Una risposta certa alla crescente domanda di rispetto per l’ambiente da parte dei consumatori
Il termine certificazione ambientale, in modo un po’ improprio, delinea il concetto della applicazione di un sistema di gestione ambientale ad un’impresa (o a qualsiasi altra “organizzazione”) e della successiva certificazione, da parte di un ente indipendente, che attesta la conformità di detto sistema ai requisiti della norma UNI EN ISO 14001. In realtà, quando si parla di ISO 14000, si fa riferimento ad una famiglia di circa venti norme sulla gestione ambientale, delle quali la ISO 14001 è soltanto la “punta di diamante”. Come noto, la certificazione ISO 14001 non si riferisce in alcun modo alla qualità ambientale di un prodotto (se non in modo indiretto, presumendo che, chi ha un sistema di gestione ambientale funzionante in modo corretto, ha anche una produzione più attenta alle necessità di salvaguardia ambientale) ma si concentra sugli aspetti gestionali dell’impresa. Esiste però un’ulteriore esigenza da parte del mercato e dei consumatori: come riconoscere i prodotti eco-compatibili? Non esiste naturalmente una risposta esaustiva, anche perché è difficile definire lo stesso concetto di compatibilità ambientale per un prodotto. Molto è stato fatto però, in ambito scientifico, con la definizione della metodologia della valutazione del ciclo di vita (LCA), codificata nelle norme della serie ISO 14040 (vedere prospetto 1), e che è l’unica base riconosciuta per valutare l’impatto ambientale complessivo di un prodotto in tutte le fasi della sua vita, dall’estrazione delle materie prime di cui è composto fino allo smaltimento dei rifiuti prodotti a “fine-vita”. | Prospetto 1 - Norme della serie ISO 14040 sulla valutazione del ciclo di vita dei prodotti | | Riferimento | Titolo | | UNI EN ISO 14040 | Gestione ambientale - Valutazione del ciclo di vita - Principi e quadro di riferimento | | UNI EN ISO 14041 | Gestione ambientale - Valutazione del ciclo di vita - Definizione dell'obiettivo e del campo di applicazione e analisi dell'inventario | | UNI EN ISO 14042 | Gestione ambientale - Valutazione del ciclo di vita - Valutazione dell'impatto del ciclo di vita | | UNI EN ISO 14043 | Gestione ambientale - Valutazione del ciclo di vita - Interpretazione del ciclo di vita | ISO/TR 14047 (Technical Report)
| Gestione ambientale - Valutazione del ciclo di vita - Esempi di applicazione della ISO 14042 | ISO/TS 14048 (Technical Specification)
| Gestione ambientale - Valutazione del ciclo di vita - Formato della documentazione dei dati | ISO/TR 14049 (Technical Report)
| Gestione ambientale - Valutazione del ciclo di vita - Esempi di applicazione della ISO 14041 per la definizione dell’obiettivo e campo di applicazione e l’analisi dell’inventario |
Qualsiasi forma di certificazione ambientale di prodotto e i relativi marchi che ne danno evidenza ai consumatori, devono tenere conto dei risultati di questo tipo di valutazione. Nella classificazione ISO dei possibili sistemi di etichettatura ambientale di prodotto (vedere prospetto 2), il tipo I, definito dalla UNI EN ISO 14024, prevede una certificazione indipendente basata sulla verifica del rispetto di una serie di criteri ambientali. | Prospetto 2 - Norme ISO sulle asserzioni ambientali di prodotto | | Riferimento | Titolo | | UNI EN ISO 14020 | Etichette e dichiarazioni ambientali - Principi generali | | UNI EN ISO 14021 | Etichette e dichiarazioni ambientali - Asserzioni ambientali auto-dichiarate (Etichettatura ambientale di Tipo II) | | UNI EN ISO 14024 | Etichette e dichiarazioni ambientali - Etichettatura ambientale di Tipo I - Principi e procedure | ISO/TR 14025 (Technical Report)
| Etichette e dichiarazioni ambientali - Dichiarazioni ambientali di Tipo III |
Il Regolamento Ecolabel è lo schema volontario di etichettatura ambientale di tipo I nato in seno alla Comunità Europea nel 1992 e rivisto nella sua versione attuale nel 2000. L’Ecolabel si basa sul Regolamento CE n. 1980/2000 che individua lo schema, i ruoli e le responsabilità e le regole di utilizzo del “fiore”, e su una serie di decisioni successive che delineano i criteri ambientali da rispettare per ogni categoria di prodotto. Questi criteri prevedono il superamento di alcune prove e il soddisfacimento di limiti alle emissioni gassose e agli scarichi idrici anche più restrittivi dei limiti legislativi. I metodi di prova prescritti dall’Ecolabel sono spesso norme tecniche UNI, CEN o ISO. Ad oggi, i prodotti che possono essere etichettati secondo l’Ecolabel sono i beni di largo consumo riportati nel prospetto 3. | Prospetto 3 - Categorie di prodotto attualmente coperte dal Regolamento Ecolabel | | Categoria di prodotto | | Ammendanti | | Aspirapolvere | | Calzature | | Carta per copie | | Computer portatili | | Coperture dure per pavimenti | | Detersivi multiuso e per servizi sanitari | | Detersivi per bucato | | Detersivi per lavastoviglie | | Detersivi per piatti lavaggio a mano | | Frigoriferi | | Lampadine | | Lavatrici | | Lavastoviglie | | Materassi | | Mobili | | Personal computer | | Pitture e vernici | | Prodotti tessili | | Servizio di ricettività turistica | | Televisori | | Tessuto carta |
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| È disponibile un elenco aggiornato dei titolari del marchio alla pagina web dell'Ecolabel sotto la voce awards: http://europa.eu.int/ecolabel/
In Italia l’Organismo Competente per l’attuazione del Regolamento Ecolabel (e dell’EMAS) è il Comitato per l’Ecolabel e l’Ecoaudit, costituito da rappresentanti dei Ministeri dell’Ambiente e Tutela del Territorio, delle Attività Produttive, della Salute, dell’Economia e delle Finanze. Il suo funzionamento è regolamentato dal DM 413/95. Nel mandato attuale, che copre il triennio 2003-2005, è strettissima la collaborazione tra l’UNI ed il Comitato, in quanto i Ministeri hanno rilevato l’importanza di un rapporto più stretto tra istituzioni pubbliche e private in campo ambientale per quanto riguarda le tematiche di normazione e certificazione. Appena insediato il nuovo Comitato si è attivato sia nel rilasciare il fiore Ecolabel ai richiedenti che dimostrano di rispettare i criteri ambientali, sia nel promuovere i prodotti Ecolabel presso i consumatori.
