nelle grandi città. La mancanza di specifiche europee sulle emulsioni di carburante è stata un incentivo per la messa a punto del CWA 15145:2004 "Automotive fuels - Water in diesel fuel emulsions for use in internal combustion engines - Requirements and test methods" (vedi notizia).

Tutte queste attività normative -escluso il settore degli emulsion fuels- hanno ricevuto il mandato della Commissione europea e sono di supporto alle politiche comunitarie.

Guardando al futuro, il CEN BT/WG 149 "Liquid and gaseous alternative fuels" ha elaborato un rapporto nel quale identifica le norme tecniche europee da sviluppare nel settore, allo scopo di incentivare il loro utilizzo nel territorio europeo per migliorare la qualità dell'aria e ridurre le emissioni inquinanti causate dal traffico veicolare.

Combustibili per trazione: tutte le norme on-line
Dallo scorso luglio UNI ha attivato il servizio di consultazione on-line delle norme del settore combustibili per trazione all’interno del proprio sistema UNICoNTO, che consente la consultazione - a pagamento, tramite un canone annuo o pluriennale - dei testi integrali in formato elettronico PDF (vai all'articolo).


Per informazioni tecniche:
UNI
Comparto Beni di consumo e materiali
e-mail: beniconsumo@uni.com

17/10/2006

 



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