di Marco Terzago Risk Manager per Italia, Francia, Spagna, Belgio, Regno Unito - SKF Industrie S.p.A. A causa della sua forte specializzazione produttiva e della sua diversificazione territoriale, il Gruppo SKF ha adottato una particolare struttura organizzativa della funzione di risk management (d'ora in poi abbreviato con RM) articolata su tre diversi livelli: di gruppo, di holding nazionale, di singola unità produttiva. Il RM a livello di gruppo A livello di gruppo, il RM è affidato alla SKF Reinsurance Co. Ltd., (SKF RE) che è anche la compagnia di assicurazione interna del gruppo. SKF RE dipende a sua volta dalla Direzione della tesoreria di gruppo ed ha come compito specifico il coordinamento del processo di gestione dei rischi puri all'interno dell'intero Gruppo SKF. Attualmente l'attività di SKF RE si articola, fondamentalmente, in tre macro aree. - Attività di analisi finanziaria
SKF RE individua il limite di ritenzione, vale a dire l'ammontare massimo dei danni che le caratteristiche economico-finanziarie della Società consentono di sostenere senza ricorso a fonti esterne di finanziamento e che, quindi, può essere escluso dalle coperture assicurative. Questa attività viene effettuata misurando semestralmente il costo totale del rischio, che comprende il costo totale per premi pagati al mercato assicurativo/riassicurativo, i costi delle misure di prevenzione e protezione dai rischi, i costi dei sinistri non indennizzati (perché sotto franchigia o non coperti), i costi dei sinistri pagati da SKF RE, i costi di amministrazione della struttura di RM centrale e locale (vedi figura). 
- Attività di RM
SKF RE elabora i principi fondamentali cui il risk manager locale deve attenersi nell'attività di gestione dei rischi. Tali principi spaziano dall'identificazione dei rischi (attraverso l'elaborazione di veri e propri manuali e attraverso l'imposizione di modelli standard di rapporti di descrizione), all'attività di misurazione (attraverso l'imposizione di un sistema standard di valutazione denominato "SKF Blue Scoring" e attraverso una forte interazione tra struttura locale e centrale), all'attività di prevenzione/protezione dai rischi (attraverso l'elaborazione di principi guida e l'imposizione dei requisiti minimi di sicurezza). - Attività di gestione assicurativa
SKF RE, oltre che gestire il processo assicurativo all'interno del gruppo, cura anche i rapporti con il mercato riassicurativo professionale, preoccupandosi di ricercare i mercati e le forme tecniche più convenienti.
Il RM a livello di holding nazionale In tutti i paesi in cui il gruppo possiede attività produttive, SKF dispone di un risk manager locale, che si occupa della vera e propria gestione sul campo del processo di RM, fungendo da anello di collegamento tra SKF RE ed i direttori di stabilimento, quindi tra specifico rischio e struttura centrale. Il RM a livello di singola unità produttiva Infine, a livello di stabilimento, la gestione dei rischi è delegata ai singoli direttori di stabilimento, cui spetta fare prevenzione, individuare i rischi, quantificarli e segnalarne la presenza al risk manager locale. In tutta la loro attività, i direttori di stabilimento lavorano a stretto contatto con il risk manager locale, il quale, da un lato fornisce loro la sua esperienza e il suo know-how, dall'altro ne controlla l'operato. La gestione del rapporto centro-periferia Una struttura organizzativa della funzione di RM così articolata, per funzionare efficacemente ed efficientemente, ha necessariamente bisogno di opportuni incentivi che, nel caso specifico del Gruppo SKF, sono garantiti dall'allocazione delle responsabilità degli eventuali sinistri, dall'imposizione di opportune franchigie obbligatorie e dall'allocazione dei costi di prevenzione. Molto schematicamente, la gestione del rapporto centro-periferia, quindi, si può sintetizzare come segue. - La struttura centrale elabora i principi da seguire in sede di identificazione dei rischi (mappe dei rischi, manuali, modelli standard di rapporto), prevenzione (elaborazione ed imposizione dei requisiti minimi di sicurezza) e misurazione (la valutazione finale della portata dei rischi è sempre a cura della struttura centrale).
- Il risk manager locale ispeziona i diversi stabilimenti della sua area di competenza e, nel contempo, individua i rischi, ne valuta la portata (di comune accordo con il responsabile dello stabilimento e della struttura centralizzata), valuta le misure di prevenzione da adottare (secondo quanto stabilito dai requisiti minimi di sicurezza ed in base alla sua esperienza). A seguito di ogni ispezione, inoltre, consegna alla direzione di stabilimento e alla sede centrale un rapporto in cui elenca i rischi individuati e le misure di prevenzione da adottare.
- Il direttore di stabilimento, infine, nell'ambito delle disponibilità del proprio budget (eventualmente ampliate attraverso un finanziamento straordinario che può essere ottenuto solo quando il risk manager locale lo ritenga opportuno) ed in base alla propria esperienza e conoscenza delle caratteristiche dello stabilimento, valuta la priorità da attribuire alle diverse opere di prevenzione da attuare (conscio che, in caso di sinistro derivante da mancata prevenzione, le responsabilità economiche saranno a totale carico del suo stabilimento).
Il Gruppo SKF, multinazionale con maggioranza di capitale svedese e sede a Goteborg, è leader mondiale nel campo dei cuscinetti volventi e di numerosi altri prodotti ad alta tecnologia meccanica. Con circa 38.000 dipendenti e 80 stabilimenti, il Gruppo produce in 22 paesi ed è commercialmente presente in oltre 140. In Italia, il Gruppo SKF è presente con SKF Industrie S.p.A. di Airasca, RFT S.p.A. di Villanova d'Asti, SKF Multitec S.p.A. di Torino, GAMFIOR S.p.A. di Torino e OMVP S.r.l. di Villar Perosa. Indirizzo Internet: www.skf.it
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