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Dossier

UNI e gli Enti Locali

Che la normazione tecnica sia un supporto utile -a volte imprescindibile- per le imprese è un fatto che possiamo oramai dare per assodato.
La trasparenza dei rapporti con i fornitori e con i clienti; l’aumento della qualità, della sicurezza e della compatibilità ambientale dei prodotti e dei servizi; la riduzione dei costi; la razionalizzazione dei processi -cioè i vantaggi tipici che derivano dall’applicazione delle norme tecniche- sono tutti elementi riconosciuti come determinanti per la competitività in un mercato dove il miglioramento continuo e la conformità allo stato dell’arte della tecnica e della tecnologia sono fattori di concorrenzialità.
Ma la pubblica amministrazione e gli enti locali? in assenza di concorrenza, senza “veri” clienti, con bilanci fatti “per legge” che senso possono avere per queste realtà le norme tecniche?

Sebbene ne fossimo sicuri, è stata una bella sorpresa trovare tante conferme -abbiamo infatti dovuto sceglierne solo un numero limitato da riportare in questo nostro dossier!- che la pubblica amministrazione locale usa le norme tecniche per gestire meglio la “cosa pubblica” e quindi per offrire servizi pubblici migliori ai cittadini.
Che si tratti di regioni, province, comuni o di società cooperative e consorzi di servizio pubblico, abbiamo riscontrato una profonda consapevolezza che il servizio pubblico è un bene comune che deve essere gestito ottimizzando l’uso delle risorse (che siccome vengono prelevate al cittadino sono limitate!) e considerando che l’utilizzatore dei servizi è un cliente da soddisfare (anche se non ha alternativa nella scelta dei servizi pubblici locali, il cliente/cittadino ha molta possibilità di scelta quando ci sono le elezioni locali…).

Analizzando i bisogni di un ente locale si riesce a capire meglio il rapporto con la normativa tecnica. Un ente locale ha bisogno di:

  • effettuare acquisti a 360°, spesso in settori dove sono richieste specializzazioni non disponibili
  • avere punti di riferimento credibili sui temi nei quali non ha competenze specifiche
  • avere garanzie di qualità, sicurezza, compatibilità ambientale, di prestazioni dei beni e servizi che acquista
  • dare le stesse garanzie di cui sopra per i servizi che eroga e per i prodotti che utilizza a supporto.

Se teniamo presente che cosa sono le norme tecniche e quali sono i loro valori, cioè:

  • regole di applicazione volontaria per “fare bene le cose”
  • strumenti per fare chiarezza nei rapporti cliente/fornitore
  • documenti riconosciuti come “stato dell’arte”, credibili, realizzati democraticamente con un processo trasparente
  • documenti con valore nazionale, europeo e internazionale

emergono subito le sinergie tra le norme e gli enti locali e quindi diventa facile capire che le norme UNI possono:

  • aiutare ad identificare gli elementi necessari a fondare un rapporto “trasparente” e di qualità con i fornitori e i cittadini
  • delegare a un terzo super partes (le norme stesse) la definizione degli elementi di cui sopra
  • ridurre gli impatti giuridici dovuti a responsabilità da prodotto/servizio
  • aiutare a mantenere e migliorare continuamente la politica della qualità verso i cittadini nel rispetto della carta dei servizi.

Qui di seguito voglio esemplficare alcune aree nelle quali le sinergie tra la normazione tecnica e la gestione della “cosa pubblica” sono particolarmente importanti, elencando alcune norme già di ampio uso quotidiano: i sistemi di gestione per la qualità (oltre alla serie UNI EN ISO 9000 la norma UNI 10600 sulla presentazione e gestione dei reclami per i servizi pubblici, la UNI 11097 sugli indicatori di gestione della qualità e la UNI 11098 sulla rilevazione della soddisfazione del cliente), la gestione ambientale (oltre alla serie UNI EN ISO 14000 la serie di norme UNI sugli studi di impatto ambientale, la UNI EN 14181 sull’affidabilità dei sistemi di misurazione di emissioni inquinanti, le norme sulla classificazione e lo smaltimento dei rifiuti…), la vivibilità delle città (UNI 10819 sulla riduzione dell’inquinamento luminoso, la UNI ENV 14383 sulla pianificazione e progettazione urbana anticrimine, la UNI 11123 per la progettazione dei parchi gioco all’aperto, la UNI 11010 sull’assistenza ai disabili…), gli appalti (la serie UNI 10722 sulla qualificazione e il controllo del progetto di nuove costruzioni e la UNI 11150 per gli interventi sul costruito…).

Insomma, se l’applicazione e la certificazione dei sistemi di gestione per la qualità e l’ambiente è un’attività già ben radicata nella pubblica amministrazione locale, la sfida adesso è quella di ampliare l’uso delle norme tecniche UNI relative ai prodotti e ai servizi valorizzando il loro ruolo di strumenti la cui applicazione ha un immediato e tangibile effetto positivo sulla qualità della vita del cittadino e quindi sul suo rapporto con l’ente locale.

a cura di Alberto Monteverdi - Responsabile Comunicazione UNI




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