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 | La responsabilità sociale delle imprese |  |  | |
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Il contributo di Parma Consulting
| di dott. Piero Riccardi Amministratore Unico di PARMA CONSULTING S.r.l. e Consulente e Docente SA 8000 (articolo scritto in esclusiva per UNI.com) Ho conosciuto il sig. Innocenzo Fontana nella veste di Amministratore delegato di un'azienda da noi accompagnata nel percorso della implementazione del sistema qualità. Nel tempo libero, egli ricopre la carica di amministratore di Reggio Terzo Mondo (R.T.M.), Organizzazione non governativa con sede a Reggio Emilia e operante in Madagascar dal 1960, oltre che in Kosovo ed in Palestina.
Sig. Fontana, cosa sono le O.N.G. e quali sono le loro finalità? Le ONG sono organizzazioni senza scopo di lucro, formate da persone di varia estrazione (religiosa, laica o altra) che operano sul territorio nazionale o all'estero secondo le scelte originarie o del momento. Il loro fine è quello di promuovere la cooperazione e lo sviluppo nei paesi poveri. Ricevono fondi dal Governo, dall'Unione Europea, da Aziende, Enti e privati. Quando e come è nata l'Organizzazione di cui fa parte? RTM è nato circa 30 anni fa grazie a Don Mario Prandi, sacerdote reggiano, fondatore delle "Case della carità" e dell'ordine delle suore Carmelitane minori della Carità. E la scelta di operare in Madagascar? Come sempre all'origine di una scelta vi sono una serie di circostanze. Nel 1956 una suora della carità, dopo vari contatti con i Saveriani di Parma, andò in Madagascar assieme ad un gruppo di missionari reggiani. Li diedero vita alle prime missioni e case della carità. Quali Progetti avete condotto a termine? RTM opera ad Antananarivo e verso il sud, cioè nella zona più popolata. Abbiamo operato nel campo ospedaliero costruendo un ospedale ad Ampasimajeva con oltre 180 posti letto, ora in via di espansione ed il cui finanziamento è sostenuto quasi interamente dalla Diocesi di Reggio Emilia e dalle offerte che ci pervengono (il Governo Malgascio fornisce un solo medico da pochi anni, ma non contribuisce a nessuna spesa). Abbiamo operato nel campo dell'istruzione costruendo scuole; nel campo della sicurezza alimentare costruendo silos per il riso e distribuendo ogni anno circa 20.000 q.li in oltre 35 centri; nel campo dell'agricoltura comprando terreni e costruendo campi, pozzi, canali irrigui, stalle, fornendo sementi e macchine agricole; nel campo della forestazione, riforestando aree deforestate a causa di incendi, e disboscamenti; abbiamo creato scuole di agraria e insegnato a coltivare ed allevare; abbiamo creato la città dell'artigianato ad Ambositra insegnando a lavorare il legno ed i metalli ed a fabbricare oggetti di piccolo artigianato; abbiamo organizzato il microcredito attraverso la Banca Etica per finanziare coloro che hanno necessità di denaro per le più svariate ragioni. Come opera un'Organizzazione non governativa? RTM opera col Ministero Affari Esteri (MAE), Unione Europea (UE), Caritas ed Enti pubblici. Generalmente il processo è il seguente: - Verifica sul posto, con l'aiuto dei Missionari, dei Volontari in loco, delle Diocesi e della popolazione locale, sulle necessità della comunità.
- Studio fattibilità del "progetto", (cioè che rientri negli schemi previsti o dal MAE o della UE, e che la Comunità locale sia intenzionata a collaborare ed a reperire una parte dei fondi) e voto del Consiglio per l'approvazione. Se positivo, un esperto, sulla base di schemi forniti da MAE e UE, stende il progetto.
- Questo, corredato delle garanzie del finanziamento parziale delle controparti locali, viene sottoposto agli organismi finanziatori che possono approvarlo o no.
