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Martedì grasso: le regole UNI per un carnevale sicuro

Migliaia di bambini in tutta Italia (ma in realtà anche adulti) si preparano a festeggiare il carnevale con maschere, costumi, allegri travestimenti e "botti". Ma quali sono le insidie che si nascondono dietro la maschera? L'UNI, che attraverso l'elaborazione delle norme tecniche UNI EN 71 e UNI EN 14035 ha definito le regole per un "carnevale sicuro", suggerisce alcune precauzioni da adottare prima di acquistare oggetti con i quali ci si vuole mascherare o "botti" da usare durante i festeggiamenti.

Le norme sopracitate identificano i rischi e propongono le misure adatte a prevenirli. Uno dei principali pericoli delle maschere, ad esempio, è quello del soffocamento. Per quelle che coprono integralmente il volto, occorre fare attenzione che siano realizzate in materiale impermeabile e che abbiano un’apertura di almeno 1 cm x 13 cm, oppure due fori di superficie equivalente (cioè con un diametro di circa 3 cm) distanti l'uno dall'altro almeno 15 cm. Per quanto riguarda il rischio di danneggiamento degli occhi, le maschere non devono avere bordi taglienti, punte acuminate, parti libere.

Nelle maschere realizzate secondo la norma UNI EN 71, queste caratteristiche devono permanere anche dopo che la maschera stessa sia stata sottoposta alle prove di torsione, trazione, resistenza alla caduta, resistenza all'urto, compressione.
Le prove consistono - rispettivamente - nelle seguenti azioni:

  • torsione: viene impugnata la maschera tra indice e pollice e torta di 180°. Dopo aver mantenuto la posizione per 10 secondi, l'oggetto viene riportato alla forma originaria e l'operazione ripetuta dalla parte opposta;
  • trazione: dopo avere fissato la maschera con appositi morsetti, si applica gradualmente nell'arco di 5 secondi una forza di trazione di 90 newton che viene mantenuta per 10 secondi;
  • resistenza alla caduta: la maschera viene orientata nella posizione che può causare l’impatto più sfavorevole e lasciata cadere da un'altezza di 85 centimetri su una piastra di acciaio. L'operazione viene ripetuta per 5 volte;
  • resistenza all'urto: si colloca la maschera nella posizione più vulnerabile su una superficie d'acciaio, quindi viene fatta cadere su di essa una sfera metallica di 1 chilo da un'altezza di 10 centimetri;
  • compressione: la maschera viene compressa da un disco metallico del diametro di 3 centimetri che applica gradualmente nell'arco di 5 secondi una forza di 110 newton che viene mantenuta per 10 secondi.

Infine, per evitare che venga fatto un uso improprio da parte dei bambini di quelle maschere che simulano strumenti di protezione come i caschi da moto, elmi dei vigili del fuoco ed elmetti da lavoro, deve essere chiaramente riportata (anche sull'imballaggio) l'avvertenza: "Attenzione! Questo è un giocattolo. Non fornisce protezione".

L'altro rischio delle maschere - ma soprattutto dei costumi di carnevale veri e propri, delle parrucche, delle barbe e dei baffi finti- è quello dell'infiammabilità. Le norme UNI vietano l'uso di materiali fortemente infiammabili. Per garantire il necessario livello di sicurezza per gli oggetti rivestiti di pelo, capelli, nastri o fili che vengono a contatto diretto con la persona, per le maschere, e per mantelli, cappucci e costumi da maschera, vengono eseguite prove di resistenza alla fiamma in funzione della caratteristiche dei diversi prodotti.

Per quanto riguarda gli artifici da divertimento, attualmente la vendita di quelli a minore potenziale (che possono essere utilizzati al chiuso o all'aperto anche in aree urbane) è libera da restrizioni, mentre per i veri e propri "botti" esistono forti limitazioni e controlli lungo tutta la filiera: dall'autorizzazione alla produzione, alla licenza di vendita in esercizi specializzati dotati di adeguate sicurezze, fino alla necessità del porto d'armi o di un'autorizzazione della questura per l'acquisto, il trasporto, la detenzione e l'uso. In attesa che venga recepita a livello nazionale la nuova direttiva europea, l'acquisto e la vendita di questi prodotti è ancora regolata dalla legge italiana che classifica gli "artifici da divertimento" nella quarta e quinta categoria.

A livello nazionale l’UNI ha pubblicato la serie di norme tecniche UNI EN 14035 con l’obiettivo di definire e rafforzare comuni misure di sicurezza definendo i parametri per la progettazione, la costruzione, l'imballaggio primario e le prove dei fuochi artificiali.

Le norme della serie UNI EN 14035- una trentina circa in tutto- oltre a fornire le indicazioni per una corretta classificazione, stabiliscono specifici metodi di prova per ciascun tipo di fuoco artificiale: serpentelli, castagnole, petardi saltellanti, girandole, fiammiferi scoppiettanti, bengalini a mano etc.
Per festeggiare in sicurezza, al di là delle principali regole di buon senso UNI consiglia di comprare i fuochi d'artificio solo in negozi autorizzati e non sulle bancarelle, al mercato o da persone comuni, di scegliere sempre prodotti in confezioni sigillate, che riportino i dati del produttore o dell'importatore o del distributore e le istruzioni di sicurezza (in particolare: non tenere in tasca, usare 1 alla volta, tenere lontano dal corpo, non usare su superfici infiammabili, usare all'aperto, non usare in presenza di vento...).

Secondo le norme UNI, i fuochi d'artificio da divertimento sono sicuri se:

  • non possono accendersi accidentalmente per frizione o sfregamento;
  • la quantità di esplosivo è conforme ai parametri previsti per quel tipo di prodotto;
  • l'effetto pirotecnico è ritardato di alcuni secondi dall'accensione;
  • l'effetto pirotecnico e le eventuali fiamme si devono autoestinguere;
  • le impugnature devono avere una lunghezza tale da impedire le scottature.

Le norme prevedono un metodo di prova per verificare la sicurezza di questi prodotti (affinché non causino incendi). La prova viene effettuata facendoli funzionare orizzontalmente a una distanza di 20 centimetri (120 nel caso che il prodotto sia per uso in esterni) sopra un foglio di carta quadrato di 75 centimetri di lato, sul quale naturalmente cadono tutte le scintille: il foglio non deve prendere fuoco né deve venire bucato (sono ammessi buchi solo nel caso che il prodotto sia per uso in esterni).


Per informazioni commerciali:

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tel. 02 70024.200, fax 02 5515256
e-mail: diffusione@uni.com

31/01/2008




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