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Risk management

Risk management e scelte aziendali

di Maurizio Castelli
Pirelli SpA Risk Manager Europe, Middle East, Africa

In Italia stiamo vivendo un momento di grande presa di coscienza, da parte delle imprese, dell'importanza di un'attenta ed efficace politica di gestione dei rischi. Mi riferisco in particolare alle imprese di medie dimensioni e senza una tradizione di proiezione verso l'estero, in quanto la maggior parte delle grandi multinazionali, sotto la spinta delle loro stesse dimensioni e della visibilità dell'importanza attribuita in altri paesi al risk management sono già da tempo in linea con standards di buon livello.
La concentrazione, l'internazionalizzazione ed i processi di privatizzazione sono alcuni dei fattori che stanno spingendo un numero sempre maggiore di aziende a dotarsi di una propria struttura di risk management e/o ad utilizzare consulenze di risk management. Una ricerca dello SPACE/Bocconi del 1993 aveva evidenziato una situazione purtroppo di retroguardia rispetto agli altri paesi europei, dove comunque la situazione è estremamente variegata. Si va da paesi come l'Inghilterra, all'avanguardia assoluta nel risk management, a paesi con poca tradizione ma attualmente in fase di fortissimo sviluppo come la Spagna, ed appunto l'Italia.

Ad oggi non possiamo ancora parlare di una coscienza professionale unica ed uniforme a livello europeo dei risk managers, ed è proprio la sua creazione una delle sfide più stimolanti per FERMA, la Federazione Europea dei Risk Managers, di cui sono stato presidente dal 1999 al 2001. Certamente comunque FERMA rappresenta già oggi un punto di riferimento ed un polo di aggregazione importante, soprattutto con il Forum organizzato a cadenza biennale già da 18 anni e che, dopo 9 edizioni tenute a Montecarlo, a partire dal 1999 ha iniziato a svolgersi a rotazione in grandi città europee; nel 1999 a Berlino e nel 2001 a Barcellona e spero con ancora maggiore successo nel 2003 a Roma.
Citavo prima la ricerca Bocconi del 1993. Certamente da allora in Italia si è registrata una notevole crescita, sebbene il potenziale di sviluppo sia ancora enorme. Uno dei fattori determinanti nella crescita è la sempre maggiore importanza della gestione strategica di vertice, che comporta tra l'altro la necessità di garantire agli azionisti un adeguato monitoraggio dei rischi e della loro copertura; si tratta quindi di uno degli elementi che può fungere da catalizzatore nel portare i paesi meno avanzati al livello degli altri, e nel creare un approccio più uniforme a livello europeo.
Come accennavo la crescente importanza del risk management in azienda comporta un utilizzo parallelo di strutture interne e di consulenze esterne. Indubbiamente la tentazione di esternalizzare questa funzione è molto forte per le aziende e l'offerta, in particolare da parte delle grandi aziende globali di brokeraggio assicurativo è sempre più aggressiva e qualificata. Tuttavia credo che le aziende debbano fare molta attenzione. Ci sono attività, come la gestione amministrativa delle polizze, o la gestione dei sinistri ripetitivi, che possono essere affidate a terzi e non ho alcuna critica da fare alle aziende che seguano questa strada.
Ma, ad esempio, la decisione su quali rischi debbano essere trasferiti ai mercati assicurativi, in che misura ed in quali forme, non può essere demandata a terzi, e deve essere gestita in azienda da professionisti altamente qualificati. Vi sono poi altre attività nel processo di risk management, quali ad esempio la definizione delle politiche di prevenzione, e la loro successiva gestione, che nessun terzo potrebbe nemmeno pensare di effettuare senza avere adeguati interlocutori in azienda. In definitiva, credo che un'opportuna "miscela" di gestione strategica interna e di supporto da operatori esterni sia la strada da seguire: una soluzione da calibrare attentamente, in relazione alle dimensioni ed alle problematiche specifiche di ciascuna azienda.
Da pochi mesi ho lasciato la carica di presidente FERMA; sono particolarmente orgoglioso di avere avuto questa carica in un periodo in cui la Federazione Europea si è completamente ristrutturata, dotandosi di un ufficio e di staff permanenti a Bruxelles, di un valido sito Internet, di un Forum biennale totalmente nuovo ed innovativo, di una "newsletter" trimestrale.
Tutti questi strumenti hanno reso possibile un ruolo molto più incisivo della federazione, che ha moltiplicato le iniziative volte alla formazione, alla comunicazione ed all'informazione sui temi di risk management.
Nel frattempo sono stato chiamato alla vice-presidenza esecutiva della IFRIMA, la federazione mondiale dei risk managers, e sono candidato alla presidenza alle elezioni che si terranno in questi giorni a New Orleans.
Al di la' del mio ruolo personale, mi piace pensare che questi ruoli di spicco di un italiano negli organi federativi internazionali di risk management, siano un ulteriore piccolo segno della crescita di questa professione nel nostro paese e del riconoscimento dato anche all'estero a tale crescita.




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