Un recente convegno organizzato a Milano sul tema ‘In bici da Milano in Fiera e all’Idroscalo’ ha fatto emergere un dato interessante: l’uso della bicicletta negli ultimi 10 anni è aumentato del 150%. Questo fatto richiama la necessità di utilizzare mezzi sicuri, stabili, resistenti, il tutto garantito e facilmente verificabile e identificabile dal consumatore da un'apposita etichetta. Stanno infatti diffondendosi le "biciclette europee a norma", progettate e costruite secondo le nuove norme europee UNI che definiscono una serie di requisiti sulla sicurezza e i parametri costruttivi ai quali i produttori si stanno adeguando. I telai e le forcelle dovranno essere sottoposti a dei veri e propri crash-test mentre i sistemi frenanti devono poter garantire precisi spazi di arresto a seconda del modello e delle dimensioni della bicicletta. Le due ruote “a norma” sono facilmente riconoscibili in quanto devono riprodurre - in punti visibili e in modo indelebile - il numero della norma europea di riferimento, il nome del fabbricante o del responsabile della distribuzione.
Con le nuove norme, recepite da tutti i Paesi europei, i cicloamatori dispongono quindi di un valido strumento per identificare, scegliere e acquistare biciclette sicure. Le norme sono: - UNI EN 14764 "Biciclette da città e da trekking - Requisiti di sicurezza e metodi di prova"
- UNI EN 14765 "Biciclette da ragazzo - Requisiti di sicurezza e metodi di prova"
- UNI EN 14766 "Mountain bike - Requisiti di sicurezza e metodi di prova"
- UNI EN 14781 "Biciclette da corsa - Requisiti di sicurezza e metodi di prova"
Spazio di arresto Una bicicletta da corsa a norma che viaggia alla velocità di 25 km/h su terreno asciutto, deve arrestarsi entro i 6 metri, mentre sul bagnato, a una velocità di 16 km/h, lo spazio di frenata dovrà essere massimo di 5 metri. Integrità di telai e forcelle Le norme fissano anche alcuni parametri per determinare l’integrità strutturale di telai e forcelle mediante prove di laboratorio. Un criterio che ha guidato i lavori di preparazione delle norme è stato quello di scegliere metodi di prova ripetibili e ragionevolmente eseguibili da tutte le realtà produttive. In tema di sicurezza sulle due ruote, le norme UNI disciplinano i requisiti tecnici anche di accessori quali caschi - oggi largamente diffusi ed utilizzati dai cicloamatori - seggiolini porta bambini, e portapacchi. Caschi protettivi I “caschi sicuri” per la pratica del ciclismo sono quelli conformi alla norma tecnica europea UNI EN 1078 e si riconoscono perché marcati appunto con l’indicazione EN 1078 e con la sigla CE. I caschi da bicicletta “a norma” devono avere le seguenti caratteristiche: - essere leggeri, ventilati, facili da mettere/togliere, utilizzabili con gli occhiali, rivestiti internamente con materiali non irritanti;
- non limitare la capacità uditiva;
- l’ampiezza del campo visivo deve essere almeno pari a 105° in orizzontale, 25° verso l’alto nonché 45° verso il basso;
- la larghezza del sottogola deve essere almeno di 1,5 cm per evitare il rischio di taglio e di strangolamento.
Seggiolini porta bambini Per trasportare i più piccoli (bambini di età approssimativa tra i 9 mesi i 5 anni) è necessario munirsi di un seggiolino che presenti i seguenti requisiti, contenuti nella norma UNI EN 14344: - i seggiolini vengono classificati in base al peso del bambino e al loro posizionamento: da 9 a 22 kg è la capacità di trasporto di quelli montati dietro il ciclista, da 9 ad un massimo di 15 kg è quella per i seggiolini montati tra manubrio e sella;
- le estremità, gli angoli, le sporgenze devono essere arrotondate, ripiegate o protette con un rivestimento in plastica o similare per evitare il rischio di ferite;
- particolare attenzione va anche prestata alle parti piccole componenti il sedile, che possono essere staccate e ingerite dai più piccoli.
Portapacchi Per stabilire i requisiti di sicurezza e le prestazioni per la progettazione e le prove dei portapacchi destinati all’installazione permanente sulle biciclette, è stata pubblicata la norma UNI EN 14872 (presto disponibile anche in lingua italiana). Un elemento importante del portapacchi è la classificazione, che deve essere attribuita dal fabbricante in base alla massima capacità portante alla quale esso è destinato e che può variare dai 10 fino ai 25 kg a seconda del tipo di portapacchi (anteriore o posteriore, montato sul cannotto reggisella o sul telaio…). A titolo di esempio: se il portapacchi è destinato al trasporto di un seggiolino per bambini progettato per essere fissato sulla piattaforma di un portapacchi posteriore normale e classificato per un peso da 9 a 15 kg secondo la norma EN 14344, la capacità portante massima del portapacchi dovrà essere di almeno 18 kg. Il portapacchi non deve avere bordi taglienti che possano entrare in contatto con le mani o con le gambe del ciclista o della persona trasportata, inoltre tutte le viti devono essere provviste di dispositivi di bloccaggio adatti. La norma non specifica le dimensioni dei portapacchi ma si limita a raccomandare che quelli posteriori normali delle classi di carico 18 e 25 kg a cui potrebbe essere attaccato un seggiolino per bambini, devono disporre di una piattaforma per portapacchi di larghezza compresa tra i 12 cm e i 17 cm e mezzo. Posteriormente i portapacchi devono essere dotati di dispositivi di illuminazione o devono comunque essere predisposti alla loro installazione. La norma specifica inoltre una serie di prove alle quali il portapacchi deve essere sottoposto per verificare che tutti i requisiti di sicurezza siano rispettati (prove di resistenza, di rilevamento delle sporgenze e delle fessure, di carico dinamico e di carico statico). Caschi, seggiolini e portapacchi a norma si riconoscono perché riportano - oltre al numero della norma di riferimento - il nome o il marchio del fabbricante, la data e il mese di fabbricazione.
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21/05/2008 |