di Annita Pappagallo Presidente Onorario ANRA Essere imprenditori, si sa, significa assumersi dei rischi. L'importante - aggiungiamo noi che pratichiamo il risk management - è non assumersi rischi di entità tale da mettere in crisi l'azienda. Parliamo ovviamente di rischi che possono portare perdite o danni e, conseguentemente, incidere sui profitti, sulle quote di mercato dell'azienda o danneggiarne l'immagine. Di rischi di questo tipo l'azienda ne corre moltissimi: tanto per fare alcuni esempi, si va dall'incendio degli stabilimenti al furto delle merci, dagli infortuni del personale ai danni a terzi, dai danni e costi a seguito di un inquinamento, all'interruzione di attività di uno o più stabilimenti, etc.. Ma non esistono le assicurazioni per questo? Certo, ma l'assicurazione non rappresenta la panacea di tutti i mali: quando si subisce un danno, l'avrete probabilmente sperimentato anche voi con la vostra autovettura, raramente si è risarciti interamente di tutti i costi, le spese affrontate e del tempo perduto nel ripararla. E poi: l'assicurazione è un costo. è un costo certo contro l'incertezza che avvenga o meno il danno che può influire negativamente sul bilancio della società. E' proprio necessario questo costo? Possiamo farne a meno o diminuirlo? Per rispondere a queste domande è necessario capire meglio il rischio, valutare se lo si può affrontare con le risorse umane e finanziarie a disposizione: in una parola, se lo si può gestire tanto da minimizzare i costi per dominarlo e ridurre le perdite nel caso in cui il danno accada. Per raggiungere questi obiettivi ci è di supporto una metodologia, il risk management, che ci porta a seguire un percorso ben definito, a fare delle riflessioni obbligate. In sintesi, si tratta di ragionare secondo uno schema che si sviluppa secondo sette fasi:
- individuazione delle risorse a disposizione dell'azienda;
- individuazione dei rischi che corre l'azienda;
- valutazione di questi rischi: se sono gravi, in entità o frequenza;
- controllo di questi rischi al fine di prevenirli o ridurli;
- assunzione in proprio - in tutto o in parte - dei rischi finanziariamente sostenibili;
- trasferimento dei rischi a terzi o all'assicuratore;
- monitoraggio nel tempo dell'evoluzione dei rischi e del programma di risk management messo in atto.
Ma allora si finisce col fare quello che si faceva già, andare dall'assicuratore? Si poteva cioè far a meno di romperci la testa con tutte queste riflessioni! Non è affatto vero. Con queste riflessioni ci si è fatta un'idea molto più circostanziata del rischio che l'azienda corre. Lo si è compreso, fatto proprio, modificato a proprio vantaggio con misure di prevenzione; si riesce così ad individuare che tipo di polizza è necessaria per coprire al meglio quella porzione di rischio che è rimasta sulle spalle dell'azienda. Si può quindi andare dall'assicuratore con le idee molto più chiare per chiedere una polizza "su misura" per il proprio rischio e far giustamente valere nella quantificazione del costo della polizza - il premio - l'analisi effettuata e le misure di prevenzione adottate. Ma non è finita: l'azienda e lo scenario in cui si muove si evolvono, e quindi anche i rischi mutano: il percorso del risk management è un cammino che non ha mai fine, va fatto e rifatto senza soste, vanno colti i primi segnali delle svolte, dei mutamenti, e modificare le decisioni già prese in modo che, quando il cambiamento avvenga, ci trovi preparati, e trovi l'azienda protetta. In questa fase, che abbiamo definito "di monitoraggio", ci sono di estremo supporto i sinistri che colpiscono l'azienda. è infatti solo ed esclusivamente nella gestione del sinistro che ci si rende conto se la polizza è stata centrata: cioè se i rischi individuati sono stati correttamente coperti, sia come tipologia sia come valorizzazione. Se si punta - come in genere avviene - esclusivamente al recupero del danno subito, senza riflettere sulle cause, sulle modalità, sulla tipologia, sulla frequenza del sinistro e sui valori coinvolti, si finisce col disperdere gli insegnamenti utili che dal sinistro si possono ricavare per il trattamento dei rischi dell'azienda ed i suggerimenti per la messa a punto di procedure e per modifiche comportamentali così da impostare una gestione aziendale sempre più affinata al raggiungimento degli obiettivi prefissati, in termini di profitto, quota di mercato e immagine. |