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La sicurezza degli accendini… ora anche a prova di bambino

Gli accendini sono prodotti che, soprattutto se utilizzati dai bambini in modo improprio, possono provocare incidenti spesso gravi. Secondo stime ufficiali, nella UE ogni anno l’uso improprio degli accendini da parte dei bambini causa da 1500 a 1900 infortuni gravi, e circa 40 decessi da incidenti con il fuoco causati da bambini che giocano con questi prodotti. Questi incidenti possono essere sensibilmente ridotti mediante l’adozione, a livello comunitario, di misure appropriate per garantire standard elevati di protezione della salute e della sicurezza dei consumatori, soprattutto di quelli più piccoli.

In questa direzione si è mossa la Commissione europea, che con la decisione dell’11 maggio 2006 ha prescritto a ciascuno Stato membro di adottare, entro dieci mesi dalla notifica della decisione stessa (cioè dall’11 marzo scorso), provvedimenti affinché siano immessi sul mercato solo accendini “a prova di bambino”.

Fermo restando che tutti gli accendini che vengono immessi sul mercato devono essere sicuri e rispettare i requisiti di qualità, affidabilità e sicurezza previsti dalla norma UNI EN ISO 9994:2006 “Accendini - Specifiche di sicurezza” (che stabilisce anche specifiche procedure per i test di fabbricazione) la decisione della Commissione dichiara inoltre che si considerano sicuri per i bambini gli accendini conformi ad una norma europea adottata in Italia dall’UNI come norma UNI EN 13869:2003 “Accendini - Accendini: dispositivo di sicurezza per bambini - Requisiti di sicurezza e metodi di prova”.

Per accendini “a prova di bambino”, si intendono quelli progettati e prodotti in modo che, in condizioni di un utilizzo ragionevolmente prevedibile, non possano essere azionati da bambini di età inferiore ai 51 mesi a causa, ad esempio, della forza necessaria per azionarli o per le loro caratteristiche costruttive o per il sistema di protezione del meccanismo d’ignizione oppure per la complessità o la sequenza delle operazioni necessarie all’accensione.

Proprio a questo scopo la norma prevede infatti che gli accendini siano dotati di un dispositivo di sicurezza che non permetta ai bambini al di sotto dei cinque anni di azionarli e stabilisce un metodo di prova mediante il quale questi prodotti vengono sottoposti al tentativo ripetuto di accensione da parte di un panel di 100 bambini: solo se l’85% dei tentativi darà esito negativo allora gli accendini potranno essere considerati sicuri, anche se la supervisione da parte degli adulti - i quali non devono mai tenere gli accendini a portata dei bambini - rimane comunque di fondamentale importanza.
I rapporti di prova sui test effettuati, contenenti - tra le altre informazioni - una descrizione dettagliata delle prove eseguite e dei risultati ottenuti, l’identità dell’organizzazione che ha effettuato tali prove, la descrizione dei modelli sottoposti a test e tutta la documentazione necessaria, dovranno essere tenuti a disposizione da parte del produttore per essere esibiti in caso di richiesta delle Autorità competenti (pena il ritiro dal mercato degli accendini stessi).

La decisione della Commissione vieta inoltre la commercializzazione dei cosiddetti “accendini fantasia”, ovvero quegli accendini che assomigliano ad oggetti in grado di attirare l’attenzione dei bambini. In questa definizione rientrano, ad esempio, gli accendini la cui forma ricorda personaggi dei cartoni animati, giocattoli, armi, orologi, telefonini oppure che producono musica, luci lampeggianti o che presentano oggetti in movimento e che quindi comportano un elevato rischio di utilizzo improprio da parte dei bambini.

I requisiti di sicurezza imposti dalla decisione della Commissione, interessano circa il 97% degli accendini venduti ogni anno nella UE, inclusi quelli “usa e getta “ in plastica e gli accendini in metallo a basso costo, che rappresentano la tipologia di accendini più a rischio per l’appropriazione da parte dei bambini.

La decisione non si applica agli accendini ricaricabili per i quali i produttori forniscono - a richiesta delle autorità competenti - la necessaria documentazione relativa alla corretta progettazione, produzione e commercializzazione in modo da tale da garantire un utilizzo sicuro per almeno cinque anni, la riparabilità e la garanzia scritta del fabbricante.

Dopo Stati Uniti d’America, Canada, Australia e Nuova Zelanda, dove l’introduzione di norme ad hoc sulla sicurezza ha ridotto sensibilmente il numero di incidenti, anche gli Stati membri della UE devono ora assicurare l’immissione sul mercato di accendini sicuri “a prova di bambino”. E per far questo la Commissione europea ha indicato ora un utile strumento: la norma tecnica UNI EN 13869:2003.


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24/04/2007




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