L’emanazione della terza edizione della norma ISO 9001, quella che viene denominata Vision 2000, ha creato innumerevoli problemi in conseguenza di situazioni aziendali molto variegate. Il problema principale, in ordine di importanza per le aziende che avevano attuato il sistema di gestione in conformità alla ISO 9001 del 1994 e successivamente optato per la sua certificazione, è stato quello di decidere il passaggio alla nuova edizione della norma che presentava concetti innovativi fra i quali, il più importante, quello del riferimento ai processi.
La lentezza con la quale, in una fase iniziale, le organizzazioni hanno proceduto a prendere in proposito la decisione ad attuare questo cambiamento ha fatto temere che molte di esse, soddisfatte dai risultati conseguiti con la conformità all’edizione del 1994 si potessero astenere da affrontare il passaggio che, nella maggior parte dei casi, avrebbe reso necessario l’intervento di consulenze e perciò la necessità di sostenere nuovi costi. Per fortuna, man mano che ci si avvicinava al termine del 15 dicembre stabilito, con efficacia mondiale, dall’IAF, per il passaggio del riferimento certificativo dalla precedente alla nuova edizione della norma, la situazione cambiava per cui si può ritenere che, salvo casi numericamente non rilevanti, la quasi totalità delle organizzazioni avrà aggiornato il proprio sistema garantendone in pieno la sua validità. Ciò sarà bene perché anche se alcuni requisiti di notevole importanza, previsti con chiarezza della Vision 2000, erano sottintesi nella precedente edizione della norma ed erano rispettati dagli operatori più diligenti e più oculati, la conformità alla nuova norma da garanzia della loro concreta osservanza.
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