Quello della sicurezza in ospedale è uno dei temi più delicati in campo sanitario. Basti considerare che - come riferisce l'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) - gli errori in medicina provocano circa 90 morti al giorno e che il reparto più a rischio è la sala operatoria: qui, infatti, si registra il 32% dei decessi. Proprio per questo diviene basilare garantire elevati livelli di sicurezza, partendo dagli strumenti utilizzati per ridurre al minimo la diffusione degli agenti infettivi da e verso le ferite operatorie dei pazienti, contribuendo così alla prevenzione delle infezioni delle ferite post-operatorie.
Stiamo parlando dei teli chirurgici, dei camici e delle tute, sui quali è dedicata la serie di norme UNI EN 13795, che intende garantire lo stesso livello di sicurezza dal vestiario e dai teli chirurgici monouso e riutilizzabili per tutta la durata della loro vita utile. La norma, focalizzata sui requisiti essenziali pertinenti derivati dalla direttiva europea sui dispositivi medici 93/42/CEE, è suddivisa in tre parti: la parte 1 specifica le caratteristiche pertinenti da valutare per i tre tipi di prodotti citati e la parte 2 specifica i metodi di prova. La parte 3, recentemente pubblicata in versione italiana, suddivide le prestazioni in normali ed elevate: queste ultime sono, ad esempio, quelle in cui è presente un’estensiva esposizione a liquidi, sollecitazioni meccaniche o dove si prevedono interventi prolungati. Per ottenere la conformità alla serie di norme, i teli chirurgici, i camici e le tute devono soddisfare tutti i requisiti e i livelli prestazionali specificati proprio nella parte 3, fra i quali citiamo, tra gli altri, la resistenza alla penetrazione microbica, la pressione di scoppio e la resistenza alla trazione. Per informazioni commerciali: Diffusione UNI tel. 02 70024.200, fax 02 5515256 e-mail: diffusione@uni.com
20/09/2007 |