di Roberto Ravaglia Coordinatore Comparto "Gestione aziendale" dell'UNI È impossibile trovare una definizione universalmente accettata per questo concetto. Esistono in letteratura varie proposte e varie interpretazioni, ma nessuna può, al momento, ritenersi più autorevole di altre. Inoltre al concetto di "responsabilità sociale", se ne affiancano spesso altri, apparentemente sinonimi, come "sviluppo sostenibile", "integrità aziendale", approccio "triple-bottom-line", eccetera. Anche l'abbreviazione CSR, dall'inglese "Corporate Social Responsibility", è spesso utilizzata. Dovendo spiegare in breve il valore attribuibile alla responsabilità sociale da parte delle imprese che si vantano di perseguire questo scopo, bisognerebbe riassumere le varie definizioni in un concetto di questo tipo, non certo di immediata comprensione: "Al fine di evidenziare la propria gestione responsabile nei confronti della popolazione e dell'ambiente in cui operano, le imprese integrano nei propri interessi commerciali e nelle proprie operazioni gli aspetti sociali ed ambientali su base volontaria, ed estendono questa preoccupazione anche a tutti coloro che, identificabili sotto il termine anglosassone di "stakeholder", portano interessi all'impresa stessa, cioè influenzano il suo comportamento o sono influenzati da esso." Le imprese compiono pertanto un investimento sul capitale umano ed ambientale, che coinvolge anche le condizioni di salute e di sicurezza sul lavoro dei lavoratori ad ogni livello. Il COPOLCO, nel gruppo di lavoro che ha preparato un rapporto all'ISO sulla protezione del consumatore nel mercato globale, ha raccolto alcune definizioni, presentandole con alcuni commenti. Quella del "World Business Council on Sustainable Development" può essere approssimativamente tradotta come il tentativo di un "business" di contribuire allo sviluppo economico sostenibile, tramite il coinvolgimento degli operatori, delle loro famiglie, della comunità locale e della società nella sua accezione più ampia, con il fine di migliorare la qualità della vita. In quest'ottica la responsabilità sociale si associerebbe alla crescita economica e all'ecologia per contribuire allo "sviluppo sostenibile". Un'altra definizione insiste più sul collegamento delle decisioni legate alla responsabilità sociale con il "business" derivato dai valori etici del rispetto degli strumenti legali e della popolazione, delle Comunità e dell'ambiente. Più semplicemente, il "Canadian Centre for Philanthropy" vede questo termine come un insieme di pratiche di gestione aziendale che massimizzano gli impatti positivi e minimizzano quelli negativi legati alle proprie operazioni. La "Corporate social responsibility Newswire" la definisce invece "l'integrazione di tutte le operazioni di mercato e di tutti i valori in cui sono rispettati gli interessi di tutte le parti coinvolte, includendo i clienti, i dipendenti, i finanziatori e l'ambiente." Non resta che lasciare ad ognuno la scelta della definizione che piace di più... Tutte queste definizioni sembrano comunque ruotare attorno al concetto di "triple-bottom-line", uno schema ambizioso per misurare e registrare le prestazioni aziendali sotto il profilo economico, sociale e ambientale. Entrato ormai nel linguaggio degli addetti ai lavori, l'approccio "triple-bottom-line" significa che le imprese dovrebbero sviluppare investimenti sostenibili e decisioni societarie partendo dalla base (bottom), perseguendo simultaneamente tre obiettivi (triple-line): - un'equità sociale
- una qualità ambientale
- una prosperità economica.
La Commissione europea, nel suo Libro Verde, sottolinea come questo concetto debba andare ben oltre il mero rispetto della legislazione vigente. L'incoraggiamento allo sviluppo di questo interesse dovrebbe portare addirittura ad una crescita aziendale, in base agli aspetti positivi che compensano abbondantemente l'apparente incremento dei costi. Questi aspetti positivi sono la trasparenza, la miglior immagine sociale che si ripercuote anche sulle possibilità più elevate di ottenere finanziamenti, il miglioramento delle condizioni di lavoro e lo sfruttamento ottimale delle risorse umane, che consentono prestazioni migliori o minor assenteismo, eccetera. Facendo leva su queste voci è possibile, è intenzione della Commissione, ed è interesse di ogni cittadino, avvicinare le imprese con convinzione alla responsabilità sociale. |