Ad oggi l’Italia è leader per numero di licenze Ecolabel rilasciate in Europa, numeri ancora bassi ma che mostrano una notevole crescita negli ultimi anni. A fronte di circa cinquanta licenze rilasciate ai produttori italiani sono infatti più di mille i nostri prodotti già etichettati Ecolabel, in particolare nei settori delle calzature, della carta per copie, dei detersivi, dei prodotti tessili, del tessuto carta e delle vernici. L’Ecolabel, in quanto marchio ambientale di tipo I, secondo la classificazione ISO, presenta alcuni vantaggi per il consumatore: - si tratta di un marchio selettivo per cui premia soltanto i prodotti che realmente hanno un vantaggio per l’ambiente,
- è visibile sulle confezioni dei prodotti per cui il consumatore non deve fare altro che individuare i prodotti con il “fiore” dell’Unione Europea e può essere sicuro che tutte le prove sui prodotti sono state superate sotto l’attento controllo di un organismo super partes.
Inoltre, dato non meno importante, tutti i criteri Ecolabel partono da un altro assunto fondamentale: per essere ambientalmente sostenibili, i prodotti non devono soltanto rispettare dei criteri ambientali, ma devono innanzitutto essere adatti all’utilizzo previsto. Per questo vengono effettuate prove prestazionali sui prodotti, smentendo ogni possibile dubbio sul fatto che per favorire il rispetto dell’ambiente ne debba necessariamente risentire la qualità del prodotto. Ed anche per queste prove, le norme UNI forniscono i riferimenti ufficiali per i metodi da utilizzare per verificare le prestazioni dei prodotti. Per esempio, nel caso dei prodotti vernicianti, deve essere innanzitutto misurata la resa delle vernici sulla base del potere coprente a norma ISO 6504-1 o dell’opacità a norma ISO 6504-3, la pittura deve poi essere resistente ai liquidi secondo la norma UNI EN ISO 11998, resistente all’acqua secondo la norma UNI EN ISO 2812-1 e superare le prove di adesione UNI EN ISO 2409 e di abrasione UNI EN ISO 7784. Superate queste prove, la vernice deve infine essere testata per valutarne, mediante ulteriori metodi, le caratteristiche prettamente ambientali. L’attenzione del mondo Ecolabel in questo periodo si sta spostando dai prodotti al primo “servizio” che può fregiarsi del fiore: la ricettività turistica. Sono infatti stati approvati i criteri ambientali per le strutture alberghiere ed è iniziata una vera e propria campagna di sensibilizzazione con convegni, riunioni ed incontri con i soggetti interessati. I più importanti complessi turistici italiani si stanno attivando per rispettare i criteri e darne evidenza ai consumatori, per cui è già tanta la curiosità di sapere quale sarà il primo albergo “Ecolabel” italiano. Dagli alberghi si passerà poi ai campeggi per i quali sono allo studio in ambito comunitario i criteri ambientali. La leadership europea del turismo si gioca anche e soprattutto sul rispetto dell’ambiente ed un paese a vocazione turistica come l’Italia ha l’obbligo di vincere questa sfida. Stefano Sibilio Coordinatore Comparto "Impresa e società" UNI Ecolabel EU Flower: an answer to the growing consumer’s demand for environment-friendly products The Ecolabel EU Regulation is based on ISO 14020 series of standards dealing with environmental labelling and it focuses on widely consumed products. The criteria these products shall meet are based on many ISO or CEN technical standards and require that products are primarily fit for use and then meet environmental criteria. The Ecolabel EU is now applicable also to a specific service, that of tourist accommodation. Sustainable tourism surely provides a stimulating challenge for Italy to take.
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