È stata recentemente pubblicata in sede internazionale la nuova norma ISO 14065:2007, che proprio in queste settimane è in fase di recepimento come norma UNI e che sarà presto tradotta anche in lingua italiana. Tale norma si aggiunge al pacchetto di norme tecniche già esistenti messe a punto con l’obiettivo di far fronte alle problematiche connesse ai cambiamenti climatici e per supportare lo scambio delle quote di emissioni (il cosiddetto sistema di Emissions Trading).
Poco più di un anno fa (marzo 2006) era stata infatti pubblicata la norma UNI ISO 14064:2006 - suddivisa in tre parti - relativa alle dichiarazioni e alle verifiche delle emissioni di gas a effetto serra (GHG). Con il termine Gas ad effetto serra (o GHG - GreenHouse Gas) si intende il “costituente gassoso dell’atmosfera, sia naturale sia di origine antropica, che assorbe ed emette radiazioni a specifiche lunghezze d’onda all’interno dello spettro della radiazione infrarossa emessa dalla superficie terrestre, dall’atmosfera e dalle nubi” (come definito dalla UNI ISO 14064). La prima parte di questa norma, da utilizzare a livello della singola organizzazione, contiene le specifiche e la guida per la quantificazione e la rendicontazione delle emissioni di GHG e della loro rimozione. Nella seconda parte viene trattata la realizzazione di progetti di riduzione delle emissioni di GHG, mentre la terza parte fornisce le linee guida per la validazione e la verifica delle asserzioni dell’organizzazione. A completare questo quadro normativo è ora disponibile anche la nuova norma ISO 14065:2007 che stabilisce i requisiti specifici che devono rispettare gli organismi di verifica e di validazione delle emissioni di GHG al fine di garantirne, non solo la competenza, ma anche l'indipendenza, la capacità gestionale e un'organizzazione adeguata. Tali requisiti devono essere presi in considerazione per la fase di accreditamento o di altro tipo di riconoscimento di questi organismi. Gli organismi di validazione e di verifica delle emissioni di gas serra sono responsabili della preparazione di una valutazione oggettiva delle asserzioni relative ai GHG e devono fornire una dichiarazione scritta a garanzia di quanto dichiarato in tali asserzioni. Lo scopo della validazione o della verifica delle emissioni di gas a effetto serra è quello di accrescere la fiducia di chi si trova a dover far fronte ad asserzioni o a dichiarazioni pubbliche relative ai GHG, sul fatto che gli organismi che forniscono le dichiarazioni siano realmente competenti, che abbiano un sistema di gestione imparziale e fondato su basi solide. Entrambe le norme affrontano, a livello di normativa tecnica, uno dei grandi temi al centro dei dibattiti internazionali sul futuro ambientale del nostro pianeta, in accordo ai principi internazionali del protocollo di Kyoto e degli altri programmi di riduzione delle emissioni. I principali obiettivi delle due norme si possono così riassumere: - sviluppare strumenti flessibili e neutrali da utilizzare sia in ambito volontario sia cogente
- promuovere e armonizzare le migliori pratiche
- supportare l’integrità ambientale delle asserzioni delle emissioni di gas serra
- assistere le imprese nella gestione dei rischi e delle opportunità collegate ai gas serra
- facilitare lo sviluppo e l’attuazione di progetti relativi alla riduzione delle emissioni di GHG.
Secondo quanto dichiarato da Domenico Santino del Centro Ricerche Casaccia di ENEA e membro del gruppo di lavoro UNI "Sistema di gestione ambientale": "lo sviluppo di normative a livello internazionale nell’ambito delle emissioni di gas ad effetto serra, fornirà senz’altro un valido contributo allo sviluppo del processo attualmente in atto per proseguire il percorso indicato dal Protocollo di Kyoto. Tale processo sarà probabilmente caratterizzato da due importanti aspetti. Il primo consisterà nel tentativo di coinvolgere gli attuali grandi assenti: gli Stati Uniti, che non hanno ratificato il Protocollo di Kyoto, ed i grandi paesi del terzo mondo in rapida espansione economica, che non hanno vincoli nell’ambito del Protocollo stesso. Il secondo aspetto riguarderà i limiti alle emisioni, che necessariamente saranno più restrittivi se si vuole affrontare il problema dei cambiamenti cliamatici in modo efficace, e l’Europa in questo campo sta svolgendo un ruolo di protagonistra assoluto. Pertano la presenza di un organico e coerente quadro normativo - condiviso ad un livello internazionale più ampio di quello che condivide il Protocollo di Kyoto - creerà un contesto favorevole affinchè il maggior numero possibile di Paesi venga coinvolto negli sforzi per fronteggiare i cambiamenti climatici”. La nuova ISO 14065 è stata elaborata da un gruppo di lavoro composto da circa 70 esperti internazionali provenienti da 30 differenti Paesi - tra cui l’Italia - e da organizzazioni collegate, come l’International Accreditation Forum (IAF) e alla presenza di un rappresentante della Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici delle Nazioni Unite (UNFCCC). “I partecipanti al Forum Economico Mondiale di Davos del 2007 - ha commentato il segretario generale dell’ISO Alan Bryden - si sono trovati pienamente d’accordo sul fatto che i cambiamenti climatici rappresentano oggi la minaccia principale a livello mondiale. Le nuove norme ISO 14064 e ISO 14065 sono la testimonianza del grande impegno profuso dall’ISO per sviluppare e promuovere strumenti pratici che contribuiscano concretamente allo sviluppo sostenibile del pianeta”. Per informazioni commerciali:
Diffusione UNI tel. 02 70024.200, fax 02 5515256 e-mail: diffusione@uni.com
17/07/2007 |