di Roberto Ravaglia Coordinatore Comparto "Gestione aziendale" dell'UNI A livello europeo si sono finora svolti per gli enti normatori due incontri a Bruxelles nell'ultimo trimestre del 2001. Gli incontri avevano lo scopo principale di valutare il Libro Verde della Commissione europea, documento su cui erano chiesti commenti entro fine anno. Promotrice dei due incontri è stato l'ente normatore francese, l'AFNOR. Hanno partecipato rappresentanti di Italia, Francia, Regno Unito, Germania, Svezia, Svizzera, Belgio, Spagna, nonché rappresentanti dell'industria chimica, del TUTB (la Federazione europea dei sindacati) e della Commissione UE. Con queste due riunioni si volevano fondamentalmente raggiungere due obiettivi: quello di informare, per garantire una maggior conoscenza del problema e un maggior coinvolgimento a livello nazionale; quello di valutare le azioni possibili, da parte degli enti normatori. Il CEN ha preso atto dell'intenzione della Commissione UE con la pubblicazione del Libro Verde: convincere le imprese a spostare i propri obiettivi da un interesse puramente economico verso interessi che garantiscano prestazioni "economiche, sociali e ambientali". Per far questo la Commissione vuol far leva non solo sull'aspetto legislativo ma anche su quello normativo, lasciando gli enti normatori valutare la strada più adatta (non necessariamente le "norme") per ottenere il risultato voluto. Ricordiamo infatti che recentemente CEN e ISO hanno aperto le proprie aree di intervento ad altri documenti che si affiancano alle norme tradizionali, come già ricordato su questa rivista. Ci si riferisce, per esempio, alle Specifiche Tecniche (TS), ai Rapporti Tecnici (TR), alle Guide, ai CEN Workshop Agreement" (CWA) o altro da ipotizzare ancora. Nel corso del 2002 l'Unione Europea dovrebbe prendere atto delle risposte al Libro Verde e definire la propria strategia sul CSR. Il CEN, prima di attivarsi di conseguenza, sta chiedendo a tutti gli enti nazionali europei di evidenziare la problematica a livello locale e di tenere acceso il dibattito. Cosa stanno facendo attualmente gli enti normatori? O meglio, che cosa era emerso a fine 2001, visto che non c'è ancora stato un confronto successivo per l'aggiornamento? In Germania non si è fatto niente, perché la posizione governativa non intende lasciar spazio alla normativa volontaria finché non esiste nulla a livello legislativo. Il DIN attende pertanto il legislatore. Neppure gli enti normatori in Svezia, Svizzera, Belgio e Italia hanno prodotto qualcosa, nonostante l'interesse dichiarato. Si sono invece già mossi gli enti normatori francese, spagnolo e britannico, rispettivamente l'AFNOR, l'AENOR e il BSI. Per quanto riguarda l'AFNOR, promotore dei due incontri in sede CEN, è stato steso un rapporto, ma non c'è ancora stata una vera proposta di preparazione di norme. L'interesse francese sembra più orientato, in questa fase, a capire quale forma di pubblicazione potrebbe essere più opportuna a sostenere l'argomento. L'AENOR ha istituito un Comitato Tecnico sull'etica alla fine del 2000. Nel giro di un paio d'anni intende preparare norme generali e particolari su "Ethics management system" e "Social responsibility investing". Le norme vorrebbero proporre a varie strutture, a partire dalle banche, i criteri per gli investimenti sociali. Il BSI è coinvolto nel progetto SIGMA, il cui obiettivo non è produrre norme, bensì mettere ordine in un mondo che si fa sempre più complicato tra ISO 9000, ISO 14000, OHSAS, Guida ISO 72, SA 8000, AA 1000, norme nazionali presenti o programmate, ecc. A questo punto un breve sguardo è opportuno anche nell'ambito della normativa cogente dei vari Paesi europei. Ricordiamo pertanto che in Belgio e in Italia sono stati fatti progetti per promuovere un'etichetta sociale (social label). Inoltre Italia, Germania e Paesi Bassi hanno dei rapporti annuali sulla situazione relativa alla responsabilità sociale. Una disposizione legislativa esiste anche in Francia. Con queste premesse, che intenderà fare il CEN nel 2002, dopo aver messo a punto alcune risposte al Libro Verde della Commissione, considerato con grande interesse? Il Libro Verde enfatizza la necessità di strumenti volontari, norme o simili, nei settori chiave: gestione e organizzazione aziendale, verifiche ispettive, informazioni all'utente e al consumatore, ecc ... Ci si chiede innanzitutto quali forme di pubblicazione potrebbero essere più opportune e quali protagonisti del mercato debbano primariamente essere coinvolti per trascinare tutti gli altri. è naturale che un tema di questo tipo, per la sua stessa natura, non può ammettere alcuna assenza ai lavori. Ma proprio per la sua portata, anche geografica, un programma di attività CEN potrebbe essere troppo limitato e potrebbe essere ragionevolmente sostituito da un programma ISO, sede più opportuna per operare senza esclusioni di interessi. Norme, specifiche, rapporti o guide devono poter essere coerenti con leggi e direttive, e devono essere sufficientemente incisive per raggiungere il medesimo obiettivo. Nessuna intenzione è stata manifestata finora di stabilire livelli separati o gerarchici di CSR. Non si esclude la costituzione di un gruppo di lavoro CEN permanente, o con obiettivi a lungo termine, che potrebbe appartenere al CA o al BT. L'aspetto attuale è prevalentemente politico e questo ipotetico gruppo, come primi obiettivi, dovrebbe:
- essere in grado di raccogliere posizioni nazionali;
- tentare di preparare una posizione CEN;
- curare costantemente le strategie della Commissione UE, aiutando ad impostarle, prima della loro definizione e operando di conseguenza, una volta definite.
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