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In arrivo la marcatura CE per gli apparecchi sanitari

UNI ha pubblicato le prime norme armonizzate secondo la direttiva 89/106/CEE sui prodotti da costruzione, riguardanti gli apparecchi sanitari:

  • lavelli da cucina - requisiti funzionali e metodi di prova, UNI EN 13310;
  • apparecchi sanitari - vasi indipendenti e vasi abbinati a cassetta, con sifone integrato, UNI EN 997.

Fin dalla nascita del mercato comune europeo, la Commissione europea si è impegnata per garantire la libera circolazione dei beni a livello europeo; per questo, è stata emessa una serie di direttive comunitarie dette ‘del nuovo approccio’, che delineano i requisiti essenziali di famiglie di prodotti rimandando per i dettagli tecnici e i metodi di prova a specifiche elaborate dal Comitato Europeo di Normazione (CEN) e dall’Organizzazione Europea per le approvazioni tecniche (EOTA). Il mandato è proprio il documento che esplicita l’incarico di elaborare norme tecniche rispondenti alle direttive europee specifiche per una famiglia di prodotto, indicando le caratteristiche essenziali che rispondono ai requisiti della direttiva. Vale la pena di ricordare che per tutte le direttive del nuovo approccio il rispetto della norma di prodotto è solo uno dei mezzi alternativi per rispondere alla direttiva europea, mentre la direttiva 89/106/CEE individua nelle norme di prodotto armonizzate l’unica via per dimostrare la conformità di un prodotto alla direttiva stessa: il rispetto delle norme armonizzate è pertanto obbligatorio per i prodotti da costruzione.

Secondo la direttiva prodotti da costruzione e il mandato della Commissione europea M/110 “Apparecchi sanitari”, il produttore è tenuto ad apporre la marcatura CE per poter immettere i prodotti sul mercato europeo, dichiarando sotto sua responsabilità di avere effettuato le prove indicate nelle norme: per i lavelli deve essere garantita la pulibilità, la resistenza al carico (solo per lavelli a parete), la durabilità e l’assenza di sostanze pericolose; mentre per i vasi deve essere garantita la prevenzione del riflusso, la pulibilità, la resistenza ai carichi, la curabilità, l’assenza di sostanze pericolose, l’affidabilità della valvola e la tenuta.
Altri tipi di apparecchi sanitari saranno soggetti alla marcatura CE entro breve tempo, non appena le relative norme armonizzate di prodotto saranno approvate dai Paesi che aderiscono al Comitato Europeo di Normazione e citate nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee (vedere tabella 1).

Tabella 1 - LE PROSSIME NORME SUI SANITARI
  • Bagni idromassaggio (norma EN 12764, attualmente in attesa di pubblicazione)
  • Orinatoi a parete (progetto prEN 13407)
  • Lavabi a canale (progetto prEN 14296)
  • Pareti doccia (progetto prEN 14428)
  • Piatti doccia (progetto prEN 14527)
  • Vasche da bagno (progetto prEN 14516)
  • Lavabi (progetto prEN 14688)
  • Bidè (progetto prEN 14528)
  • Cassette (progetto prEN 14055)

Per tutti i sanitari, il mandato M/110 prevede un sistema di attestazione di conformità di tipo 4, che non richiede l’intervento di un organismo notificato esterno, mentre le caratteristiche che il fabbricante deve dichiarare cambiano da prodotto a prodotto. La parte finale di ciascuna norma armonizzata riporta tutte le informazioni necessarie per la marcatura CE dei prodotti, con gli opportuni riferimenti ai documenti legislativi (mandato M/110, direttiva 89/106/CEE e relative linee guida).

Il contributo dato dall’Italia alle norme europee sugli apparecchi sanitari è particolarmente rilevante, in quanto il comitato tecnico europeo CEN/TC 163 “Apparecchi sanitari” che le ha elaborate e le sta elaborando ha la presidenza italiana e la segreteria presso l’UNI. Numerosi esperti italiani hanno contribuito attivamente alla stesura delle norme, partecipando di persona ai gruppi di lavoro del comitato tecnico CEN/TC 163 (Gruppo 2 “Prove sui materiali”, Gruppo 3 “Prove prestazionali per vasi, orinatoi, lavabi, lavelli, bidè”, Gruppo 4 “Prove prestazionali per bagni e piatti doccia”). Quanto elaborato sui tavoli europei viene poi discusso sui tavoli dell’UNI per raccogliere il parere degli esperti italiani del settore, in modo che il contributo italiano sia il frutto di posizioni discusse e pareri raccolti dal maggiore numero di interessati possibile.

Oltre all’elaborazione delle norme di prodotto armonizzate, il comitato tecnico CEN/TC 163 ha curato l’elaborazione di norme che specificano le quote di raccordo per i diversi apparecchi sanitari, nelle quali sono descritte le dimensioni e le tolleranze necessarie per l’interfacciamento dell’apparecchio sanitario con la rubinetteria sanitaria da un lato e i dispositivi di scarico dall’altro. Le norme relative alle quote di raccordo sono state pubblicate a partire dal 1977 e periodicamente aggiornate per tenere conto delle innovazioni tecnologiche e delle nuove norme via via pubblicate sui dispositivi di scarico (serie UNI EN 276) e sulla rubinetteria sanitaria. Nella tabella 2 riportiamo la serie completa delle norme sulle quote di raccordo.

Tabella 2 - NORME UNI SULLE QUOTE DI RACCORDO
UNI EN 31:2002Lavabi
UNI EN 32:2002Lavabi sospesi
UNI EN 33:2004Vasi a pavimento a cacciata, con cassetta appoggiata
UNI EN 34:1992Vasi sospesi a cacciata, con cassetta appoggiata
UNI EN 35:2001Bidè a pavimento con alimentazione sopra il bordo
UNI EN 36:2002Bidè sospesi con alimentazione sopra il bordo
UNI EN 37:2002Vasi a pavimento a cacciata, senza cassetta appoggiata
UNI EN 38:1992Vasi sospesi a cacciata, senza cassetta appoggiata
UNI EN 80:2002Orinatoi a parete
UNI EN 111:2004Lavamani sospesi
UNI EN 232:1991Vasche da bagno
UNI EN 251:1991Piatti doccia
UNI EN 695:1999Lavelli da cucina

Anna Caterina Rossi
Funzionario Tecnico Comparto "Costruzioni" UNI




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