- Una volta approvato il progetto ed il finanziamento (normalmente il 50%) RTM riceve una prima trance di denaro ed inizia la ricerca del personale necessario (medici, infermieri, ingegneri, agronomi, forestali, insegnanti, ragionieri, gestori di progetto disposti a stare sul posto almeno due anni consecutivi senza rientro).
- Inizia poi la fase della formazione sia tecnica sia linguistica e la predisposizione di ogni cosa per l'avvio del progetto.
- Con l'invio delle persone sul posto si da inizio al progetto le cui attività e spese vanno rendicontate mensilmente alla ns. sede, dotata di una contabilità generale e di progetto, che provvede poi a sua volta, a scadenze prefissate, a rendicontarle agli Enti finanziatori che forniscono poi i successivi acconti fino alla chiusura del progetto.
- A compimento del Progetto RTM non abbandona il campo ma continua, a sue spese, con l'aiuto dei missionari, ad assistere la comunità locale.
- Nel caso delle attività artigianali, RTM si occupa anche del microcredito in modo da finanziare coloro che vogliono svolgere attività in proprio o in associazione e, attraverso la "coop. Ravinala", comprando il prodotto con i principi anzidetti.
Quante persone operano in R.T.M.? In sede a Reggio Emilia, vi sono 10 persone tra dipendenti e collaboratori a contratto, nell'ufficio di coordinamento ad Antananarivo ci sono 7 dipendenti locali oltre al responsabile ed ai Volontari sui progetti, a Klina (Kosovo) ci sono 5 dipendenti e 5 collaboratori oltre al personale locale, ingaggiato secondo le esigenze del momento. Nei 30 anni di attività in Madagascar abbiamo inviato oltre 150 " Volontari" e investito oltre 70 miliardi di lire. Recentemente abbiamo iniziato ad operare anche in Kosovo (progetti zootecnici, di educazione alla pace, di animazione) ed in Palestina, ora ferma per i noti fatti con un progetto di "educazione alla pace". | Operare in paesi del terzo mondo non deve essere cosa semplice. Ci racconti la sua esperienza in Madagascar. Le principali difficoltà sono quelle con le Istituzioni e i Governi. In Madagascar abbiamo oggi un accordo preciso che regola i nostri rapporti, soprattutto circa le importazioni di materiale, ma non è stato facile. Un'altra difficoltà enorme è il reperimento di Volontari disponibili, competenti, affidabili, che sappiano il francese o l'inglese. Altra difficoltà è quella di operare in posti in cui manca tutto (infrastrutture e servizi) con inevitabili conseguenze sui tempi. Con la popolazione locale non vi sono mai stati problemi, essendo i Malgasci pacifici, miti e molto ospitali. Avete in loco contatti o l'appoggio di altre Organizzazioni sia governative sia non governative? Abbiamo ottimi rapporti con molte organizzazioni operanti in loco (lo scorso anno abbiamo organizzato un convegno presso RTM al quale hanno partecipato organizzazioni Francesi, Svizzere, Belghe, Spagnole ed Americane) ma poi non ci sono altri momenti operativi comuni, per la tipologia stesa degli interventi. Abbiamo invece l'appoggio, la collaborazione ed anche interventi economici da parte delle comunità locali interessate ai progetti. La sua organizzazione ha avuto o ha contatti con le aziende straniere operanti in Madagascar? Purtroppo non ci sono aziende italiane che operano laggiù e noi non abbiamo comunque contatti con le aziende, proprio per il tipo di lavoro che facciamo. L'industria, inoltre, occupa soltanto il 6,7% di addetti. Dalla vostra esperienza in Madagascar, come le aziende vivono il dialogo con gli interlocutori esterni? Non abbiamo esperienza in merito in loco ma le abbiamo in Italia. Quando si acquista materiale per queste finalità si impatta in atteggiamenti diversi; ci sono aziende che sentono la responsabilità sociale e quindi agiscono di conseguenza con alcune agevolazioni, ovviamente limitate ed altre che trattano l'affare e basta. Spesso le imprese operano in nazioni dove i diritti umani sono violati. Avete avuto esperienze dirette? In questi paesi gli abusi e le violazioni sono, purtroppo, la regola per diversi motivi: - la scarsità o nullità di controlli da parte dello Stato,
- l'abbondanza di manodopera disposta a tutto pur di lavorare,
- le paghe molto basse che costringono i lavoratori a cercare, dopo il lavoro " normale" altri lavori irregolari.
