Il settore del cuoio, delle pelli e della pelletteria è uno dei fiori all’occhiello del made in Italy. La produzione di questo tipo di manufatti ha riscosso negli anni grande successo, sia in Italia che all’estero. Il nostro paese si è sempre distinto nel mondo per lo stile e la qualità offerta dalla sua produzione. Ma il mondo è cambiato. Con la globalizzazione si sono ampliati i mercati e le opportunità, ma anche i problemi irrisolti.
Una delle questioni più spinose che colpisce la produzione “made in Italy” riguarda certamente la contraffazione dei nostri marchi e dei nostri modelli. Negli ultimi cinque anni l’importazione in Europa di beni contraffatti è aumentata del 900%. Tutti i settori sono colpiti da questo fenomeno e per il momento risulta difficile riuscire a fermare questo fiume di merce contraffatta che sbarca nell’UE. Sul piano legislativo si cerca di correre ai ripari e la Commissione UE si accinge a pubblicare un regolamento per la tutela dei beni; in particolare il regolamento vuole colpire i prodotti sospettati di infrangere i diritti di proprietà intellettuale, propone adeguate misure da prendere nei confronti di chi distribuisce tali prodotti e chiarisce le misure che devono essere intraprese contro i falsi. Queste nuove misure possono arginare la situazione ma gli effetti positivi non saranno nel breve periodo. Inoltre, la forte e crescente concorrenza dei paesi terzi mette sotto pressione la produzione italiana, in quanto si offrono prodotti apparentemente simili a prezzi imbattibili. Resta, quindi, fondamentale iniziare ad informare il consumatore sulle caratteristiche dei prodotti. Il consumatore deve capire i vantaggi ad acquistare beni “originali” e che rispettano i requisiti di qualità, ambiente e sicurezza. L'uso di un prodotto contraffatto potrebbe, inoltre, provocare danni a cose o lesioni a persone, anche se non vi è una evidenza immediata che ciò avvenga. La merce contraffatta è anche in grado di trarre in inganno il consumatore in buona fede che non ha approfondita conoscenza del prodotto originale. Ma la qualità dei cuoi e delle pelli italiane tiene banco e la buona fattura dei prodotti nazionali può assicurare il futuro del settore; a questo proposito l’UNI propone, con il dossier dedicato al settore, una visione generale dei lavori normativi in corso sia a livello nazionale che internazionale, le tematiche dibattute e i problemi aperti: di fatto si offre uno spaccato delle attività sviluppate anche per qualificare e impreziosire questa realtà fatta di tradizioni, di stile, di grande industria. |