La sicurezza stradale è uno dei temi maggiormente trattati dai media. Le tristemente famose “stragi del sabato sera” hanno costituito oggetto di dibattito sociale, politico, culturale e tecnico, a tutti i livelli dell’organizzazione del tessuto della società e dello Stato. Nella maggioranza dei casi l’attenzione si focalizza al comportamento dei conducenti, in determinate condizioni psico-fisiche, nella loro abilità e capacità ad affrontare le situazioni al contorno dell’autoveicolo, quali il traffico, la visibilità notturna, la presenza di centri abitati o di territori impervi, ma anche all’interno dell’autoveicolo, quando il mezzo diventa un ambiente per “fare salotto” e per divertirsi.
È così che giustamente si fa riferimento al Codice della Strada ed alla sua osservanza, quale primaria forma di prevenzione di vittime e di incidenti in generale. A diversi livelli si sono adoperate istituzioni, organizzazioni, associazioni, comitati, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’assurdità della statistica che vede nel mondo occidentale la strada quale voce primaria di decesso dei giovani. D’altra parte, le stesse case automobilistiche hanno sostenuto un’evoluzione straordinaria negli ultimi anni, concentrando una parte importante della loro creatività ad individuare soluzioni tecnologiche in un ottica di prevenzione, sia di protezione passiva sia di protezione attiva, spesso con l’ausilio dell’elettronica, che si evidenzia nella selva di acronimi sempre più utilizzati quale comunicazione alla clientela, per individuare un tipo di frenata, una tecnologia di airbag o una meccanica aderenza alla strada. Lo scorso anno la rivista U&C ha trattato proprio l’argomento delle applicazione della normazione al mondo dell’automobile. Ma se il primo elemento è l’uomo e il secondo è la macchina, il terzo elemento è la strada, e la sua sicurezza. Anche in questo tema UNI ha qualcosa da raccontare, perché le strade sono il risultato di un processo di progettazione, realizzazione e manutenzione, che coinvolge infrastrutture, prodotti e componenti, che sono, nella maggioranza dei casi, oggetti codificati in norme tecniche volontarie. Nel presente Dossier, dopo il doveroso punto di vista dell’ACI, vengono illustrate alcune applicazioni che riguardano la sicurezza stradale. È chiaro che la tematica è talmente vasta che l’intervento non può essere omnicomprensivo, però è indicativo come la tematica presenti aspetti di intervento normativo differenziato, nella sua trasversalità dalle metodologie del calcolo strutturale, alle attrezzature stradali (asfalti, barriere, muri di sostegno) all’illuminazione e alla telematica del traffico. E allora si chiude il cerchio, nell’ormai consueto gioco delle parti che individua nell’integrazione tra i regolamenti cogenti e le norme volontarie la via, per non dire la strada o l’autostrada, per garantire la sicurezza del cittadino e auspicare un futuro più protetto ai nostri figli. Quella integrazione che non viene ancora mai sufficientemente impiegata e sviluppata. |