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Editoriale

CNEL e UNI: legislazione e normazione al passo con il mondo

Vincenzo GervasioIl Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro è previsto dall’art. 99 della Costituzione che lo definisce “Organo di consulenza delle Camere e del Governo per le materie e secondo le funzioni che gli sono attribuite dalla legge. Ha l’iniziativa legislativa e può contribuire alla elaborazione della legislazione economica e sociale secondo i principi ed entro i limiti stabiliti dalla legge”.
Il CNEL esprime, quindi, su richiesta del Governo valutazioni e proposte sui più importanti documenti ed atti di politica e programmazione economica e sociale, esamina sulla base dei rapporti predisposti dal Governo le politiche comunitarie e la loro attuazione, contribuisce all’elaborazione della legislazione che comporti indirizzi di politica economica e sociale, effettua studi e indagini di propria iniziativa, per le materie di sua competenza, o su richiesta delle Camere, del Governo o delle Regioni, formulando osservazioni e proposte.

In un primo raffronto tra il CNEL e l’UNI sono ben evidenti le differenze fra le finalità delle due istituzioni, ma si può notare che, per certi versi il modus operandi del CNEL non è tanto dissimile da quello dell’UNI: così come l’UNI ha la funzione di convogliatore e punto di incontro delle parti interessate all’attività di normazione tecnica, il CNEL ha il compito istituzionale di riunire attorno ad un tavolo le diverse parti rappresentative della vita economica e sociale del Paese e di giungere ad una posizione condivisa su specifiche questioni di rilevanza nazionale.
Giungere alla stesura di un testo condiviso è un obiettivo di non facile realizzazione, ma garantisce che il documento risulti completo nella trattazione di tutti gli aspetti connessi con la materia, rispetti gli interessi delle parti interessate e sia di valida fruizione per chi (Governo, Camera o Regioni) lo prenda in considerazione.

Guardando alle prossime sfide che attendono il Paese e alle rispettive mission del CNEL e dell’UNI, non è fuori luogo ipotizzare una collaborazione tra i due Enti: l’UNI nel suo ruolo di Ente normatore nazionale possiede risorse, strumenti e competenze tecniche sui diversi settori dell’industria, del commercio e del terziario, che possono apportare notevoli benefici al sistema Italia, in particolare, migliorando la competitività e l’innovazione tecnologica delle imprese, favorendo la qualità e la sicurezza dei prodotti e dei servizi, sostenendo la protezione dell’ambiente e degli interessi dei consumatori; mentre il CNEL, nel suo ruolo di “consulente” delle Istituzioni politiche, può contare su un canale di dialogo privilegiato attraverso il quale far viaggiare proposte ed osservazioni, frutto di competenza in campo economico, sociale e giuridico dei propri Consiglieri.
Il CNEL e l’UNI potrebbero, quindi, mettere in luce i benefici della normazione volontaria quale supporto all’attività legislativa e di regolamentazione, notoriamente di competenza del Parlamento e della Pubblica Amministrazione, nonché confrontarsi di volta in volta su specifici temi di grande attualità.

La recente attività del CNEL ha messo in risalto, ad esempio, che è prevedibile nei prossimi anni uno sviluppo, su scala mondiale, di grandi sistemi infrastrutturali - sia “materiali” che “immateriali”- per gli approvvigionamenti energetici, per i trasporti di merci e di persone e per le transazioni finanziarie.
La loro realizzazione richiede a monte, oltre all’intervento dei Governi dei Paesi leader, anche una definizione ed un’ampia condivisione di standard e di norme per la progettazione, la costruzione e l’esercizio, al fine di assicurare le migliori condizioni di sicurezza e la sostenibilità ambientale.

È auspicabile che questo scenario di sviluppo preveda la presenza attiva delle Forze economiche del nostro Paese: perché ciò avvenga è necessaria sia l’attenzione delle Istituzioni per l’indirizzo ed il governo dei processi fondamentali, sia un coinvolgimento degli operatori nel momento della definizione degli standard e nella predisposizione della normazione tecnica.
È evidente pertanto come una più stretta sinergia fra le iniziative del CNEL e dell’UNI possa agevolare il “Sistema Paese” ad inserirsi con un ruolo importante in questo prevedibile ed auspicabile processo di sviluppo internazionale.

Vincenzo Gervasio
Presidente V Commissione CNEL “Grandi opere e reti infrastrutturali”




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