La sensibilizzazione ai temi sociali ha evidenziato la nascita di un nuovo consumatore cosiddetto "etico", capace, attraverso nuovi atteggiamenti di acquisto, di condizionare i comportamenti delle Aziende. Come l'ONG affronta il tema dell'informazione e quali sono i suoi principali interlocutori? Il cittadino è stato tenuto all'oscuro delle malefatte di molte aziende per troppo tempo. Il consumatore informato, invece, favorendo le aziende dotate di un comportamento etico, è strategico nella scelta delle politiche aziendali. Per questo l'opera di sensibilizzazione ed informazione delle ONG che operano in questi paesi è fondamentale. Le ONG adottano tutti gli strumenti possibili di informazione (notiziari, conferenze, convegni, articoli su stampa specializzata); i mezzi però, sono pochi e i bilanci arrivano al pareggio con grandi difficoltà. Da alcuni anni, però, diverse aziende hanno creato "partnership" con Associazioni Onlus abbinando i loro prodotti ai vari progetti di sviluppo di queste associazioni; questo può essere un fattore strategico per creare un circolo "virtuoso". Come possono intervenire le imprese per riqualificare la concorrenza senza creare squilibri nella cooperazione e nello sviluppo nel mondo? In tutta sincerità credo sia molto difficile che ciò avvenga. Certamente l'adozione di un codice etico con l'adesione alla certificazione SA 8000 rappresenta uno strumento efficace a patto che ci sia: - una vigilanza ed un controllo attento e rigoroso dell'Ente certificatore
- una informazione immediata al pubblico, nelle forme più efficaci, circa l'ottenimento e la perdita della certificazione da parte dell'azienda
- una sorta di costrizione morale sulle Aziende non sensibili alla certificazione.
Lei ha citato la Norma SA8000; Crede che la sua adozione possa agevolare questo processo di armonizzazione? Come in tutte le cose, dipende dalla convinzione delle persone che governano le aziende. Molto dipenderà anche dai vantaggi che ne deriveranno o meno alle aziende stesse che, se non saranno costrette da una legge, in caso di risultati non buoni, vedranno questa norma come un balzello dannoso o per lo meno inutile e se ne sbarazzeranno. Certo è che ogni cosa che vada nella direzione di una maggiore responsabilità sociale agevola ed accelera questo processo. Quali sono a Suo modo di vedere i punti di forza della Norma ed i suoi punti di debolezza? I punti di forza, credo, siano insiti nella norma stessa e nei temi in essa trattati, ma soprattutto nella sua grande diffusione e applicazione. I punti di debolezza li ho detti prima. E per il futuro, RTM quali progetti ha in serbo? Per il futuro stiamo preparando: a) per il Madagascar - un progetto per la realizzazione di un laboratorio per la fabbricazione di protesi ortopediche ad Ambositra - un progetto per la riforestazione a Zafimaniry - un progetto relativo allo sviluppo dell'artigianato, commercio equo e solidale e del credito artigianale per sostegno di associazioni artigiane ad Ambositra - un progetto per la formazione rurale e la promozione femminile a Tsiroanomandidy - un progetto per lo sviluppo agricolo e l'educazione igienico - nutrizionale b) in Kosovo - un progetto di educazione alla pace per i prossimi tre anni - un progetto per lo sviluppo agro - zootecnico. | Torna all'indice |
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